Nell’ultima Conferenza generale tenutasi il primo fine settimana di Aprile 2017, il Profeta Mormone, il Presidente Thomas S. Monson, con i suoi interventi brevi ma ricchi di intenso significato spirituale ha voluto dare a tutti noi due regole molto importanti per una corretta conduzione della vita terrena che potranno portarci fino al cospetto del Padre Celeste.

Carità e Libro di Mormon alla base della nostra esistenza terrena

Queste due regole sono: la pratica della carità e l’importanza di leggere il Libro di Mormon ed attenersi alle regole in esso contenute.

Nel primo discorso egli ci ha parlato della carità.

Riprendendo un argomento a lui molto caro, che era stato oggetto di altri suoi interventi tenuti nel corso di altre Conferenze Generali, ha tenuto a sottolineare l’importanza di questa virtù, ricordando che essa è una caratteristica fondamentale del Salvatore e, come tale, deve essere emulata da tutti noi credenti.

A tal proposito, ha citato le parole contenute nel Libro di Mormon riguardanti la virtù della carità, ricordando che chi sarà trovato pervaso di essa all’ultimo giorno, tutto andrà bene per lui.

La carità

Gesù

Proprio come Pilato ha chiesto a Gesù “Che cos’è la verità”, anche noi dovremmo cercare di determinare quale sia.

Per noi credenti che cos’è la carità? Carità è un termine derivante dal latino “caritas”, ovvero benevolenza, e nella teologia cristiana è una delle tre virtù, insieme a fede e speranza.

Nel Cristianesimo, il termine “carità” rappresenta l’amore nei confronti degli altri; si ritiene che essa realizzi la più alta perfezione dello spirito umano, in quanto al contempo rispecchia e glorifica la natura di Dio. Nelle sue forme più estreme la carità può raggiungere il sacrificio di sé.

Attraverso la carità l’uomo realizza il comandamento dell’amore lasciato da Gesù Cristo ai suoi discepoli, quindi ottiene la pazienza di sopportare i mali terreni e raggiungere la felicità eterna.  

A tal proposito, Gesù Cristo ebbe a dire, rispondendo ad una domanda di uno scriba, che gli chiedeva quale fosse il primo di tutti i comandamenti:

“Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.

E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi”.( La Sacra Bibbia, Marco 12:28-31)

La carità per noi Mormoni

Praticare la carità è una regola molto importante per tutti noi appartenenti alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Nel Libro di Mormon, infatti, leggiamo che:

“La carità, che è la più grande di tutte, poiché tutte le cose devono perire. Ma la carità è il puro amore di Cristo; e sussiste in eterno e colui che sarà trovato pervaso di essa all’ultimo giorno, tutto andrà bene per lui” (Il Libro di Mormon, Moroni 7:46–47).

La parabola del buon samaritano

regola aurea

Il Salvatore ci ha dato molti insegnamenti sotto forma di storie e parabole.

Gesù Cristo, a proposito della carità, ci ha tramandato la seguente parabola:

“Un uomo stava viaggiando verso un’altra città. Per strada fu attaccato da dei banditi. Costoro gli rubarono i vestiti e i soldi, e lo percossero lasciandolo mezzo morto. Giunse un sacerdote che lo vide e passò oltre. Poi passò un uomo che si stava recando al tempio e anch’egli lo guardò e passò oltre.

Poi, arrivò un Samaritano, razza odiata dai Giudei, e quando vide l’uomo provò compassione. Inginocchiatosi vicino a lui, il buon Samaritano fasciò le sue ferite e lo mise su un asino per condurlo a un albergo.

Pagò l’oste perché si prendesse cura dell’uomo fino a quando fosse guarito.”(La Sacra Bibbia, Luca 10:30–37)

La parabola del buon samaritano ci insegna che dobbiamo dare ai bisognosi a prescindere se essi siano o no nostri amici. Anche Moroni, rivolgendosi al Padre Celeste, esalta l’importanza della carità e, a tal proposito, riportiamo le sue parole:

“E inoltre ricordo che tu dicesti che hai amato il mondo fino a deporre la tua vita per il mondo, per poterla riprendere di nuovo per preparare un posto per i figlioli degli uomini.

Ed ora so che questo amore che hai avuto per i figlioli degli uomini è la carità; pertanto, a meno che gli uomini non abbiano carità, non possono ereditare quel posto che tu hai preparato nelle dimore di tuo Padre”( Il Libro di Mormon, Ether 12:33–34).

La pratica della carità rappresenta uno strumento per una corretta conduzione della vita terrena così come ha tenuto il Profeta Mormone nel suo discorso.

Pratica che, unita alla lettura e al rispetto del libro di Mormon, porterà noi membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni a santificare la nostra vita e renderci degni di comparire al cospetto del Padre Celeste.

Il Libro di Mormon

Come già accennato nella parte introduttiva del presente articolo, il Profeta Mormone Thomas S. Monson, nel suo secondo discorso, ha tenuto a sottolineare l’importanza che riveste per noi tutti il Libro di Mormon che, unitamente alla preghiera e al rispetto dei comandamenti, rappresenta una insostituibile guida spirituale per seguire la retta via illuminati dalla fede.

Ma che cosa è il Libro di Mormon?

Il Libro di Mormon è un altro testimone che Gesù Cristo è vissuto realmente e che Egli era ed è il Figlio di Dio. Contiene gli scritti di antichi profeti.

Uno di questi, Lehi, visse a Gerusalemme nel 600 a.C. circa. Dio gli ordinò di portare un piccolo gruppo di persone nel continente americano. Lì diventarono una grande civiltà.

Dio continuò a chiamare dei profeti tra questo popolo. Il Libro di Mormon è una raccolta degli di questi profeti e di coloro che tennero gli annali. Si chiama così da Mormon, uno degli ultimi profeti del libro.

Questi profeti conoscevano il piano del Padre Celeste per i Suoi figli e la missione di Gesù Cristo. Documentarono che Cristo apparve, dopo la Sua risurrezione, ai popoli in America, insegnò loro il Suo Vangelo e istituì la Sua Chiesa tra loro.

Il libro contiene gli insegnamenti di Gesù Cristo e dà testimonianza della Sua Espiazione e del Suo amore. Sostiene e convalida la Bibbia.

Il Libro di Mormon termina con la grande promessa che coloro che lo leggono e pregano in merito con sincerità, possono sapere mediante lo Spirito Santo che è vero. (mormon.org, Che cos’è il Libro di Mormon?)

La mia prima esperienza con il Libro di Mormon

Libro di MormonQuando frequentavo l’università e conobbi i missionari della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni notai che portavano sempre con sé un libro, durante il loro servizio di proselitismo, del quale vollero parlarmi.

Questo libro era Il Libro di Mormon. Inizialmente ero molto scettico nei confronti di questo volume di Sacre Scritture, perché pensavo fosse un testo che volesse rimpiazzare la Bibbia.

Ma i missionari mi rassicurarono che Il Libro di Mormon non contrastava e né tanto meno voleva rimpiazzare la Bibbia, ma anzi i due testi andavano perfettamente assieme e che non vi era assolutamente tra loro la presenza di elementi discordanti.

Infatti sia Il Libro di Mormon, che consiste in una ” storia di rapporti tra Dio e gli abitanti delle Americhe ” ( Il libro di Mormon, Introduzione), che la Bibbia, sono le testimonianze di due nazioni che asseriscono che Gesù Cristo è il Salvatore dell’umanità intera.

Per questo motivo Il Libro di Mormon viene definito ”Un altro testamento di Gesù Cristo ”.

Per avallare questa tesi mi venne riportato un esempio: se sulla lavagna disegniamo un punto sappiamo, geometricamente parlando, che per un punto passano infinite linee rette.

Ma se accanto a questo punto ne disegniamo un secondo, tra questi due punti può passare un’unica e sola linea retta che li unisce.

Il primo punto rappresenta la Bibbia, le infinite rette sono le diverse interpretazioni che ha subito con la conseguente formazione di diverse Chiese, mentre il secondo punto è Il Libro di Mormon come testimonianza dell’unica interpretazione della Parola di Dio.

In pratica, quando Gesù Cristo visse sulla terra organizzò la Sua Chiesa in modo che tutte le persone potessero ricevere il Suo Vangelo e ritornare un giorno a vivere con Dio.

Dopo la morte, la risurrezione e l’ascensione al cielo di Gesù Cristo, i Suoi Apostoli continuarono a ricevere rivelazioni da Lui, tramite lo Spirito Santo, sul modo in cui dirigere l’opera della Sua Chiesa.

Tuttavia, dopo che gli Apostoli furono uccisi, gli insegnamenti della Chiesa che aveva stabilito vennero cambiati. Nonostante fossero rimaste molte brave persone, in quel periodo ci fu l’allontanamento generale della verità e il ritiro della vera Chiesa sulla terra.

Questo periodo è conosciuto come Apostasia. ( La Sacra Bibbia, 2 Tessalonicesi 2: 1-3, Atti 20: 29-30).

Tutto questo durò fino a quando, nel 1820, un ragazzo di quattordici anni  di nome Joseph Smith desideroso di sapere quale Chiesa dover seguire, si recò un giorno in un bosco e inginocchiandosi pregò  per conoscere la verità.

In quel momento gli apparvero Il Signore con Suo figlio Gesù Cristo e gli disse che non doveva seguire nessuna delle Chiese esistenti perché nessuna di Esse agiva nel Suo nome, ma che lui, Joseph, avrebbe dovuto “Restaurare” la vera Chiesa.

A seguito di quella visione il giovane quattordicenne capì cosa doveva fare e, per poterlo fare, avrebbe avuto l’aiuto di un importante strumento di cui scoprì l’esistenza tramite una successiva visione: ”Il Libro di Mormon”.

Il Profeta Mormone

In conclusione, i preziosi consigli contenuti negli ultimi due discorsi del Profeta Mormone saranno, per coloro che avranno modo di seguirli pienamente, degli importanti strumenti per il raggiungimento dell’obiettivo più ambito:”la vita eterna”.

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