5 motivi per i quali lottiamo con il nostro potenziale eterno. Una delle verità fondamentali del vangelo si può trovare nelle parole di un’amata canzone della primaria: “Sono un figlio di Dio”.

Come figli di Dio, impariamo che ci ama e che seguendo il Suo piano possiamo acquisire la vita eterna.

Il presidente Dieter F. Uchtdorf una volta ha detto: “Fratelli e sorelle, l’Essere più potente dell’universo è il Padre del vostro spirito. Vi conosce. Vi ama con un amore perfetto”.

Con questa comprensione della nostra natura divina, dovremmo sentirci sicuri mentre andiamo avanti nella vita.

Tuttavia, spesso, perdiamo la nostra identità, dimentichiamo chi siamo e lottiamo con il nostro potenziale eterno. Molti sono afflitti da sentimenti di odio e di inutilità. Perché questo accade?

La vergogna è il primo strumento di Satana

La vergogna è uno strumento estremamente doloroso dell’avversario. È il primo inganno che ha usato nel Giardino dell’Eden per attaccare Adamo ed Eva.

Andate a nascondervi, ha detto. Siete nudi. La vergogna ci dice che non solo facciamo cose cattive, ma che noi stessi siamo intrinsecamente cattivi. Non siamo abbastanza e non lo potremo mai essere.

Tutti avremo la colpa per il peccato. Tutti riconosceremo la necessità della grazia di Cristo. Tuttavia, quando la vergogna supera le nostre percezioni, non siamo in grado di riconoscere il nostro potenziale divino.

Per combattere la vergogna, dobbiamo riconoscere la differenza tra colpa e vergogna, evitare confronti, praticare l’amore per sé stessi e concentrarsi sulla costruzione di un rapporto con Dio.

Siamo intimamente consapevoli delle nostre debolezze

Se vi guardate intorno, scoprirete che anche gli altri sono frustrati come voi. “Perché non ti accorgi di quanto tu sia incredibile?” potrebbero chiedere.

La gente può dirvi quanto siate meravigliosi e cercare di rassicurarvi, ma è difficile crederci. Gran parte della nostra incapacità di avere delle prospettive è a causa del nostro essere troppo limitati.

Dopo tutto, siamo noi. La voce nella nostra testa siamo noi. Analizziamo ogni pensiero e motivazione, ci mettiamo da parte. Siamo intimamente consapevoli delle debolezze e degli errori.

Tutti noi siamo sicuramente imparziali, quando si tratta di noi stessi, sia nel bene che nel male. È importante fare un passo indietro e cercare di prendere le distanze dalle nostre emozioni.

Il dolore è un’esigenza immediata

La prospettiva è una cosa difficile da avere, quando ci si trova nel dolore. Ci si può sentire completamente consumati da esso.

Quando si sta cercando di capire come vivere il momento seguente, è terribilmente difficile provare a guardare anche oltre il giorno successivo.

Per essere certi di ritrovarci, dobbiamo onestamente e vulnerabilmente affrontare il nostro dolore e prenderci cura di noi stessi.

Affrontando il nostro dolore, diventiamo in grado di aprire una stanza all’interno dei nostri cuori e delle nostre menti, per ricevere l’istruzione e la guida di Dio.

Ci affidiamo agli altri per creare le nostre riflessioni

Sia che ce ne rendiamo conto o meno, ci affidiamo al mondo esterno per influenzare il nostro pensiero su noi stessi.

Cerchiamo l’approvazione dei nostri coetanei, prendiamo appunti su come vivere la nostra vita guardando le celebrità o le riviste e ci confrontiamo costantemente sui social media.

Con tanta confusione e distrazione, non c’è da meravigliarsi che lo Spirito e la verità spesso abbiano difficoltà a raggiungerci.

Prendetevi del tempo per meditare e cercare chiarezza attraverso il dono dello Spirito Santo. Andare al tempio o anche solo nei giardini del tempio è un ottimo modo per riorientare il nostro potenziale.

Non applichiamo l’espiazione

Capiamo il potere dell’espiazione di Gesù Cristo? Lo applichiamo alla nostra vita? Quando commettiamo errori o ci troviamo di fronte alle conseguenze del peccato, spesso vogliamo buttarci via. Sentiamo che siamo disperati.

L’espiazione può salvare tutti tranne me, pensiamo.

Questo non potrebbe essere più lontano dalla verità. Il sacrificio di Cristo è avvenuto per farci progredire e ricevere tutto ciò che Dio ha. Cristo non ci limita: siamo noi a creare le limitazioni.

Il nostro potenziale eterno

Se state lottando con il vostro potenziale eterno, ricordate queste parole dell’anziano Richard G. Scott:

“Il nostro Padre celeste non ci ha messo sulla terra per fallire, ma per avere successo gloriosamente”.

Questo articolo è stato scritto da Aleah Ingram e pubblicato sul sito ldsdaily.com. Questo articolo è stato tradotto da Cinzia Galasso.

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