Storia Della Chiesa Capitolo 6

Storia della chiesa – Capitolo 6

L’ORGANIZZAZIONE DELLA CHIESA DI GESU’ CRISTO

LA DATA DEL 6 APRILE 1830 è importante per i
Santi degli Ultimi Giorni. La Chiesa di Gesù Cristo
dei Santi degli Ultimi Giorni fu organizzata in questo
giorno. L’organizzazione della Chiesa fu il punto culminante
di un decennio di preparazione per il profeta Joseph
Smith, come ha fatto notare il presidente Gordon B. Hinckley:

“Il giorno dell’organizzazione fu in effetti una
specie di giorno della consegna dei diplomi, un punto
di arrivo per Joseph dopo dieci anni di intenso studio.
Quel periodo era iniziato con l’incomparabile visione
avuta nel bosco nella primavera del 1820, quando il Padre
e il Figlio apparvero a quel ragazzo di quattordici anni.

Questo periodo era continuato con gli insegnamenti di
Moroni, che comprendevano sia ammonimenti che istruzioni
impartite in numerose occasioni. Poi c’era stato il lavoro
di traduzione degli antichi annali e l’ispirazione, la
conoscenza e le rivelazioni che erano scaturite da quella
esperienza. Poi c’era stata la concessione dell’autorità divina
con il nuovo conferimento dell’antico sacerdozio agli
uomini da parte di coloro che ne erano i legittimi possessori:

Giovanni Battista nel caso del Sacerdozio di Aaronne;
Pietro, Giacomo e Giovanni nel caso del Sacerdozio di
Melchisedec. Vi erano state rivelazioni, davvero numerose,
nelle quali si era udita di nuovo la voce di Dio, e le
vie di comunicazione si erano aperte di nuovo tra l’uomo
e il Creatore. Tutti questi avvenimenti furono i preliminari
di quello storico 6 aprile”.

UN GIORNO DA RICORDARE

Poco dopo che Joseph Smith e Oliver Cowdery ebbero ricevuto
il sacerdozio per mano di messaggeri celesti nel 1829,
fu indicato loro per rivelazione “il giorno preciso
in cui secondo la volontà e il comandamento di
Dio essi dovevano procedere a organizzare una volta ancora
la Sua chiesa qui sulla terra”.

Peter Whitmer sen. mise a disposizione la sua casa per
la riunione organizzativa, che fu programmata per martedì 6
aprile, secondo la rivelazione. All’ora stabilita quasi
sessanta persone si radunarono per assistere all’organizzazione
ufficiale della Chiesa di Gesù Cristo. Circa venti
di queste persone erano venute da Colesville, distante
circa centosessanta chilometri, per partecipare agli
avvenimenti di quella sacra occasione.

La riunione fu molto semplice. Joseph Smith, che a quel
tempo aveva ventiquattro anni, richiamò all’ordine
il gruppo e designò cinque colleghi: Oliver Cowdery,
Hyrum Smith, Peter Whitmer jun., Samuel H. Smith e David
Whitmer che si unirono a lui per soddisfare i requisiti
di legge dello Stato di New York per quanto atteneva
all’organizzazione di un’associazione religiosa.

Dopo essersi inginocchiato per dire una solenne preghiera,
Joseph chiese ai presenti se erano disposti ad accettare
lui e Oliver come loro insegnanti e consulenti spirituali.
Tutti alzarono la mano per dare una risposta affermativa.
Anche se avevano ricevuto in precedenza il Sacerdozio
di Melchisedec, Joseph Smith e Oliver Cowdery si ordinarono
reciprocamente all’ufficio di anziano. Fecero questo
per indicare che essi erano anziani nella Chiesa appena
organizzata.

Fu quindi benedetto e distribuito il sacramento della
cena del Signore. Le preghiere pronunciate erano state
ricevute mediante rivelazione (vedi DeA 20:75-79). Joseph
e Oliver quindi confermarono quelli tra i presenti che
erano stati precedentemente battezzati come membri della
Chiesa di Gesù Cristo e conferirono loro il dono
dello Spirito Santo.

In una rivelazione ricevuta in quello storico giorno
Joseph fu designato “un veggente, un traduttore,
un profeta, un apostolo di Gesù Cristo” (DeA
21:1). Il Signore comandò ai membri della Chiesa
appena nata di ricevere la parola di Joseph “come
se uscisse dalla [Sua] propria bocca, in tutta pazienza
e fede” (DeA 21:5).

L’organizzazione della Chiesa di Gesù Cristo
fu un’occasione indimenticabile per tutti i presenti.
Joseph riferì che “dopo un tempo felice
trascorso nel vedere e sentire direttamente i poteri
e le benedizioni dello Spirito Santo, tramite la grazia
di Dio conferita su di noi, ci separammo con la lieta
consapevolezza che adesso eravamo individualmente membri
della “Chiesa di Gesù Cristo” e come
tali riconosciuti da Dio, chiesa organizzata secondo
i comandamenti e le rivelazioni da Lui date a noi in
questi ultimi giorni, oltre che secondo l’ordine della
Chiesa come è descritto nel Nuovo Testamento”.

Joseph colse anche l’occasione per istruire i santi
e per portare la sua testimonianza. Quel giorno fatidico
furono battezzate diverse persone, inclusi tra gli altri
Orrin Porter Rockwell, Martin Harris e i genitori di
Joseph Smith. Fu un momento di gioia e di felicità nella
vita del Profeta, il quale esclamò: “Sia
lodato il mio Dio! perché sono vissuto sino a
vedere mio padre battezzato nella vera chiesa di Gesù Cristo!”

Domenica 11 aprile Oliver Cowdery tenne il primo discorso
pubblico della Chiesa a casa dei Whitmer a Fayette. Erano
presenti molte persone, e quello stesso giorno sei di
loro si fecero battezzare; una settimana dopo altre sette
si unirono alla Chiesa. Joseph Smith ricevette inoltre
una rivelazione che rispondeva alla domanda riguardo
alla necessità di farsi di nuovo battezzare quando
una persona era stata precedentemente battezzata in un’altra
chiesa.

La risposta fu: “Anche se un uomo fosse stato
battezzato cento volte, ciò non vale nulla per
lui, poiché non potete entrare per la porta stretta
mediante la legge di Mosè, né con le vostre
opere morte” (DeA 22:2).

Il Signore dichiarò che l’autorità era
indispensabile per celebrare un battesimo valido. La
Chiesa offriva, allora come oggi, a tutti i sinceri credenti
in Cristo e nel Suo vangelo la struttura organizzativa
necessaria per ricevere le ordinanze di salvezza, per
godere della compagnia degli altri credenti, essere istruiti
più perfettamente nei principi del Vangelo e collaborare
alla salvezza del prossimo.

IL MINISTERO DEL PROFETA A COLESVILLE

Sempre nel mese di aprile Joseph Smith fece visita a
Joseph Knight sen. a Colesville. I Knight erano disposti
a ragionare con Joseph sulle questioni religiose e rapidi
a difenderlo contro i suoi nemici. Mentre si trovava
nella zona di Colesville Joseph tenne numerose riunioni,
alle quali partecipavano molti amici. Joseph scrive che “molti
cominciarono a pregare fervidamente il Dio Onnipotente
perché volesse dare loro la saggezza necessaria
per conoscere la verità”.

Una delle persone che partecipavano regolarmente alle
riunioni era Newel Knight, un intimo amico del Profeta.
Newel Knight aveva paura di pregare ad alta voce, ma
finalmente accettò le persuasive esortazioni del
Profeta a farlo nella riunione successiva. Quando arrivò il
momento Newel rifiutò, promettendo che avrebbe
pregato più tardi in privato.

Il mattino dopo si ritirò nei boschi dove cercò di
pregare, ma mancò nel suo intento poiché si
sentiva colpevole per aver rifiutato di pregare in pubblico.
Egli cominciò a sentirsi a disagio, a stare male
e tornò a casa, dove sua moglie fu allarmata dal
suo aspetto. Newel le chiese di mandare a chiamare Joseph.
Quando il Profeta arrivò, Newel “soffriva
di una grande angoscia mentale e il suo corpo si comportava
in maniera molto strana; aveva il volto distorto, gli
arti piegati in ogni maniera e posizione che si potesse
immaginare, e infine fu sollevato dal pavimento della
stanza e lanciato qua e là in maniera terribile”.

I vicini e i parenti si radunarono per assistere a quella
scena spaventosa. Joseph finalmente riuscì ad
afferrare una mano di Newel. Newel disse che sapeva di
essere posseduto dal diavolo e sapeva anche che Joseph
aveva il potere di scacciarlo. Operando in base alla
fede di Newel oltre che alla sua, Joseph comandò al
diavolo, nel nome di Gesù Cristo, di allontanarsi
dal suo amico. Newel immediatamente dichiarò di
aver visto il diavolo che lo lasciava e svaniva.

Questo fu considerato il primo miracolo compiuto nella
Chiesa. Joseph affermò che “non era stato
compiuto dall’uomo né dal potere dell’uomo, ma
era stato fatto da Dio e dal potere della Divinità”.
Il volto di Newel riprese il solito aspetto e i contorcimenti
del suo corpo cessarono.

Lo Spirito del Signore scese su Newel, sicché le
visioni dell’eternità si aprirono davanti a lui.
Per soccorrere il suo stato di debolezza fu messo a giacere
sul letto, ma egli disse che si sentiva “attirato
verso l’alto, e rimase per qualche tempo rapito in contemplazione,
sicché non era consapevole di quello che accadeva
nella stanza”. In quella condizione il suo corpo
fu sollevato sino a quando senti le travi del soffitto
premere contro le sue spalle e il suo capo.

Molti che furono spettatori di questi avvenimenti si
convinsero del potere di Dio e in seguito si unirono
alla Chiesa. Joseph poco dopo tornò a Fayette.
Alcune settimane più tardi Newel Knight venne
a Fayette e fu battezzato da David Whitmer.

LA PRIMA CONFERENZA DELLA CHIESA

Nel giugno 1830 i santi dello Stato di New York abitavano
soprattutto a Manchester, Fayette e Colesville. A quel
tempo gli appartenenti alla Chiesa erano circa trenta.
Seguendo le istruzioni a lui rivelate (vedi DeA 20:75)
il Profeta li convocò a Fayette il 9 giugno per
tenere la prima conferenza della Chiesa. Vi parteciparono
molte persone che erano o credenti o ansiosi di imparare.

I presenti presero il sacramento e diversi recenti convertiti
furono confermati. Samuel H. Smith fu ordinato anziano,
Joseph Smith sen. e Hyrum sacerdoti. Dieci fratelli ricevettero
le “patenti”, che erano piccoli documenti
attestanti che erano autorizzati a rappresentare la Chiesa
(vedi DeA 20:64-65). Oliver Cowdery tenne i verbali di
questa riunione e fu nominato dai partecipanti alla conferenza
al compito di tenere i documenti ufficiali della Chiesa.

Joseph Smith lesse alla congregazione gli “Articoli
e Alleanze della Chiesa di Cristo” (la maggior
parte delle sezioni 20 e 22 di Dottrina e Alleanze),
che contengono importanti istruzioni riguardanti l’ordine
della Chiesa.

Joseph Smith scrisse: “Furono impartite molte
esortazioni e istruzioni, e lo Spirito Santo si riversò su
di noi in maniera miracolosa. Molti tra noi profetizzarono,
mentre altri videro il cielo aprirsi davanti ai loro
occhi”.

Newel Knight fu riempito di un sentimento di amore e
di pace indescrivibile. Ebbe una visione del Salvatore
e seppe che un giorno sarebbe stato ammesso alla presenza
del Signore.

“Queste scene erano tali da ispirare al nostro
cuore una gioia indescrivibile e da riempirci di stupore
e riverenza per quell’Essere Onnipotente … Trovarsi
a far parte dello stesso ordine di cose viste dai santi
Apostoli dell’antichità, rendersi conto dell’importanza
e della solennità di tali atti e vedere e sentire
con i nostri sensi naturali le gloriose manifestazioni
dei poteri del sacerdozio, i doni e le benedizioni dello
Spirito Santo e la bontà e la condiscendenza del
Dio misericordioso verso coloro che obbediscono al vangelo
eterno del nostro Signore Gesù Cristo, erano fatti
che concorrevano a far nascere dentro di noi sentimenti
di estatica gratitudine e ad ispirarci rinnovato zelo
ed energie verso la causa della verità”.

Poco dopo questa conferenza dodici persone furono battezzate
da David Whitmer nel Lago Seneca. Fra queste vi erano
la sorella di Joseph Smith, Katherine, e i suoi fratelli
William e Don Carlos.

TRIBOLAZIONI E GIOIA A COLESVILLE

Subito dopo la conferenza Joseph Smith tornò a
casa sua a Harmony, in Pennsylvania. Nella seconda metà del
giugno 1830 il Profeta, accompagnato da sua moglie, da
Oliver Cowdery e da John e David Whitmer, fece visita
ai Knight a Colesville, nello Stato di New York.

Joseph Knight sen., che leggendo il Libro di Mormon
si era convinto che era vero, e alcune altre persone
della regione desideravano essere battezzate. Sabato
26 giugno i fratelli costruirono una piccola diga su
un corso d’acqua per creare un laghetto adatto per celebrare
i battesimi.

Quella notte la plebaglia, incitata dai capi di alcune
chiese della regione che temevano di perdere i loro fedeli,
demolirono la diga. La domenica i fratelli tennero la
riunione. Oliver predicò, ed altri portarono testimonianza
della verità del Libro di Mormon e delle dottrine
del pentimento, del battesimo per la remissione dei peccati
e dell’imposizione delle mani per il dono dello Spirito
Santo. Alcuni facinorosi parteciparono alla riunione
e più tardi molestarono i presenti.

Il giorno dopo, 28 giugno, di primo mattino i fratelli
ripararono la diga e celebrarono i battesimi. Tredici
persone furono battezzate, compresa Emma Smith. Molti
vicini li derisero, chiedendo se “avevano lavato
le pecore”. Senza reagire i santi tornarono a casa
di Joseph Knight e poi a casa di Newel Knight; ma i loro
nemici li seguirono lanciando insulti e minacce verso
i nuovi convertiti.

Quella sera fu tenuta una riunione per confermare coloro
che erano stati battezzati, ma prima di poter cominciare
Joseph Smith fu arrestato e portato a South Bainbridge,
nella Contea di Chenango, per essere processato per disturbo
della quiete pubblica. La plebaglia cercò di intercettare
Joseph e l’agente di polizia, ma questi riuscì a
proteggere il Profeta.

Joseph Knight sen. convinse due vicini, James Davidson
e John Reid, uomini conosciuti per la loro integrità,
a difendere Joseph Smith in tribunale il giorno dopo.
La diffusione di scandalose falsità riguardanti
il Profeta attirarono al processo molti spettatori facinorosi.
Nondimeno la testimonianza di Josiah Stowell e quella
delle sue due figlie fecero assolvere Joseph. Ma il processo
era appena finito che un agente di polizia della Contea
di Broome lo arrestò nuovamente sotto la stessa
accusa.

Joseph scrisse: “L’agente di polizia che
mi consegnò questo secondo mandato non appena
mi ebbe arrestato cominciò a maltrattarmi e a
insultarmi. Era talmente insensibile verso di me che,
nonostante fossi stato tenuto in tribunale per tutto
il giorno senza nulla da mangiare sin dal mattino, tuttavia
mi portò in fretta e furia nella Contea di Broome,
a una distanza di circa venticinque chilometri, prima
di consentirmi di mangiare qualcosa.

Mi portò in una taverna e chiamò a raccolta
parecchi uomini, che presero a maltrattarmi in ogni maniera,
a farsi beffe di me e insultarmi. Mi ricoprirono di sputi,
mi indicavano a dito dicendo: “Profetizza, profetizza!” e
così facendo imitavano coloro che crocifissero
il Salvatore dell’umanità senza sapere quello
che facevano”.

Al processo il mattino seguente molti testimoni mossero
sotto giuramento false accuse contro il Profeta, spesso
contraddicendosi. Quando Newel Knight prese la parola,
il signor Seymour, pubblico ministero, che era desideroso
di diffamare il Mormonismo, interrogò Newel in
merito all’episodio in cui il diavolo era stato scacciato
da lui:

“E Joe Smith ha avuto a che fare con questo?” “Sissignore”.

E scacciò il diavolo da lei?”

Nossignore, questo fu fatto dal potere di Dio, e Joseph
Smith fu lo strumento nelle mani di Dio in quell’occasione.
Egli gli comandò di uscire da me nel nome di Gesù Cristo”.

E lei è sicuro che fosse il diavolo?”

“Sissignore”.

“Lo ha visto dopo che fu scacciato fuori da lei?” “Sissignore!
Lo vidi”.

E, mi dica, quale aspetto aveva?”
Il testimone rispose:

“Non ritengo di dover rispondere alla sua ultima
domanda, tuttavia lo farò, a condizione che mi
sia concesso di farle prima una domanda e che lei mi
risponda, e cioè: lei, signor Seymour, conosce
le cose dello spirito?”

No”, rispose il signor Seymour. “Non pretendo
di conoscere cose tanto grandi”. “Allora
in tal caso”, rispose Knight, “non servirebbe
a nulla dirle quale aspetto aveva il diavolo, poiché era
una visione spirituale che si discerne spiritualmente,
e naturalmente lei non capirebbe anche se dovessi descrivergliela”.

Il pubblico ministero chinò il capo, mentre le
risate del pubblico proclamavano il suo disagio … Quegli
uomini [James Davidson e John Reid], anche se non erano
avvocati professionisti, in quell’occasione riuscirono
a far tacere i loro oppositori e a convincere il tribunale
che ero innocente. Essi parlarono come uomini ispirati
da Dio”. Il Profeta fu di nuovo assolto, ma la
plebaglia continuò a molestarlo sino a quando
trovò rifugio nella casa della sorella di sua
moglie, e più tardi in casa sua a Harmony.

Alcuni giorni dopo Joseph Smith ritornò a Colesville
con Oliver Cowdery per confermare coloro che erano stati
battezzati. Erano appena arrivati che una plebaglia cominciò a
radunarsi. Joseph e Oliver giudicarono che era consigliabile
andarsene senza neppure riposarsi per un attimo, e riuscirono
appena a sfuggire alla plebaglia che li inseguì per
tutta la notte.

Joseph disse: “Così eravamo perseguitati
a causa della nostra fede religiosa, in un paese la cui
Costituzione garantisce a ogni uomo l’inalienabile diritto
di adorare Dio secondo i dettami della propria coscienza,
e da uomini che erano professori di religione, che non
esitavano a difendere il proprio diritto alla libertà di
religione, anche se volevano così malvagiamente
negarlo a noi”.

Nel frattempo i santi di Colesville pregarono perché Joseph
e Oliver venissero di nuovo a far loro visita. Il ritorno
del Profeta a Colesville all’inizio di agosto fu occasione
di un miracolo. A causa del persistere dei sentimenti
di ostilità, Joseph e Hyrum Smith e John e David
Whitmer pregarono fervidamente prima di mettersi in viaggio
e, come ebbe a dichiarare Newel Knight, “le loro
preghiere non furono vane.

A poca distanza dalla mia casa essi incontrarono un
numeroso gruppo di uomini al lavoro sulla pubblica strada,
tra i quali vi erano alcuni dei nostri più acerrimi
nemici, che scrutarono a lungo i Fratelli senza riconoscerli,
consentendo quindi loro di passare senza essere molestati”.
Le confermazioni che seguirono e il sacramento preso
insieme fu un gioioso interludio fra le difficoltà.

Durante queste tribolazioni il Signore sostenne il Profeta
e rivelò i principi fondamentali della teologia
e della pratica dei Santi degli Ultimi Giorni. Tra questi
principi vi furono le “visioni di Mosè”,
che comprendono il capitolo 1 del libro di Mosè in
Perla di Gran Prezzo, nel quale si definisce la natura
e la portata delle opere di Dio (vedi Mosè 1:33-39),
e si denuncia Satana come fonte dell’opposizione alla
rettitudine.

Durante l’estate Joseph studiò il libro della
Genesi nell’Antico Testamento. Questo studio formò la
base del libro di Mosè e di gran parte della sua “traduzione
ispirata” della Bibbia, oggi nota come Traduzione
di Joseph Smith.

Durante il mese di luglio furono ricevute altre rivelazioni,
che chiedevano a Joseph di essere paziente nelle afflizioni
e gli comandavano di continuare a pregare “ed a
scrivere le cose che ti saranno date dal Consolatore,
e ad esporre tutte le Scritture alla Chiesa …
Tu consacrerai infatti tutti i tuoi servizi per Sion;
e in ciò avrai forza …
E nelle opere temporali tu non avrai forza” (DeA
24:5, 7, 9).

La chiamata di Joseph era quella di profeta; egli non
doveva occuparsi personalmente di provvedere alle proprie
necessità materiali. Questo non era un sacrificio
facile per lui e per la sua famiglia. Era anche esortato
a dedicare il suo tempo allo studio delle Scritture,
allusione questa alla sua traduzione ispirata della Bibbia,
e alla predicazione e alla confermazione della Chiesa
a Colesville, e a compiere i suoi lavori sulla terra
secondo necessità fino a che si fosse recato all’Ovest
per tenervi la prossima conferenza; e allora gli sarebbe
stato reso noto ciò che doveva fare (vedi DeA
26:1).

Questa conferenza si sarebbe tenuta in settembre a Fayette.
Nel mese di luglio Joseph ricevette una rivelazione per
sua moglie Emma (vedi DeA 25). Ella era qui definita “donna
eletta” (v. 3) e veniva consolata nelle sue afflizioni.
Le veniva anche comandato di compilare il primo innario
per la Chiesa. Gli inni che ella raccolse, con altri
scritti in seguito, rappresentano un’importante espressione
di fede per i Santi degli Ultimi Giorni.

Parlando dell’importanza della musica nella nostra dispensazione
il Signore dice: “La mia anima si diletta infatti
nel canto del cuore, sì, il canto dei giusti è una
preghiera per me, e sarà risposto loro con una
benedizione sui loro capi” (v. 12).

Quando il Profeta tornò ad Harmony in agosto
ricevette un’importante rivelazione riguardante i simboli
del sacramento. Newel Knight e sua moglie Sally si erano
recati a Harmony a far visita a Joseph e ad Emma.

Nessuna delle donne era stata confermata membro della
Chiesa, pertanto le due coppie, insieme con John Whitmer,
decisero di partecipare a questa ordinanza e di prendere
il sacramento. Joseph andò a procurarsi del vino
per l’occasione, ma aveva percorso soltanto una breve
distanza quando gli si fece incontro un messaggero celeste.

L’angelo gli disse che non importava quello che
si mangiava o si beveva per celebrare il sacramento,
a condizione che l’ordinanza fosse celebrata con l’occhio
rivolto unicamente alla gloria di Dio. Joseph fu anche
ammonito di non acquistare vino dai suoi nemici (vedi
DeA 27:2-4). In obbedienza a questo ammonimento il piccolo
gruppo usò del vino fatto da loro e tenne una
riunione. Essi trascorsero la serata in “gloriosa
maniera”. poiché lo Spirito si riversò abbondantemente
su di loro.

PRIME ATTIVITA’ MISSIONARIE E CONVERSIONI

Mentre questi eventi accadevano a Colesville e a Harmony
durante l’estate del 1830, il lavoro missionario era
in corso in altre parti dello Stato di New York. Molte
persone avevano fatto conoscere il Vangelo a parenti,
amici e vicini prima ancora che la Chiesa fosse organizzata.

A più di un aspirante missionario era stato detto
per rivelazione: “Ecco, il campo è già bianco,
pronto per la mietitura, pertanto, chiunque desidera
mietere, impugni la sua falce con tutte le sue forze
e mieta finché dura il giorno, per poter mettere
da parte per la sua anima una salvezza eterna nel regno
di Dio” (DeA 6:3; vedi anche 4:4; 11:3; 12:3; 14:3).

Quando fu iniziata la stampa del Libro di Mormon, l’interesse
del pubblico per Joseph Smith e il Mormonismo crebbe
considerevolmente. Abbondavano le dicerie sul libro d’oro
che veniva stampato a Palmyra. Uno di coloro che avevano
udito queste dicerie era Thomas B. Marsh di Boston, che
in seguito diventò il primo presidente del Quorum
dei Dodici Apostoli.

La sua curiosità lo condusse alla tipografia
di Grandin; là incontrò Martin Harris,
che gli dette le bozze delle prime sedici pagine del
Libro di Mormon e poi lo accompagnò a casa degli
Smith a Manchester. Oliver Cowdery dedicò buona
parte dei due giorni successivi a parlargli di Joseph
e della restaurazione del Vangelo.

Thomas tornò nel Massachussetts e parlò ai
suoi familiari di questa nuova opera. Quando seppe che
la Chiesa era stata organizzata trasferì la sua
famiglia a Palmyra. Nel settembre 1830 fu battezzato
e chiamato in missione (vedi DeA 31).

Samuel H. Smith, il fratello minore del Profeta, fu
ordinato anziano alla prima conferenza della Chiesa il
9 giugno 1830 e cominciò presto a compiere viaggi
estivi nelle contee vicine, da solo o con i suoi genitori,
per vendere il Libro di Mormon. Spesso era scoraggiato
perché i suoi tentativi erano quasi sempre respinti.

Tuttavia lasciò una copia del Libro di Mormon
presso un certo reverendo John P. Greene il quale, pur
non essendo interessato a leggerlo personalmente, disse
che avrebbe chiesto ai suoi parrocchiani se volevano
comprarne una copia. Tre settimane dopo Samuel si recò di
nuovo a visitare il reverendo Creene, ma questi non era
ancora ritornato da una sua visita pastorale. Sua moglie
Rhoda disse che il libro non era stato venduto, ma che
ella lo aveva letto e le era piaciuto. Samuel le lasciò il
libro, e in seguito suo marito lo lesse e fu convertito.

Phineas Young, fratello di Rhoda Young Creene, aveva
acquistato una copia del Libro di Mormon da Samuel agli
inizi dell’aprile 1830, quando aveva incontrato il giovane
mentre questi tornava da Lima, nello Stato di New York,
dove era andato a predicare. Dette il Libro di Mormon
a Brigham Young, il quale lo dette a sua sorella Fanny
Young Murray, suocera di Heber C. Kimball.

Dopo un attento studio questi uomini e i loro familiari
furono battezzati nella Chiesa. Brigham Young dedicò due
anni allo studio e al confronto prima di essere battezzato,
nell’aprile 1832. Pertanto le prime attività missionarie
di Samuel Smith portarono alla conversione di alcuni
dei più influenti dirigenti dei primi tempi della
Chiesa. Egli fu un diligente missionario: operò nello
Stato di New York, nella Nuova Inghilterra, nell’Ohio
e nel Missouri e convertì decine di persone, organizzando
numerosi rami della Chiesa.

Anche Joseph Smith sen. quella prima estate prese la
sua falce per mietere il campo “pronto per la mietitura”.
Insieme al figlio quattordicenne Don Carlos predicò il
Vangelo alla famiglia di suo padre nella Contea di St.
Lawrence, e il suo messaggio fu accettato con gioia.
Anche il figlio di Asael, John, fratello di Joseph sen.,
accettò il Vangelo, come pure il figlio di John,
George A. Smith, che in seguito diventò uno dei
Dodici Apostoli. Pertanto tre generazioni furono unite
nella fede della restaurazione del Vangelo.

Parley P. Pratt, di ventitré anni, fu un altro
convertito dello Stato di New York quell’estate. Parley
si era stabilito nelle terre disabitate dell’Ohio nord-orientale
e là si era unito a un gruppo di restaurazionisti
(discepoli o Campbelliti), sotto la guida di Sidney Rigdon.

Nell’estate del 1830, mentre Parley stava viaggiando
lungo i canali attraverso lo Stato di New York per fare
visita a dei parenti, lo Spirito gli suggerì di
mandare avanti a sé sua moglie Thankful, in modo
che egli potesse fermarsi a predicare le sue idee religiose
nel villaggio di Newark, vicino a Palmyra. Un diacono
battista gli parlò del Libro di Mormon e glielo
fece leggere. Con grande entusiasmo egli lesse il frontespizio
e la testimonianza dei testimoni, poi cominciò a
leggerne il contenuto. Egli descrive così la sua
esperienza:

“Lessi per tutto il giorno; mangiare era una noia,
non sentivo nessun desiderio di cibo; il sonno era una
noia quando scese la notte, poiché preferivo leggere
invece di dormire. Mentre leggevo lo Spirito del Signore
era su di me, ed io seppi e capii che il libro era vero,
tanto chiaramente e tanto manifestamente come un uomo
comprende e sa di esistere. La mia gioia era ora piena,
e gioivo in maniera sufficiente a compensarmi di tutti
i dolori, sacrifici e tribolazioni della mia vita. Decisi
subito di vedere il giovane che era stato lo strumento
della sua scoperta e traduzione.

Di conseguenza mi recai nel villaggio di Palmyra e chiesi
dove fosse la residenza del signor Joseph Smith. La trovai
a circa due o tre miglia dal villaggio. Mentre mi avvicinavo
alla casa alla fine del giorno, raggiunsi un uomo che
stava spingendo davanti a sé alcune mucche …
Era Hyrum Smith. Lo informai dell’interesse che provavo
per il Libro di Mormon e gli dissi che era mio desiderio
saperne di più.

Egli mi invitò a casa sua … Conversammo per
la maggior parte della notte, durante la quale gli parlai
a lungo delle esperienze che avevo fatto nella ricerca
della verità e dei successi che avevo ottenuto
sino ad allora; parlai anche di quello che pensavo mancasse,
ossia un sacerdozio legittimo o un apostolato per amministrare
le ordinanze di Dio”.

Hyrum continuò a istruire Parley, e poco dopo
entrambi si recarono a Fayette per conoscere i Whitmer
e gli altri membri di quel ramo della Chiesa in aumento.

Parley fu battezzato e ordinato anziano da Oliver Cowdery
nel settembre 1830. Investito dell’autorità, Parley
tornò nel suo paese di origine nella Contea di
Columbia, Stato di New York, dove ogni giorno predicava
a un folto gruppo di persone, ma soltanto suo fratello
Orson accettò il messaggio. Orson fu battezzato
il giorno del suo diciannovesimo compleanno e partì entro
due settimane per incontrare il profeta Joseph Smith
a Fayette.

IL TRASFERIMENTO DEL PROFETA A FAYETTE

Nel frattempo a Harmony Joseph Smith, assistito da John
Whitmer, cominciava a disporre in ordine e a trascrivere
le rivelazioni che aveva ricevuto. Mentre era occupato
in questo progetto Joseph ricevette una lettera di Oliver
Cowdery che lo addolorò. Oliver diceva di aver
scoperto il seguente errore di linguaggio in una delle
rivelazioni: “e manifestano veramente con le loro
opere di aver ricevuto dello Spirito di Cristo per la
remissione dei loro peccati” (DeA 20:37). Ritenendo
che la sua posizione di secondo anziano della Chiesa
lo autorizzasse a farlo, Oliver aveva scritto a Joseph.
Joseph riferisce:

“La citazione, egli disse, era erronea, e aggiungeva: “Ti
comando nel nome di Dio di cancellare queste parole perché tra
noi non vi sia clericalismo!” Gli scrissi subito
in risposta chiedendogli in forza di quale autorità si
era preso la briga di comandarmi di alterare o di cancellare,
di aggiungere o di togliere in una rivelazione o comandamento
dell’Iddio Onnipotente”.

A quel tempo un ministro metodista era riuscito a convincere
Isaac Hale della fondatezza di molte falsità riguardanti
suo genero; di conseguenza la vita ad Harmony per Joseph
e la sua famiglia diventò insopportabile.

Pertanto Joseph cominciò a fare i preparativi
per trasferirsi stabilmente a Fayette, dove era stato
di nuovo invitato a vivere con Peter Whitmer sen. Verso
la fine di agosto Newel Knight portò il suo carro
e il tiro di buoi a Harmony per trasferire Joseph e la
sua famiglia a Fayette.

Al suo arrivo Joseph scoprì che i Whitmer erano
d’accordo con Oliver Cowdery riguardo al supposto errore
nella rivelazione. Joseph scrisse: “Fu soltanto
con grande fatica e perseveranza che potei indurre qualcuno
di loro a ragionare con calma sull’argomento. Tuttavia
Christian Whitmer alla fine si convinse che la frase
era ragionevole e in accordo con le Scritture; e infine
con il suo aiuto riuscii a indurre non soltanto i Whitmer,
ma anche Oliver Cowdery, a riconoscere che essi erano
nell’errore e che la frase in discussione era coerente
con il resto del comandamento”.

A Fayette Joseph dovette affrontare un altro grave problema
riguardo alle rivelazioni. Hiram Page, uno degli Otto
Testimoni e cognato dei Whitmer, possedeva una certa
pietra per mezzo della quale riceveva quelle che egli
chiamava rivelazioni riguardanti l’edificazione di Sion
e l’ordine della Chiesa.

Joseph insistette che queste asserzioni “erano
del tutto contrarie all’ordine della casa di Dio, così come è specificato
nel Nuovo Testamento, oltre che nelle nostre più recenti
rivelazioni”. Poiché una conferenza era
in programma per il 26 settembre, il Profeta decise di
limitarsi a parlare con i fratelli di questo argomento
sino alla convocazione della conferenza. Molte persone,
in particolare Oliver Cowdery e i Whitmer, credevano
alle asserzioni di Hiram Page.

Il Profeta si rivolse al Signore in preghiera e ricevette
una rivelazione diretta a Oliver Cowdery, nella quale
questi viene ammonito a non comandare nulla a Joseph
Smith, capo della Chiesa. Il Signore indicava chiaramente
che soltanto il presidente della Chiesa ha il diritto
di ricevere rivelazioni dirette alla Chiesa (vedi DeA
28:2). Gli veniva anche detto che la località della
città di Sion non era stata ancora rivelata, ma
che lo sarebbe stata al tempo stabilito (vedi v. 9).

Inoltre a Oliver era comandato di andare da Hiram Page
per convincerlo che quella pietra e le asserite rivelazioni
provenivano da Satana (vedi v. 11). Alla conferenza di
settembre venne esaminato il caso della pietra di Hiram
Page; i presenti, incluso Hiram, ripudiarono la pietra
e le “rivelazioni” ricevute tramite questa
in quanto false.

Alla conferenza fu anche votato che Joseph Smith doveva “ricevere
e scrivere Rivelazioni e Comandamenti per questa chiesa”.
In tutto la conferenza durò tre giorni. Joseph
rese testimonianza che “il grande potere di Dio
si manifestò tra noi; lo Spirito Santo scese su
di noi e ci riempì di una gioia indescrivibile,
e la pace, la fede, la speranza e la carità abbondarono
in mezzo a noi”.

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