Storia Della Chiesa Capitolo 21
L’ACUIRSI DEI
CONFLITTI NELL’ILLINOIS
PER TRE ANNI Joseph Smith e i Santi degli Ultimi Giorni
vissero relativamente in pace nell’Illinois. Poi, com’era
avvenuto nell’Ohio e nel Missouri, i dissidenti all’interno
e gli oppositori all’esterno concorsero a creare difficoltà alla
Chiesa. Il profeta Joseph Smith fu nuovamente molestato,
perseguitato e minacciato. Quando le difficoltà cominciarono
a diventare sempre più gravi nel 1842, egli scrisse
ai santi per rassicurare i suoi fratelli e sorelle nel
Vangelo con queste parole:
“L’invidia e la collera umane sono state
il mio destino tutti i giorni della mia vita; ed il perché pare
misterioso, salvo che io sia stato ordinato fin da prima
della fondazione dei mondo per qualche fine buono o malvagio
… Come Paolo, tendo a glorificarmi nelle tribolazioni,
poiché fino a questo giorno il Dio dei miei padri
mi ha sempre liberato da tutte” (DeA 127:2). Il
Profeta aveva una grande fiducia che, nonostante il sorgere
dei conflitti, il Signore lo avrebbe aiutato a trionfare
su tutti i suoi nemici.
L’APOSTASIA DI JOHN C. BENNETT
John C. Bennett arrivò a Nauvoo nell’agosto 1840
e raggiunse ben presto una posizione eminente. Bennett,
di un anno e mezzo maggiore del Profeta, aveva alle spalle
una lunga carriera come medico, predicatore metodista,
fondatore di un’università, rettore di università,
comandante militare e più recentemente commissario
generale dell’Illinois.
Alla conferenza generale di aprile 1841 era stato presentato
alla Chiesa “come assistente del presidente sino
a quando il presidente Sidney Rigdon avrebbe riacquistato
la salute”. Per qualche tempo egli fu compagno,
confidente e consulente del Profeta.
Il 15 giugno 1841, appena due mesi e mezzo dopo che
Bennett era stato sostenuto assistente del presidente,
Joseph Smith ricevette una lettera da Hyrum Smith e William
Law, allora a Pittsburgh, che confermava le voci secondo
le quali Bennett aveva moglie e un figlio nell’Ohio.
Al suo arrivo a Nauvoo Bennett aveva dichiarato di non
essere sposato. Il Profeta gli contestò questi
fatti e, fingendo rimorso, Bennett ingerì del
veleno per simulare un tentativo di suicidio.
Circa nello stesso tempo Bennett, pervertendo la dottrina
del matrimonio plurimo e abusando del prestigio che gli
conferiva la sua elevata posizione nella Chiesa, riuscì a
sedurre alcune donne. Quello che egli chiamava “matrimonio
plurimo spirituale” era in realtà adulterio.
Prima che venisse alla luce la sua vera personalità,
John C. Bennett escogitò un abile complotto per
assassinare il Profeta e impadronirsi della Chiesa. Sabato
7 maggio 1842 era stato deciso di tenere le manovre militari
con lo scontro tra due coorti o brigate della Legione
di Nauvoo. Il generale di divisione Bennett chiese al
generale d’armata Joseph Smith di prendere il comando
della prima coorte durante lo scontro. Quando il Profeta
si rifiutò, Bennett lo esortò a prendere
posizione durante lo scontro dietro alla cavalleria senza
il suo stato maggiore.
Joseph rifiutò anche questa proposta. Scelse
invece da solo la sua posizione e tenne al suo fianco
la sua guardia del corpo, Albert P. Rockwood. Joseph
dichiarò di aver saputo tramite “i dolci
sussurri dello Spirito” che era stato organizzato
un complotto per togliergli la vita senza che nessuno
sapesse chi era il responsabile.
Quando la condotta immorale e i sinistri disegni di
Bennett vennero alla luce, egli fu scomunicato dalla
Chiesa. Fu anche espulso dalla Legione, obbligato a dare
le dimissioni da sindaco e scacciato dalla Fratellanza
massonica. Con la reputazione a pezzi a Nauvoo, lasciò adirato
la città e cominciò a tenere conferenze
contro il Profeta e gli altri dirigenti della Chiesa.
La sua denuncia a puntate, pubblicata nel Sangamo Journal,
quotidiano di Springfield, nell’Illinois, durante l’estate
del 1842 fu raccolta e pubblicata alcuni mesi dopo nel
libro The History of the Saints; or, an Expose of Joe
Smith and Mormonism (Storia dei santi, ossia denuncia
di Joe Smith e del Mormonismo; NdT). Bennett asseriva
di essere diventato mormone soltanto per portare alla
luce la condotta illecita del Profeta.
Bennett agitò anche i sentimenti antimormoni
tra i Massoni dell’Illinois. Sin dall’ottobre 1841 alcuni
massoni appartenenti alla Chiesa avevano ottenuto il
permesso di fondare una loggia massonica a Nauvoo. Joseph
Smith vedeva i vantaggi dell’appartenenza a questa confraternita.
Presumibilmente si pensava che gli altri massoni dello
Stato e del Paese, molti dei quali occupavano posizioni
eminenti, avrebbero mostrato simpatia verso la Chiesa.
Joseph Smith e molti altri fratelli di Nauvoo furono
ufficialmente ammessi nell’Ordine nel marzo 1842.
Ignorando che John C. Bennett era stato espulso dall’Ordine
massonico dell’Ohio per cattiva condotta, i Massoni di
Nauvoo lo elessero segretario della loro loggia.
Quando lasciò Nauvoo, Bennett fece visita ai Massoni
di Hannibal, nel Missouri, anch’essi ignari che era stato
espulso dalla confraternita.
Egli accusò i dirigenti delle logge prevalentemente
mormoni di Nauvoo e dei centri circostanti di violare
la procedura massonica, di tenere una falsa serie di
registri e di compiere altre cose illecite. Queste accuse
furono trasmesse alla grande loggia dell’Illinois, la
quale aprì un’inchiesta che durò due anni.
Di conseguenza molti massoni dell’Illinois credettero
alle false accuse di Bennett.
COMPLICAZIONI POLITICHE
Durante la rapida ascesa e caduta di John C. Bennett
a Nauvoo si svilupparono contrasti politici tra i Santi
degli Ultimi Giorni e i loro vicini dell’Illinois occidentale.
Queste difficoltà scaturivano dall’incerta politica
delle regioni di frontiera, dove l’opposizione tra i
partiti era intensa e i sentimenti facilmente infiammabili.
La questione era aggravata dal fatto che i Democratici
e i Conservatori erano praticamente alla pari nell’Illinois.
I Democratici assunsero il controllo del governo dello
Stato nel 1838, ma i Conservatori erano riusciti a conservare
una piccola maggioranza nell’Illinois occidentale, quando
i santi cominciarono ad arrivare nel 1839. Entrambi i
partiti politici speravano che i nuovi cittadini avrebbero
favorito la loro causa.
Tuttavia nella Contea di Hancock l’attenzione fu presto
polarizzata dalla rapida crescita di Nauvoo e degli altri
centri mormoni. I cittadini di Warsaw, situata circa
trenta chilometri a sud di Nauvoo, diventarono prima
preoccupati e poi gelosi della crescente supremazia economica,
politica e religiosa della città mormone. Fu quindi
a Warsaw e a Carthage, sede della Contea di Hancock,
circa trenta chilometri a est di Nauvoo, che i sentimenti
contrari ai Mormoni cominciarono a diffondersi nell’Illinois.
Nel tentativo di mantenere la pace i dirigenti della
Chiesa invitarono Thomas Sharp, ex-avvocato e direttore
del giornale Warsaw Signal, alle celebrazioni per la
posa della pietra angolare del tempio il 6 aprile 1841.
Quando Thomas Sharp assistette agli avvenimenti di quel
giorno, che comprendevano una parata e un sontuoso banchetto,
e ascoltò Joseph Smith e gli altri dirigenti della
Chiesa parlare delle prospettive di crescita di Nauvoo
e del regno di Dio, si convinse che il Mormonismo era
più che una religione.
Ai suoi occhi appariva invece come un pericoloso movimento
politico antiamericano, che aveva come obiettivo il dominio
su un vasto impero. Ritornato a Warsaw lanciò dalle
colonne del suo giornale una vivace campagna contro la
Chiesa, asserendo che era intenzione di Joseph Smith
unire Chiesa e Stato. Egli insisteva che i santi avevano
troppo potere e autonomia grazie allo Statuto di Nauvoo.
Nel giugno 1841 Sharp si adoperò per formare
un partito politico antimormone nella Contea di Hancock,
che tenne delle convenzioni a Warsaw e Carthage e riunioni
pubbliche nelle altre comunità meno importanti.
Pertanto gli appartenenti ad entrambi i partiti politici
nazionali si unirono contro la Chiesa. Nelle elezioni
della contea tenute a luglio furono eletti candidati
antimormoni, cosa che vanificò l’influenza politica
dei santi anche se avevano votato unanimi.
Ma intanto i Santi degli Ultimi Giorni continuavano
ad arrivare nella Contea di Hancock, e tra essi vi erano
molti fedeli provenienti dalle Isole Britanniche che
diventarono rapidamente cittadini degli Stati Uniti;
crebbe così il potere politico dei santi, fatto
che irritò maggiormente i loro nuovi nemici della
Contea di Hancock.
Nel frattempo i santi trovarono un amico in un funzionario
del partito democratico dell’Illinois: il giudice Stephen
A. Douglas, componente della suprema corte dello Stato.
Mentre occupava la carica di ministro degli interni,
Douglas aveva contribuito a far approvare lo Statuto
di Nauvoo dalla legislatura dell’Illinois.
Quando Joseph fece visita ai membri della Chiesa della
Contea di Adams all’inizio del giugno 1841, fu arrestato
come fuggiasco dallo Stato del Missouri, Tuttavia a Quincy
Joseph ottenne un ordine di habeas corpus, che gli permise
di appellarsi al giudice Douglas, il quale acconsentì a
esaminare la questione durante un’udienza alcuni giorni
dopo nel tribunale del distretto di Monmouth, circa centoventi
chilometri a nord-est di Nauvoo.
Quando iniziò il processo il 9 giugno il tribunale
era pieno di spettatori, eccitati al pensiero di un possibile
linciaggio di Joseph Smith. Il giudice Douglas multò due
volte lo sceriffo per aver mancato di tenere la folla
sotto controllo. Le argomentazione della difesa, che
mettevano in luce le atrocità commesse contro
i santi nel Missouri, commossero fino alle lacrime molti
dei presenti, fra i quali il giudice Douglas. Il giorno
dopo egli dichiarò che non c’era luogo a procedere
contro Joseph Smith per difetti di procedura.
Questa decisione fece guadagnare al giudice Douglas
la gratitudine della Chiesa, ma destò anche nell’Illinois
occidentale forti sospetti che egli avesse stretto un
accordo politico con Joseph Smith. I giornali conservatori
dello Stato lo accusarono apertamente di ricercare il
voto dei mormoni archiviando il caso. I Conservatori
pertanto cessarono di cercare il favore dei Santi degli
Ultimi Giorni e intensificarono gli attacchi contro di
loro man mano che si avvicinava il 1842, anno dell’elezione
del governatore.
Stephen A. Douglas diventò oggetto di molte critiche
da parte dei politici, poiché continuava a mostrarsi
amico della Chiesa. La nomina da lui fatta di numerosi
membri della Chiesa a incarichi nell’amministrazione
giudiziaria nella Contea di Hancock suscitò forti
sentimenti antimormoni a Warsaw e Carthage.
Tutta la gratitudine dei Mormoni verso il giudice Douglas è rivelata
da una lettera di Joseph Smith pubblicata nel Times and
Seasons: “Non diamo un soldo bucato né per
i Conservatori né per i Democratici: per noi sono
gli stessi; ma siamo sempre pronti ad aiutare i nostri
amici, I NOSTRI FEDELI AMICI … DOUCLAS è uno
Spirito Benigno, e i suoi amici sono i nostri amici.
Siamo disposti a innalzare i nostri stendardi e a combattere
al suo fianco nella causa dell’umanità e dell’uguaglianza
dei santi – la causa della libertà e della legge”.
Sul finire del 1842, con l’innegabile aiuto del voto
mormone, il candidato democratico alla carica di governatore
Thomas L. Ford vinse le elezioni contro Joseph Duncan
candidato dei Conservatori e dichiarato nemico dei santi.
Nella stessa campagna elettorale William Smith, fratello
del Profeta e componente dei Dodici Apostoli, si candidò per
un seggio alla camera dei rappresentanti con il Partito
democratico contro il candidato conservatore Thomas Sharp.
Per controbattere le accuse antimormoni di Sharp fu pubblicato
il giornale Wasp, affidato alla direzione di William
Smith.
In seguito il giornale Nauvoo Neighbor, affidato alla
direzione di John Taylor, sostituì il Wasp e continuò a
difendere la causa dei Santi degli Ultimi Giorni. Con
il sostegno del crescente numero di Santi degli Ultimi
Giorni l’apostolo vinse facilmente le elezioni e andò a
Springfield per combattere per il mantenimento dello
Statuto di Nauvoo. La sconfitta acuì l’ostilità di
Sharp, che estese la portata dei suoi attacchi a dieci
contee e cominciò a invocare lo sterminio o l’espulsione
dei Mormoni.
RINNOVATE MINACCE DAL MISSOURI
Nel maggio 1842 Lilburn W. Boggs, ex governatore del
Missouri, rimase ferito in un attentato alla sua vita.
Le autorità del Missouri accusarono Joseph Smith
del tentato omicidio e cercarono di nuovo di ottenere
la sua estradizione nel Missouri.
John C. Bennett, pieno di odio e di risentimento dopo
la partenza da Nauvoo, asserì che Joseph Smith
aveva mandato Porter Rockwell nel Missouri allo scopo
specifico di assassinare l’ex governatore. Rockwell fu
messo a confronto con Bennett a Carthage e lo accusò di
mentire.
Bennett quindi si mise in contatto con il governatore
Boggs, in corso di rapida guarigione nel Missouri, e
lo persuase a fare una dichiarazione giurata affermando
che Porter Rockwell, agendo su ordine di Joseph Smith,
aveva cercato di assassinarlo.
Nel mese di luglio Boggs comparve davanti a un giudice
di pace di Independence, nel Missouri, e accusò Orrin
Porter Rockwell, che era una delle guardie del corpo
di Joseph Smith, del tentato omicidio. Il governatore
Thomas Reynolds del Missouri quindi convinse il governatore
Thomas Carlin dell’Illinois a inviare degli agenti ad
arrestare Porter Rockwell e Joseph Smith.
Il Profeta, invocando il principio dell’habeas corpus
garantito dallo Statuto di Nauvoo, fu provvisoriamente
rimesso in libertà. Sapendo che se fosse tornato
nel Missouri sarebbe stato ucciso, il Profeta cercò rifugio
su un’isola del Fiume Mississippi. Rockwell fuggì in
Pennsylvania sotto falso nome.
Le lettere di Emma Smith, della Società femminile
di Soccorso di Nauvoo e dei cittadini più in vista
della città non riuscirono a persuadere il governatore
Carlin dell’illegalità dell’ordine di estradizione.
Carlin continuò a offrire una ricompensa per l’arresto
del Profeta e di Porter Rockwell.
Nel frattempo i dirigenti della Chiesa prepararono dei
documenti per controbattere le accuse di John C. Bennett
e mandarono trecentoottanta anziani a distribuirli ai
funzionari pubblici e ai membri della Chiesa nei vari
stati. Nel frattempo il sostituto procuratore degli Stati
Uniti Justin Butterfield espresse l’opinione che Joseph
poteva ottenere l’archiviazione delle accuse appellandosi
alla corte suprema dello Stato.
Con la protezione fornitagli dal neo eletto governatore
Thomas Ford, nel dicembre 1842 Joseph Smith andò a
Springfield e fu infine rilasciato, poiché le
accuse non erano sostenute dalle prove dell’originale
dichiarazione di Boggs e quindi mancavano di fondamento.
I santi di Nauvoo gioirono perché il loro Profeta
poteva ora uscire all’aperto e stare di nuovo tra loro.
Purtroppo nel mese di marzo Porter Rockwell fu arrestato
a St. Louis, nel Missouri, mentre stava tornando a Nauvoo,
e languì nelle carceri del Missouri per dieci
mesi prima di essere assolto.
Un terzo tentativo compiuto dai funzionari del Missouri
per riportare Joseph Smith a Independence e processarlo
fu fatto nel giugno 1843, durante la campagna per l’elezione
del Congresso. John C. Bennett, che si trovava nella
Contea di Daviess, nel Missouri, rinnovò la vecchia
accusa di tradimento contro il Profeta. Il governatore
Ford dell’Illinois acconsentì a emettere un mandato
di estradizione.
A quel tempo Joseph e la sua famiglia si erano presi
una molto necessaria vacanza ed erano andati a visitare
la sorella di Emma, Elizabeth Wasson, che abitava vicino
a Dixon, nell’Illinois, circa trecentoventi chilometri
a nord di Nauvoo. Stephen Markham e William Clayton furono
mandati da Nauvoo ad avvertire il Profeta.
Mentre si trovavano nella casa, lo sceriffo Joseph Reynolds
della Contea di Jackson, nel Missouri, e l’agente Harmon
Wilson della Contea di Hancock, nell’Illinois, arrivarono
e arrestarono brutalmente il Profeta che si trovava in
giardino. Cyrus H. Walker, candidato conservatore al
Congresso e eminente legale, che per coincidenza si trovava
anch’egli a Dixon, promise a Joseph che lo avrebbe difeso
se avesse votato per lui alle prossime elezioni. Il Profeta
acconsentì a questa richiesta.
Stephen Markham e William Clayton quindi arrestarono
lo sceriffo Reynolds e l’agente Wilson per abuso d’ufficio
e per minacce di morte contro Joseph Smith. Durante il
viaggio incontrarono un reparto a cavallo della Legione
di Nauvoo e furono scortati sani e salvi in città tra
l’esultanza dei cittadini. Il tribunale municipale di
Nauvoo rilasciò Joseph Smith con una ordinanza
di habeas corpus.
Reynolds e Wilson furono invitati a un sontuoso banchetto
e poi liberati. Essi si precipitarono a Carthage e aizzarono
ulteriormente i sentimenti antimormoni tra la popolazione;
essi ottennero un nuovo mandato di arresto per Joseph
Smith, e fu reclutata una pattuglia per riprendere il
Profeta. Tuttavia il governatore Ford rispettò la
decisione del tribunale di Nauvoo. Mentre la questione
veniva esaminata dalle autorità competenti, l’opinione
pubblica nello Stato diventava sempre più contraria
ai Mormoni.
Prima delle elezioni per il Congresso tenute in agosto,
i dirigenti della Chiesa decisero che Joseph P. Hoge,
il candidato democratico, avrebbe rappresentato meglio
gli interessi dei santi. Joseph Smith tenne fede all’impegno
di votare per Cyrus Walker. Hyrum Smith e John Taylor
tuttavia esortarono gli altri membri della Chiesa a votare
per Hoge. Entrambi i candidati, incerti sul voto mormone,
trascorsero quattro giorni a Nauvoo facendo campagna
elettorale. Il voto di Nauvoo contribuì alla vittoria
di Hoge nelle elezioni.
I Conservatori quindi accusarono i Mormoni di abuso
del potere politico corporativo. Molti Democratici si
unirono al coro di voci contrarie ai Mormoni, poiché temevano
che il potere di cui avevano beneficiato un giorno potesse
essere usato contro di loro. Pertanto i sinceri tentativi
di Joseph Smith di tenere la Chiesa fuori dalla politica
dei partiti non ebbero successo.
DISSENSI ALL’INTERNO DELLA CHIESA
Le forze esterne che minacciavano il Profeta trovarono
un aiuto nei dissensi interni di Nauvoo. Durante lo scandalo
Bennett, nel 1842, tre altri membri della Chiesa, Robert
Foster, Francis Higbee e Chauncey Higbee, furono severamente
rimproverati dal profeta Joseph Smith per immoralità.
Dopo lo scandalo Francis Higbee andò a Cincinnati
per un anno, ma tornò alla morte del suo fedele
padre Elias Higbee.
Nel mese di settembre Francis si offese nuovamente quando
il Profeta accusò lui e altre persone di collusione
con i funzionari del Missouri nel terzo tentativo di
estradarlo. Francis Higbee diventò acerrimo nemico
del Profeta.
Il numero dei dissidenti a Nauvoo crebbe con l’aggiunta
di altri membri della Chiesa che si opponevano al matrimonio
plurimo e alle altre nuove dottrine proclamate da Joseph
Smith. William Law, secondo consigliere della Prima Presidenza,
suo fratello Wilson Law, generale di divisione della
Legione di Nauvoo, e i componenti del sommo consiglio
Austin Cowles e Leonard Soby consideravano tutti Joseph
Smith un profeta decaduto.
Verso la fine di dicembre del 1843 Joseph Smith venne
a conoscenza dei malvagi disegni dei dissidenti. Egli
informò le forze di polizia di Nauvoo di essere
molto più preoccupato per i traditori che stavano
nella Chiesa che per tutti i suoi nemici nel Missouri: “Tutti
i nemici della terra possono urlare ed esercitare tutto
il loro potere per causare la mia morte, senza però riuscirvi,
a meno che qualcuno che è fra noi e fa parte della
nostra società, che è stato con noi nei
nostri consigli, che ha riscosso la nostra fiducia, che
ci ha presi per mano, chiamati fratelli e salutati con
un bacio, non si unisca ai nostri nemici, non trasformi
le nostre virtù in cattive qualità, e con
la falsità e l’inganno non rinfocoli la loro collera
contro di noi, facendo così cadere sulle nostre
teste la sua vendetta unita a quella dei nemici … In
mezzo a noi c’è un Giuda”.
Il disagio degli apostati cresceva mentre la polizia
seguiva attentamente le loro attività. Ci fu uno
scambio d’accuse tra gli apostati e il consiglio municipale
di Nauvoo. In aprile Robert Foster e William e Wilson
Law furono scomunicati per condotta non cristiana. Il
28 aprile questi uomini e i loro simpatizzanti si riunirono
e dichiararono Joseph Smith profeta decaduto e fondarono
una chiesa riformata con William Law come presidente.
Essi nominarono un comitato con il compito di fare visita
alle famiglie e cercare di convertirle alla nuova chiesa.
Fu ordinata una macchina da stampa e furono fatti i piani
per lanciare un giornale di opposizione con il nome di
Nauvoo Expositor.
JOSEPH SMITH CANDIDATO ALLA PRESIDENZA
DEGLI STATI UNITI
Mentre la piaga dell’apostasia affliggeva Nauvoo sul
finire del 1843, il profeta Joseph Smith era molto occupato
in campo politico. Rendendosi conto che il 1844 era l’anno
delle elezioni nazionali scrisse delle lettere a John
C. Calhoun, Lewis Cass, Richard M. Johnson, Henry Clay
e Martin Van Buren, gli uomini più spesso menzionati
come candidati alla presidenza degli Stati Uniti.
Egli chiedeva a ognuno di questi uomini di indicare
quale sarebbe stato, se eletto, il suo corso d’azione
nei confronti dei Santi degli Ultimi Giorni, particolarmente
per quanto riguardava le riparazioni per le proprietà perdute
nel Missouri. Tra questi cinque uomini Cass, Clay e Calhoun
risposero con una lettera, ma nessuno di essi propose
il genere di intervento federale che il Profeta e i membri
della Chiesa desideravano ardentemente.
Era quindi ovvio che non c’era nessuno che i santi potevano
appoggiare nella corsa alla presidenza. Pertanto il 29
gennaio 1844 Joseph Smith si incontrò con i Dodici
per esaminare la condotta che dovevano tenere nelle prossime
elezioni. I Fratelli sostennero all’unanimità la
mozione di proporre una propria lista con Joseph Smith
come candidato alla presidenza.
Il Profeta disse loro che dovevano mandare ogni uomo
di Nauvoo capace di parlare in pubblico a fare una campagna
elettorale e a predicare il Vangelo, e che egli sarebbe
stato tra loro.
“Dopo la conferenza di aprile, avremo le conferenze
generali in tutto il Paese, e io parteciperò al
maggior numero possibile di esse. Spiegate al popolo
che ne abbiamo avuto abbastanza di presidenti conservatori
e presidenti democratici. Vogliamo un presidente degli
Stati Uniti, non il presidente di un partito politico.
Se mai potessi occupare la sedia presidenziale, proteggerò questo
popolo nei suoi diritti e nelle sue libertà”.
Con l’aiuto di William W. Phelps, John M. Bernhisel
e Thomas Bullock, Joseph riassunse le sue idee per la
sua piattaforma elettorale in un opuscolo intitolato
Punti di vista del generale Smith riguardo ai poteri
e alla politica del governo degli Stati Uniti, che fu
pubblicato il 7 febbraio e spedito a circa duecento dirigenti
del Paese.
Le proposte di Joseph avevano lo scopo di attirare gli
elettori di entrambi i partiti principali. Egli proponeva
l’abolizione del carcere per debiti, la trasformazione
delle prigioni in seminari di studio, l’abolizione della
schiavitù entro il 1850 e l’indennizzo dei proprietari
grazie ai profitti ricavati dalla vendita di terreni
pubblici, l’istituzione di una banca nazionale con filiali
in ogni stato e l’annessione del Texas e dell’Oregon.
La prima scelta di Joseph Smith del candidato alla vice
presidenza cadde su un eminente giornalista di New York
amico dei santi, James Arlington Bennet. Bennet tuttavia
declinò l’invito, e la scelta di Joseph Smith
cadde su Sidney Rigdon.
L’11 marzo 1844 fu tenuta a Nauvoo una riunione
del consiglio per organizzare il regno politico di Dio
in preparazione della seconda venuta di Cristo. Ora che
il Profeta era candidato a un alto ufficio politico,
sembrava giunto il tempo propizio per dare vita a questo
ente, che sarebbe servito anche come comitato direttivo
della campagna. Il consiglio era formato da circa cinquanta
membri, fra i quali la maggior parte dei dirigenti della
Chiesa; pertanto divenne noto come Consiglio dei Cinquanta.
Alla fine di aprile l’elenco degli anziani e i loro
incarichi nella campagna elettorale fu pubblicato nel
Nauvoo Neighbor. Fu anche deciso di tenere una convenzione
a Nauvoo all’inizio di maggio per provvedere alla nomina
dei delegati dei diversi Stati a una convenzione nazionale
che sarebbe stata tenuta a Baltimora, nel Maryland, nel
mese di luglio, per candidare Joseph Smith alla presidenza
degli Stati Uniti.
L’OPPOSIZIONE SI FA PIU’ ACCESA
Nonostante gli sforzi compiuti dalla Chiesa nel campo
delle relazioni politiche, durante i primi mesi del 1844
l’opposizione si intensificò. Thomas Sharp attaccò ripetutamente
la Chiesa e accusò i suoi dirigenti di ogni delitto
possibile e immaginabile.
Egli promosse anche per sabato 9 marzo un giorno di
digiuno e preghiera del partito antimormone, allo scopo
di far cadere rapidamente il “falso profeta” Joseph
Smith. Il partito antimormone di Carthage organizzò una
grande “caccia al lupo” nella Contea di Hancock
per lo stesso giorno.
Queste cacce erano uno sport molto praticato nella regione,
ma in quello, come nei casi futuri, la caccia al lupo
era semplicemente il pretesto addotto dalla plebaglia
per radunarsi allo scopo di molestare, depredare e bruciare
le fattorie dei santi nelle zone limitrofe.
In contrasto con le azioni illegali del partito antimormone
e con gli articoli pubblicati dal Warsaw Signal, durante
la primavera Joseph Smith si unì al governatore
Ford per compiere uno sforzo per stabilire rapporti più cordiali
tra i cittadini dell’Illinois occidentale.
Un articolo di fondo pubblicato nel Nauvoo Neighbor
invitava tutti gli uomini onesti a unirsi al governatore “nei
suoi lodevoli sforzi di coltivare la pace e far rispettare
le leggi”. L’editoriale esortava i santi
a trattare con gentilezza coloro che li offendevano e
ricordava loro un saggio proverbio: “La risposta
dolce calma il furore” (Proverbi 15:1).
L’editoriale del Neighbor dichiarava che il loro
motto era “Pace a tutti”. Nonostante queste
offerte di pace Thomas Sharp continuò i suoi attacchi
tramite il Warsaw Signal, e accennava che tra Joseph
Smith e alcuni membri della Chiesa si stava sviluppando
un conflitto e che una divisione era imminente. Nel maggio
del 1844 i Santi degli Ultimi Giorni erano nuovamente
coinvolti in un conflitto evidentemente irriducibile
con i loro vicini.
I motivi di questo conflitto erano molteplici: politicamente
i santi erano isolati da quasi tutti gli abitanti dell’Illinois,
le altre comunità erano gelose della crescita
economica e dell’autonomia politica di Nauvoo, molte
persone nell’Illinois temevano il potere della regione
di Nauvoo, i Massoni erano preoccupati per le supposte
irregolarità dell’Ordine massonico a Nauvoo e
c’era una diffusa aggressività tra la popolazione
verso le particolari dottrine e pratiche mormoni che
erano state travisate da John C. Bennett e da altri.
Nonostante questi fattori i santi avrebbero potuto ancora
mantenere la pace, se non fosse stato per l’apostasia
che si sviluppava all’interno della Chiesa. Purtroppo,
tutti gli indizi lasciavano prevedere episodi di violenza.
Il 29 maggio 1844 Thomas Sharp informava i suoi lettori
che “non sarebbe rimasto sorpreso di ricevere notizia
della morte violenta di Joseph Smith entro breve tempo”.
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