Allora, mi sono ritrovato a leggere dei documenti riguardo alla vostra fede dopo essermi trovato in una relazione con un membro della chiesa dei Santi degli Ultimi Giorni.

Lei era sposata civilmente con un uomo che poi si è convertito alla vostra religione, ed ha avuto un bambino con quest’uomo, ma non sono mai stati suggellati.

La mia domanda è la seguente: lei è preoccupata che suo figlio non sarà in grado di essere suggellato a lei e al suo ex marito, e dovrà scegliere tra uno dei due genitori, se uno di loro vorrà sposarsi di nuovo. È così?

A chi posso essere suggellato?

Grazie per il tuo interesse nella nostra religione! È vero, i mormoni credono nel suggellamento, e che le famiglie sono “eterne”.

Nonostante ciò, la nostra teologia non contiene così tante informazioni riguardo a cosa ciò significa di preciso; il che naturalmente fa nascere delle domande in situazioni come quella che hai descritto.

Io sono propenso a credere che è troppo semplicistico suggerire che i suggellamenti mormoni si limitino ad assicurare che le famiglie staranno “insieme per sempre”, e perciò presumibilmente garantendo eterna e perpetua prossimità fisica.

Intendo dire: se io “starò insieme” ai miei genitori, i quali “staranno insieme” ai propri genitori, i quali “staranno insieme con i propri genitori, e così via, e siamo tutti insieme nello stesso nucleo familiare, allora il tutto diventa molto affollato, e molto in fretta!

Ho scritto riguardo alla natura del suggellamento del tempio in altre risposte. Però, per essere breve: la nostra dottrina dice che ci deve essere “un legame di un qualche tipo tra i padri e i figli, su di un qualche argomento (Dottrina e Alleanze 128:18) che collega ogni persona fino ad Adamo.

Noi crediamo che la risultante rete di catene creata dai suggellamenti effettuati nei templi mormoni ha l’effetto di riunire l’umanità decaduta in una grande unità familiare, chiarendo la natura dei nostri doveri reciproci (specialmente verso coloro i quali, che sia a causa di nascita o di adozione, sono suggellati a noi come nostri genitori o figli), e solidificando il “regal lineaggio” attraverso il quale ogni persona alla fine reclama tutte le benedizioni che Gesù Cristo ha reso disponibili a coloro che Lo seguono.

Da questa prospettiva, il mio suggellamento ai miei “genitori” è molto più significativa dal punto di vista teologico rispetto ai legami biologici, o persino quelli emotivi, che si sono formati tra me e i “genitori” con cui sono stato suggellato.

Naturalmente uno vorrebbe essere suggellato ai propri genitori naturali; e noi non affermiamo di sapere esattamente chi sarebbe suggellato a chi in situazioni come quella da te descritta.

Ma tendiamo a supporre che non ci importerà così tanto quale risultato prevarrà, considerato l’amore perfetto e l’assenza di insicurezze e gelosie che prevarrà in cielo.

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