Una caratteristica notevole ed apparentemente piacevole dell’esistenza spirituale è l’assenza di spazio e tempo così come li conosciamo qui sulla terra.

“Mi sono trovato in un luogo, in un momento, mi viene da dire, dove tutto lo spazio e il tempo erano inesistenti” (“Life at Death, pag. 98).

I racconti dell’assenza di temporalità nell’aldilà portano testimonianza della dichiarazione di Alma: “tutto è come un sol giorno per Dio, ed il tempo è misurato solo per gli uomini.” (Alma 40:8).

Anziano Neal A. Maxwell ha confermato che il tempo così come noi lo concepiamo è una struttura temporanea:

Quando il velo che ci copre verrà tolto, anche il tempo cesserà di esistere (vedere D&A 84:100). Anche in questa vita, è chiaro che il tempo non è la nostra dimensione naturale. Ecco perché non siamo mai a nostro agio nei suoi confronti.

Al contrario, ci troviamo a desiderare impazientemente che acceleri o che l’alba non arrivi mai. Non possiamo fare nessuna di queste cose, ovvio. Ma così come gli uccelli si sentono palesemente a casa nell’aria, altrettanto palesemente il tempo non è casa nostra.

Noi apparteniamo all’eternità! Il tempo, così come ogni altra cosa, ci sussurra che qui siamo degli estranei. Se il tempo è una cosa naturale per noi, perché allora abbiamo così tanti orologi, alle pareti e ai polsi? (Neal A. Maxwell, “Patience”, Ensign, Ottobre 1980, pag. 31)

Il Tempo Nel Mondo degli Spiriti

Molti racconti di esperienze pre-morte riportano questa sensazione di atemporalità. Nella quasi totalità, viene sottolineato o comunque implicato come non si sappia se tale esperienza sia durata minuti, ore, anni, un istante o per un tempo incommensurabile.

Il tempo sembra diverso, dilatato o del tutto assente.

Anche il Dr. Carl Jung, famoso psicanalista che ebbe egli stesso un’esperienza pre-morte, racconta:

“Posso descrivere l’esperienza come una totale estasi di uno stato atemporale in cui presente, passato e futuro sono una cosa sola.” (cit. da Maurice Rawlings in “Beyond Death’s Door”, pag. 54).

Riguardo al concetto di atemporalità, Emanuel Swedenborg ha presentato un utile tesi che sembra essere compatibile con gli insegnamenti sul tempo e l’eternità dei Santi degli Ultimi Giorni. Questo è ciò che sosteneva:

“Una persona naturale potrebbe credere che la sua capacità di pensare cesserebbe se i concetti di tempo, spazio e materia venissero rimossi, dato che ogni pensiero umano si basa su di essi.

Sarebbe per lui di aiuto però, capire che i pensieri sono ristretti e limitati nella misura in cui attingono da tempo, spazio e materia.

Essi non sono limitati, ma anzi si espandono,  nella misura in cui non attingono da questi, dato che la mente si innalza proporzionalmente al di sopra del corpo e della materia.” (“Heaven and Hell”, pag. 132)

Inoltre, Swedenborg sembrava proporre un principio riguardo alla atemporalità che i Santi degli Ultimi Giorni hanno sempre insegnato:

“Visto che gli angeli non hanno la concezione del tempo,” ha scritto, “essi hanno una diversa concezione dell’eternità di noi persone qui sulla terra. Gli angeli vedono nell’eternità uno stato infinito, non un tempo infinito.” (“Heaven and Hell”, pag. 130-131).

Il Signore rivelò a Mosè che la Sua opera e la Sua gloria erano “far avverare l’immortalità e la vita eterna dell’uomo” (Mosè 1:39).

Da questo capiamo che la vita eterna non si riferisce solamente ad una vita che non ha una fine. Questo già è incluso nella parola immortalità.

Piuttosto, la vita eterna si riferisce ad un particolare stato o una particolare qualità di vita che il Signore vuole che noi godiamo.

Gesù ci diede un indizio riguardo al significato di questo tipo eterno di vita subito prima della sua crocifissione. “E questa è la vita eterna, che conoscano te, l’unico vero Dio e Gesù Cristo, che tu hai mandato.” (Giovanni 17:3).

Mentre potremmo non comprendere appieno il significato di questa frase, noi crediamo che ‘conoscere’, nel senso più completo della parola, il nostro Padre Celeste e Suo Figlio includa il vivere con Loro ed il diventare come Loro.

Lo Spazio Nell’Aldilà

Anche se a volte possiamo cogliere degli accenni di cosa sia davvero l’assenza del tempo, è ancora più difficile concepire “questo mondo, ma dove le regole dello spazio…sono tutte sospese” (“Return from Tomorrow”, pag. 45).

Alcuni commenti di chi ha vissuto un’esperienza pre-morte sono particolarmente illuminanti a riguardo, ma nonostante questo, come uno di loro ha spiegato:

“Il nostro vocabolario normalmente riferito alla dimensione spazio-tempo è inadeguata in modo frustrante per descrivere il paradiso” (cit. da “Return from Death”, pag. 52).

Emanuel Swedenborg ha spiegato come la sua comprensione del tempo e dello spazio sia inadeguata e non abbia valore nell’aldilà. Ancora una volta, è simile alle altre nostre facoltà collegate al pensiero.

“Ogni volta  che un individuo nell’altra vita pensa a qualcuno, egli pone la faccia di quest’ultimo davanti a sé nei suoi pensieri, insieme a molte altre cose che appartengono alla vita di quella persona.

Quando ciò avviene, l’altra persona è come fosse presente, esattamente come se fosse stata chiamata ed evocata.

Questo genere di cose avviene nel mondo spirituale poiché i pensieri vengono concretizzati lì e perché le distanze non possiedono gli stessi attributi che hanno nel mondo naturale.” (“Heaven and Hell”, pag. 400).

Anche se questo può sembrare strano, anche ai giorni nostri chi ha visitato il mondo degli spiriti sembra descrivere un processo molto simile:

“Ed avvenne nella mia mente di vedere di nuovo quei familiari e quelle persone amate che se ne erano andate, apparirono davanti a me nello stesso istante in cui avevo pensato a loro…

In seguito, ebbi il desiderio di vedere Gesù, poiché avevo sempre voluto ringraziarlo per il ruolo che aveva avuto nella storia dell’uomo e l’esempio che ci aveva lasciato da seguire…

Egli apparve istantaneamente, senza alcuno sforzo da parte mia.” (cit. da “Coming Back to Life”, pag. 35).

Un’altra testimonianza descrive un processo di spostamento che ricorda le profezie di Brigham Young riguardo ai viaggi nella prossima vita.

Ricordate che il profeta insegnò che “se vorremo visitare Gerusalemme, o questo o quell’altro posto… Eccoci già lì, nelle sue strade… Se desidereremo capire come vivono in queste isole dell’ovest o in Cina, saremo già lì.” (“Journal of Discourses”, 14:231).

Questi testimoni hanno riportato di come riuscivano ad arrivare ad ogni destinazione istantaneamente:

“In quel momento, mentre ero ancora estasiato da ciò che avevo visto, il mio amico suggerì che cominciassimo a muoverci ed io, sempre più emozionato, concordai con lui.

IMMEDIATAMENTE arrivammo in un altro luogo, su una bellissima strada.”

Dopo la visita in questo secondo luogo, la racconto continua, “ci spostammo nuovamente, ISTANTANEAMENTE” (cit. da “Amazing Grace: The Near-Death Experience as a Compensatory Gift”, in “Journal of Near-Death Studies”, vol. 10, n° 1, autunno 1991, pag. 30).

Altri racconti sembrano portare testimonianza di entrambi gli aspetti di questa assenza delle distanze nel mondo spirituale. Altri hanno anche menzionato un “effetto teleobiettivo” come descritto qui:

“Ogni volta che guardavo una persona e mi chiedevo a cosa stesse pensando,” riporta meravigliata una donna che aveva lasciato il proprio corpo in seguito ad un incidente, “era come se mettessi a fuoco, esattamente come attraverso un teleobiettivo, ed ero là.

Sembra però che parte di me, diciamo la mia mente, fosse ancora dove mi trovavo prima, diversi metri di distanza dal mio corpo.

Quando volevo vedere qualcuno di distante mi sembrava che parte di me, quasi come fosse un radar, raggiungesse subito quella persona. Mi sembrava che in quel momento, se qualcosa fosse accaduto in qualsiasi parte del mondo, sarei potuta essere lì solo pensandoci.” (cit. “Life After Life”, pag. 51-52).

Tutti Insieme, Sempre e per L’Eternità

Tutte queste testimonianze possono offrirci uno scorcio dell’adempimento di una promessa alla base della teologia Mormone: che se siamo fedeli a tutto ciò che ci è stato insegnato, potremo essere con i nostri cari per sempre, senza mai essere separati nuovamente.

Con le nostri menti terrene è quasi impossibile comprendere come potremo stare tutti insieme senza che ci sia una qualche sorta di distanza tra di noi.

Apparentemente, avremo il potere di oltrepassare ogni ostacolo, di visitare e comunicare con amici e persone care, istantaneamente, se lo desideriamo. La distanza e la separazione non avranno più alcun effetto deterrente sulle relazioni così come succede qui sulla terra.

Così come i racconti delle altre inimmaginabili delizie della prossima vita, la descrizione di questi fenomeni potrebbe riempire pagine, ognuna più incredibile della precedente.

Chi tra noi non ha mai sperimentato tali visioni è quantomeno benedetto ad avere queste meravigliose testimonianze a supportare la nostra comprensione dottrinale e può tentare di immaginare da sé l’incommensurabile felicità che ci aspetta.

Questo articolo è stato originariamente scritto da Brent L. Top e Wendy C. Top ed è stato pubblicato su ldsliving.com, intitolato How Time and Space Work in the Spirit World. Italiano ©2016 LDS Living, A Division of Deseret Book Company | English ©2016 LDS Living, A Division of Deseret Book Company

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