Come tutti voi sapete, la scorsa settimana c’è stata la celebrazione del carnevale; sicuramente non c’è bisogno che sia io a dirvelo! 🙂 Si tratta anche del giorno in cui i cattolici iniziano il periodo della Quaresima.

Essendo stata cattolica in gioventù, questo è un periodo che ricordo molto bene; nei quaranta giorni prima di Pasqua sceglievamo qualcosa da sacrificare, o a cui “rinunciare” in questo lasso di tempo e si sarebbe iniziato di mercoledì.

La quaresima

La celebrazione del carnevale, fatta il martedì prima della quaresima è così diventato un modo per festeggiare in grande prima che si cominciasse il periodo di sacrificio e auto-negazione.

Penso che la parte riguardante i festeggiamenti venisse presa in maggiore considerazione rispetto a quella del sacrificio.

Ricordo che quando ero una ragazzina, iniziavo la quaresima con il grande desiderio di mostrare a Signore la mia devozione; io e i miei amici ci chiedevamo :

“Voi a che cosa rinunciate per la Quaresima?” Per me la cosa più difficile cui rinunciare erano i dolci; la mia più grande debolezza aveva la forma di piccole caramelle al cioccolato.

Vorrei poter dire di essere stata in grado di concludere la Quaresima senza mangiarle e dovermi pentire per poi ricominciare da capo. Quaranta giorni sono un tempo molto lungo, sopratutto per un bambino.

È stato solo anni dopo, quando attraverso il Libro di Mormon e il vangelo restaurato ho potuto imparare più cose riguardo l’espiazione di Gesù Cristo, che ho scoperto che una buona fetta di ciò che festeggiamo a Pasqua non è solo la Sua vittoria sulla morte, ma anche che grazie alla Sua espiazione tutti noi possiamo ricominciare.

Dopo che cadiamo possiamo continuare a tentare; possiamo pentirci ed essere mondati; è questo il miracolo dell’espiazione.

Anziano Bednar ha detto:

“L’Espiazione di Gesù Cristo non soltanto annulla gli effetti della Caduta di Adamo e rende possibile la remissione dei nostri peccati e delle nostre trasgressioni individuali, ma ci consente anche di fare il bene e di diventare migliori in modi che vanno ben oltre le nostre capacità terrene.

La maggior parte di noi sa che, quando facciamo le cose sbagliate e abbiamo bisogno di aiuto per superare gli effetti del peccato nella nostra vita, il Salvatore ci permette di essere purificati tramite il Suo potere redentore.

Ma comprendiamo anche che l’Espiazione è destinata agli uomini e alle donne fedeli che sono obbedienti, degni e coscienziosi, e che si sforzano di diventare migliori e di servire più devotamente?

Mi chiedo se manchiamo di renderci pienamente conto di questo aspetto dell’Espiazione che conferisce potere alla nostra vita e se crediamo erroneamente di dover portare il carico da soli, attraverso la determinazione, la forza di volontà e la disciplina e con le nostre palesemente limitate capacità.

Una cosa è sapere che Gesù Cristo è venuto sulla terra per morire per noi, cionondimeno, dobbiamo anche renderci conto che il Signore desidera, tramite la Sua Espiazione e per il potere dello Spirito Santo, vivere in noi, non solo per guidarci ma anche per renderci più forti e per guarirci” (Portare agevolmente i propri fardelli, Aprile 2014).

Ogni giorno vedo come il potere dell’espiazione aiuti i nostri missionari a compiere ciò che non avrebbero mai creduto di poter fare; lo vedo dare loro il potere di aprire la loro bocca e parlare una lingua nuova o superare la propria paura di parlare alle persone; li vedo guadagnare una forza ed una fiducia in sé stessi che si può acquisire solo attraverso la forza del Signore.

Loro sanno che se continuano a fare la loro parte, Egli farà la propria; è questo il miracolo che viene dall’avere una relazione che sia basata su un’alleanza con il Signore.

Vedo i simpatizzanti trovare gioia nella comprensione della dottrina del perdono e vedo il potere dello Spirito Santo che li rafforza nelle loro vite aiutandoli a cambiare per il meglio.

So che il Signore mi ha aiutato a fare cose che non sarei mai stata in grado di fare da sola; questo discorso ne è la prova.

Per quanto nel mio desiderio di bambina fosse importante mostrare dimostrare al Signore la mia devozione rinunciando alle caramelle, ora so che il sacrificio più importante che possiamo fare è un cuore spezzato e uno spirito contrito.

So che quando offriamo i nostri cuori al Signore, Egli può cambiarli e rafforzare il nostro desiderio di servirLo; che può accrescere la nostra capacità di fare tutto ciò che ci è richiesto.

So che se lo facciamo, possiamo trovare gioia e soddisfazione nel sapere che Gesù Cristo è davvero il nostro Salvatore personale.

So che questa è la Sua Chiesa restaurata sulla terra; sono grata per la sua espiazione; so che il Libro di Mormon è un vero testimone di Lui e della Sua Chiesa oggi su questa terra.

Bianca Palmieri Lisonbee

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