Scopriamo insieme origini e significato di 5 parole che usiamo nel culto nel Tempio: il loro impatto sarà molto più significativo.

L’anziano Charles A. Dieder dei Settanta ha insegnato:

“Ogni parola è scelta per il proprio significato particolare, per i nobili pensieri che ispira, elevando le nostre anime ad un nuovo livello di comprensione. Qui abbiamo realmente un’espressione ed un esempio di linguaggio divino…

“Una parola – una singola, semplice parola – può portare una varietà di pensieri ed influenze. …

“Le parole possono far svolgere compiti, adempiere doveri o compiere miracoli. Tramite le parole, possiamo essere portati alle lacrime o alle risate, sentirci grandi o avviliti, essere esaltati o condannati…

“Il linguaggio è divino” (“Il linguaggio: un mezzo di comunicazione divino” conferenza generale, ottobre 1979).

Attraverso le scritture, autori e profeti ispirati hanno utilizzato le parole per trasmettere messaggi specifici ai lettori. Uno sguardo attento alle origini greche, ebraiche e latine delle parole, apre le porte ad un nuovo livello di rilevanza e di applicazione nelle nostre vite.

Diamo un’occhiata ad alcune parole nel Libro dell’Apocalisse e ad alcune che sono collegate al culto nel tempio, per vedere meglio questo processo.

Tempio

Il Tempio è un simbolo significativo nel Libro dell’Apocalisse, dal tempio menzionato in Apocalisse 3:12, ai due testimoni che insegnavano nel tempio (Apocalisse 11:1-13) al tempio che discende dai cieli durante la Seconda Venuta (Apocalisse 21:22).

La parola tempio deriva dal latino templum, che significa “un pezzo di terra consacrato per adorare un dio”. Questa parola latina è composta da due altre radici: tem, “tagliare”e plum “esatto”.

Queste radici sono significative perché il Signore ha stabilito uno standard esatto (“plum”) per entrare al tempio sotto forma di domande per ottenere una raccomandazione al tempio.

Le risposte a ciascuna di queste domande aiutano noi e i nostri dirigenti del sacerdozio a capire se siamo all’altezza degli standard del Signore per essere degni di entrare al tempio e se siamo “plum” in ciò che il Signore si aspetta da noi.

Inoltre, il termine inglese contemplare, che significa “un luogo per meditare”, deriva anch’esso da templum e ci ricorda che ponderare le cose del Signore in luoghi santi – quale il tempio – può portare rivelazione e comprensione.

Salmi 46:10 insegna: “Fermatevi, e riconoscete che io sono Dio” e in Dottrina e Alleanze 43:34, il Signore ci invita:”che le solennità dell’eternità rimangano nella vostra mente”.

Il tempio è un posto meraviglioso per meditare e – in base al significato originale della parola contemplare – un motivo per cui abbiamo i templi sulla terra è per fornirci un luogo di meditazione.

Le scritture sono piene di esempi di individui che hanno preso del tempo per riflettere e meditare, tra cui Maria, Nefi e Joseph Smith (vedi Luca 2:19; 1 Nefi 11:1; Helaman 10:2-3; 3 Nefi 17:3; D&A 76:19; D&A 138:1-11; Joseph Smith-Storia 1:12).

Coloro che hanno meditato, hanno ricevuto benedizioni incredibili. Essi sono stati in grado di connettersi con il cielo e ricevere rivelazioni personali.

Quando troviamo tempo per meditare e contemplare nei sacri templi, anche noi troveremo una connessione più profonda con il cielo.

Parlando della meditazione nel tempio, l’anziano Neal A. Maxwell ha insegnato:

“Non dobbiamo frequentare il tempio meccanicamente per svolgere il lavoro per i nostri defunti ma, quando andiamo, dobbiamo anche meditare e contemplare, magari avendo esperienze spirituali mentre allo stesso tempo stiamo facendo ciò che potrebbe sembrare un dovere di routine” (Nonostante la mia debolezza, 1981)

Quindi, la prossima volta che vi trovate nel tempio, prendetevi del tempo per meditare. Meditate ogni parola e attività nel tempio. Studiate il modo in cui esse sono correlate.

Contemplate in che modo la conoscenza che ricevete, rafforzi la vostra vita. Se meditate queste cose con una preghiera nel cuore, lo Spirito Santo rafforzerà la vostra comprensione e arricchirà la vostra vita.

Profano

Sebbene, inizialmente, la parola profano non sembri collegata ai templi, noi sappiamo che nessuna cosa impura può entrare nel tempio. Il significato originale della parola profano (come in profanità) era “non ammesso nel tempio con gli iniziati”.

Questo fornisce ulteriore luce a Apocalisse 21:27 dove, parlando del tempio, il Signore ha rivelato:

“Non entrerà in essa nulla di impuro, né chi commette abominio o falsità, ma solo quelli che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello.”

Essere liberi da cose che ci contaminano e che sono abominevoli agli occhi del Signore, ci porterà a diventare innocenti, onesti e puri.

Questi attributi ci preparano ad entrare nel tempio degnamente e a godere le rivelazioni che giungono tra queste sacre mura.

Investitura

investitura mormoneAnche se non è menzionato esplicitamente nel libro dell’Apocalisse, si fa riferimento all’investitura con le molte allusioni agli indumenti del tempio (vedi Apocalisse 3:5, 18).

Ricevere l’investitura del tempio è profondamente personale e significativo per coloro che sono preparati. La parola investitura significa “un dono”.

In questo senso, l’investitura del tempio è letteralmente un dono da Dio.

Molti Santi degli Ultimi Giorni ricevono la propria investitura prima di partire in missione o essere suggellati, mentre altri la ricevono semplicemente perchè hanno un forte desiderio di progredire sul sentiero del Vangelo.

L’anziano Russell M. Nelson ci ha ricordato che “ogni attività, ogni lezione, tutto ciò che facciamo in Chiesa, ci indirizza al Signore e alla Sua santa casa” (“Preparazione personale per le benedizioni del tempio”, Ensign, Maggio 2001).

Alla fine del ministero di Cristo, i discepoli in Luca 24:49 furono istruiti a “rimanere nella città di Gerusalemme, finché non sarete rivestiti di potere dall’alto”.

Rivestire, collegato alla parola investire e investitura, significa “indossare, vestire, o indossare un indumento”.

Uno degli scopi dell’investitura e del culto nel Tempio non è solamente di fornire una protezione ed un rivestimento, bensì portarci a Cristo così che possiamo essere redenti.

Il dono dell’investitura e il culto nel Tempio ci da’ modo di imparare il Vangelo e, simbolicamente, “indossare” Cristo.

Ricoprire di pece

arca di noeNell’Antico Testamento, impariamo qualcosa in più in merito alla protezione che riceviamo mettendo in pratica a pieno il vangelo di Gesù Cristo nelle nostre vite.

In Genesi 6:14 il Signore istruì Noè:

“Fatti un’arca di legno di gofer; falla a stanze e rivestirla di pece, di dentro e di fuori”. La radice ebraica della parola impeciare è kaphar, che vuol dire “coprire, fare una riparazione, riconciliarsi”.

L’arca è una metafora meravigliosa per sopravvivere alle tempeste della mortalità! Vedete, quando ricopriamo le nostre vite con l’Espiazione di Gesù Cristo, possiamo salpare in sicurezza attraverso la mortalità e approdare le nostre anime su spiagge celestiali.

Uno dei contrari della parola coperto è nudo. Nell’inglese antico, nudo significava letteralmente “esposto, spoglio, o vuoto”.

Amulec insegnò in merito all’essere nudi (o esposti) alla giustizia quando disse:

“La misericordia… circonda con le braccia della salvezza, mentre colui che non esercita la fede fino a pentirsi è esposto all’intera legge delle esigenze della giustizia” (vedi Alma 34:16).

L’Espiazione di Gesù Cristo e il culto nel Tempio infatti copre tutte le persone e si adatta perfettamente alle nostre circostanze individuali.

Il Signore conosce ognuno di noi, e la Sua Espiazione copre perfettamente i nostri bisogni, le nostre sfide, i nostri peccati.

Angelo

libro di mormonIn Apocalisse 1:1 leggiamo:

“La rivelazione di Gesù Cristo… per mostrare ai suoi servitori le cose che devono avvenire a breve; ed egli l’ha fatta conoscere mandandola per mezzo del suo angelo”.

La parola ebraica più comune per “angelo” è mal’akh yehowah, che significa: “messaggero di Geova”.

Nell’inglese antico, la parola aerendgast, usata per angelo, significava letteralmente “spirito errante, spirito che girovaga”.

Che benedizione sapere che gli angeli sono letteralmente in giro per il nostro bene!

A tal proposito, Joseph F. Smith ha scritto:

“Quando i messaggeri sono inviati a ministrare agli abitanti della terra, essi non sono estranei, ma simili al nostro popolo, ai nostri amici, concittadini e al nostro prossimo…

I nostri padri e madri, fratelli, sorelle ed amici che sono passati oltre questa vita terrena… potrebbero avere la missione di visitare i propri parenti e amici ancora sulla terra, portando loro messaggi di amore, di avvertimento, di rimprovero e di istruzione, a coloro che essi avevano imparato ad amare in vita” (Gospel Doctrine, 1959, pag.435-36).

Il profeta Joseph Smith ha scritto inoltre:

“Avvolti tra lingue di fuoco, essi [nel mondo degli spiriti] non sono lontani da noi, conoscono e comprendono i nostri pensieri, sentimenti ed emozioni, e spesso ne sono addolorati.” (Storia della Chiesa 6:51).

Che piacere sapere che il nostro Padre Celeste manda gli angeli per il nostro bene, per darci rivelazioni, come nel caso di Giovanni, oltre alla guida, alle istruzioni e al conforto.

Proprio come Giovanni fu visitato da un angelo, anche noi dovremmo prepararci a ricevere messaggeri celesti nel nostro culto nel Tempio.

Il vostro culto nel Tempio

Le parole sono, appunto, potenti.

Piuttosto che leggere semplicemente le parole nere scritte su pagine bianche, cercate di trovare un significato personale nelle scritture, studiando i significati delle parole scelte dagli autori ispirati.

Nel farlo, sarete benedetti. Il Signore ha promesso che lo studio delle scritture (non solo la lettura):

  • Vi aiuterà ad imparare a rispettare Dio e obbedire ai Suoi comandamenti (vedi Deuteronomio 17:19)
  • Vi insegnerà ad essere prosperi ed avere successo (vedi Giosuè 1:8)
  • Illuminerà il vostro sentiero (vedi Salmi 119:105)
  • Vi dirà tutte le cose che dovete fare (vedi 2 Nefi 32:3)
  • Guarirà il vostro animo ferito (vedi Giacobbe 2:8)
  • Vi guiderà ad agire rettamente (vedi Alma 31:5)

Quando studiate le scritture e prendete del tempo per permettere alla luce della parole di riflettere nella vostra vita, dedicate alcuni minuti in più per cercare le parole e le loro origini.

Nel farlo, i vostri occhi saranno aperti ad un mondo fino ad allora nascosto di importanti significati e rilevante applicazione.

Rallentate, prendetevi il tempo di studiare davvero le parole di Dio contenute nelle scritture e onorare il vostro culto nel Tempio.