Miscellanea Breaking
Domenica Marzo 12 2000, il papa
Giovanni Paolo II ha fatto un grande atto di contrizione e
di umilta’. Gliene va dato atto. Per secoli la chiesa
Cattolica ha sempre con grande arroganza difeso le
tragedie che i vari papi avevano commesso nei secoli buoi
della predetta apostasia. Cose come le crociate, le
inquisizioni, le indulgence, processi ridicoli contro
personaggi nel giusto, vedi Galileo ed altre cose varie
fino a giungere alla scioa’ del popolo ebraico durante la
seconda guerra mondiale ( e qui i secoli bui del medioevo
non ci stanno proprio). E’ sicuramente un atto dovuto,
molto intelligente, da parte di papa Giovanni Paolo
secondo, cui va dato atto del coraggio e la somma umilta’.
L’unica cosa che io perlomeno non desidero e’ che non sia
un fatto politico, nel senso che la storia e’ sotto gli
occhi di tutti e che non avendo piu’ la chiesa Cattolica
una gran voce in capitolo come nei secoli passati, quando
tutti i regnanti pendevano dalle sue labbra, questo sia un
passo calcolato per trarre vantaggio da questo coraggioso
atto di umilta’. Ma da buon cristiano voglio lasciar da
parte questa paura e vedere solo i lati positivi di questa
affermazione. L’apostasia che per secoli era sempre stata
negata, viene adesso affermata e riconosciuta proprio dal
capo della chiesa che ne e’ stata piu’ affetta. In pratica
Giovanni Paolo secondo da ragione alla protesta, perche’
ne riconosce la validita’. Riconosce che le cose che sono
state perpetrate nei secoli dai passati papi, non era la
volonta’ di Dio, ma proprio l’opposto. I Protestanti
possono in qualche modo gioire di questo ma ancora non
possono dimostrare la validita’ della loro posizione, mi
spiego: essi avevano pienamente ragione di protestare ma
non furono mai incaricati da Dio di stabilire un’altra
chiesa e non ricevettero mai un sacerdozio da Dio come nel
caso di Aaronne come specifica l’epistola agli Ebrei.
Infatti essi non edificarono una sola ed unica chiesa, ma
una miriade che sta proprio a testimoniare come le
filosofie umane presero ancora una volta il sopravvento.
In efesini e’ scritto che le fondamenta sulle quali era
basata la chiesa originale e cioe’ apostoli, profeti,
evangelisti dottori e cosi’ via sarebbero dovute rimanere
fino a che tutti sarebbero arrivati all’unita’ della fede.
Unita’ della fede che i protestanti si guardarono bene di
fare, visto che vi sono piu’ chiese protestanti che ogni
altra confessione religiosa.
Inoltre in Atti 3:19-20 si profetizza
una RESTAURAZIONE DI TUTTE LE COSE. Tra l’altro la parola
"riforma" non si trova nella Bibbia a riprova che cio’ che
i protestanti fecero era solo una cosa umana e non
scritturale.A questo punto non rimane che sperare che i
Cattolici prendano "buona nota" delle parole del loro
leader e che comincino a,pensare che"forse" ci potrebbe
anche essere stata una "grande apostasia" propio come
profetizzato nelle scritture.
Qui di seguito un editoriale avventista
al riguardo
Editoriale
Domenica 12 marzo il papa chieder‡ perdono a Dio per i
peccati commessi da alcuni figli della Chiesa. Abbiamo
chiesto a Luigi Caratelli, responsabile nazionale del
Centro Produzione delle Radio Avventiste italiane (RVS),
di dirci le sue impressioni.
Il papa chiede perdono, ma neppure in casa cattolica sono
tutti convinti che líoperazione sia dettata da squisito
spirito di umilt‡ e contrizione. Ad esempio, un
vaticanista ortodosso quale Luigi Accattoli Ë costretto ad
ammettere che nella grammatica delle esternazioni papali Ë
"stato raggiunto una specie di compromesso linguisticoÖ
che attribuisce colpe e peccati ai "figli della chiesa" e
mai direttamente ad essa, neanche quando si tratta di
uomini di chiesa o di suoi organismiÖ". Ugualmente Mario
Alighiero Manacorda aveva fatto notare che per il "caso
Galilei" il papa ha riconosciuto le colpe "di uomini e
organismi di chiesa", e che, a suo tempo, líillustre
scienziato dovette molto soffrire a causa di "certi
atteggiamenti mentali, che talvolta non mancano nemmeno ai
cristiani". Ci pare di notare, in accordo con il
Manacorda, uníestrema e sospettosa prudenza nel
linguaggio: "Quello che Ë stato líatteggiamento organico
della chiesa cattolica per secoli viene ridotto a
occasionali errori" e mai il papa, nella sua autocritica
coinvolge la chiesa in quanto tale, ma sempre e soltanto
"uomini e organismi cristiani". Nel documento
sullíebraismo durante la guerra mondiale, il pontefice
addita genericamente, quali responsabili delle sofferenze
degli ebrei, "alcuni cristiani" e conclude cosÏ:
"Deploriamo profondamente gli errori e le colpe di questi
figli e figlie della chiesa".
Ugualmente in Camerun, il 13 agosto 1985, Woytila
riconosce che "nel corso della storia uomini appartenenti
a nazioni cristiane purtroppo non sempre si sono
comportati cosÏ, e noi ne chiediamo perdono ai nostri
fratelli africani che hanno tanto sofferto, per esempio
per la tratta degli schiavi".
E a Parigi, il 23 agosto 1997, riferendosi allíeccidio
degli ugonotti, il pontefice afferma: "Dei cristiani hanno
compiuto atti che il vangelo condanna".
Forse Ë il caso di ricordare che tra quei generici
cristiani vi era anche un pontefice, Gregorio VIII, che
celebrÚ il massacro con un solenne "Te Deum".
Non sono stati forse pontefici, vescovi e cardinali, e non
"generici cristiani" a benedire le armi dei conquistadores
e dei colonizzatori di tutti i tempi?
E allora a nome di chi chiedere perdono, e, soprattutto,
per quale motivo? Il pontefice non puÚ rendersi conto che
dichiarandosi colpevole per errori di precedenti
pontefici, ammette implicitamente che la chiesa puÚ
fallire? Come puÚ, allora, il suo capo continuare a
dichiararsi infallibile?
Ci sembra pertinente notare con Alberto Asor Rosa che la
chiesa di oggi Ë la perpetua erede di quella di ieri; "una
chiesa che dubita di aver dovuto mandare Girolamo
Savonarola sul rogo nel 1498, ma non ha dubbi su se stessa
oggi, ostenta il volto della tranquillit‡, della certezza,
dellíimpenetrabilit‡, fonda la propria autorit‡ su di uno
zoccolo dogmatico granitico, mostra di pensarla come quel
pontefice della controriforma, il quale era solito dire
"di non volere alcun principe per compagno; ma tutti per
sudditi sotto questo piede".
Se Woytila insiste nel chiedere perdono per i torti di
"alcuni cristiani" senza chiamare in causa gli stessi
pontefici e la chiesa gerarchica, allora questa Ë "una
chiesa triumphansÖ che usa la ricorrenza giubilare come
grandiosa cassa di risonanza del suo potere di oggi".
Luigi
PREGHIERA UNIVERSALE
CONFESSIONE DELLE COLPE E
RICHIESTA DI PERDONO
Monizione iniziale
Il Santo Padre:
Fratelli e sorelle,
supplichiamo con fiducia Dio nostro Padre,
misericordioso e compassionevole,
lento all’ira, grande nell’amore e nella fedelt‡,
perchÈ accolga il pentimento del suo popolo,
che confessa umilmente le proprie colpe,
e gli conceda la sua misericordia.
Tutti pregano per qualche momento in
silenzio.
I. CONFESSIONE DEI PECCATI IN
GENERALE
Un Rappresentante della Curia
Romana:
Preghiamo perchÈ la nostra confessione
e il nostro pentimento
siano ispirati dallo Spirito Santo,
il nostro dolore sia consapevole e profondo,
e perchÈ, considerando con umilt‡ le colpe del passato,
in un’autentica ´purificazione della memoriaª,
ci impegniamo in un cammino di vera conversione.
Preghiera in silenzio.
Il Santo Padre:
Signore Dio,
la tua Chiesa pellegrina,
sempre da te santificata nel sangue del tuo Figlio,
in ogni tempo annovera nel suo seno
membri che rifulgono per santit‡
ed altri che nella disobbedienza a te
contraddicono la fede professata e il santo Vangelo.
Tu, che resti fedele
anche quando noi diventiamo infedeli,
perdona le nostre colpe
e concedici di essere tra gli uomini
tuoi autentici testimoni.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
L’assemblea ripete: Kyrie,
eleison; Kyrie, eleison; Kyrie, eleison.
Viene accesa una lampada davanti al
Crocifisso.
II. CONFESSIONE DELLE COLPE NEL
SERVIZIO DELLA VERIT¿
Un Rappresentante della Curia
Romana:
Preghiamo perchÈ ciascuno di noi,
riconoscendo che anche uomini di Chiesa,
in nome della fede e della morale,
hanno talora fatto ricorso a metodi non evangelici
nel pur doveroso impegno di difesa della verit‡,
sappia imitare il Signore Ges˘,
mite e umile di cuore.
Preghiera in silenzio.
II Santo Padre:
Signore, Dio di tutti gli uomini,
in certe epoche della storia
i cristiani hanno talvolta accondisceso a metodi di
intolleranza
e non hanno seguito il grande comandamento dell’amore,
deturpando cosÏ il volto della Chiesa, tua Sposa.
Abbi misericordia dei tuoi figli peccatori
e accogli il nostro proposito
di cercare e promuovere la verit‡ nella dolcezza della
carit‡,
ben sapendo che la verit‡
non si impone che in virt˘ della stessa verit‡.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
R. Kyrie, eleison; KyrÏe,
eleison; Kyrie, eleison.
Viene accesa una lampada davanti al
Crocifisso.
III, CONFESSIONE DEI PECCATI CHE
HANNO COMPROMESSO L’UNIT¿ DEL CORPO DI CRISTO
Un Rappresentante della Curia
Romana:
Preghiamo perchÈ il riconoscimento dei
peccati,
che hanno lacerato l’unit‡ del Corpo di Cristo
e ferito la carit‡ fraterna,
appiani la strada verso la riconciliazione
e la comunione di tutti i cristiani.
Preghiera in silenzio.
ll Santo Padre:
Padre misericordioso,
nella vigilia della sua passione
tuo Figlio ha pregato per l’unit‡ dei credenti in lui:
essi perÚ, contraddicendo alla sua volont‡,
si sono opposti e divisi,
e si sono reciprocamente condannati e combattuti.
Invochiamo con forza il tuo perdono
e ti chiediamo il dono di un cuore penitente,
perchÈ tutti i cristiani, riconciliati con te e tra di
loro
in un solo corpo e in un solo spirito,
possano rivivere l’esperienza gioiosa della piena
comunione.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
R. Kyrie, eleison; Kyrie,
eleison; Kyrie, eleison.
Viene accesa una lampada davanti al
Crocifisso.
IV. CONFESSIONE DELLE COLPE NEI
RAPPORTI CON ISRAELE
Un Rappresentante della Curia
Romana:
Preghiamo perchÈ, nel ricordo delle
sofferenze patite
dal popolo di Israele nella storia,
i cristiani sappiano riconoscere i peccati
commessi da non pochi di loro
contro il popolo dell’alleanza e delle benedizioni,
e cosÏ purificare il loro cuore.
Preghiera in silenzio.
Il Santo Padre:
Dio dei nostri padri,
tu hai scelto Abramo e la sua discendenza
perchÈ il tuo Nome fosse portato alle genti:
noi siamo profondamente addolorati
per il comportamento di quanti
nel corso della storia hanno fatto soffrire questi tuoi
figli,
e chiedendoti perdono vogliamo impegnarci
in un’autentica fraternit‡
con il popolo dell’alleanza.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
R. Kyrie, eleison; Kyrie,
eleison, Kyrie, eleison.
Viene accesa una lampada davanti al
Crocifisso.
V. CONFESSIONE DELLE COLPE
COMMESSE CON COMPORTAMENTI CONTRO L’AMORE, LA PACE, I
DIRITTI DEI POPOLI, IL RISPETTO DELLE CULTURE E DELLE
RELIGIONI
Un Rappresentante della Curia
Romana:
Preghiamo perchÈ nella contemplazione
di Ges˘,
nostro Signore e nostra Pace,
i cristiani sappiano pentirsi delle parole e dei
comportamenti
che a volte sono stati loro suggeriti dall’orgoglio,
dall’odio,
dalla volont‡ di dominio sugli altri,
dall’inimicizia verso gli aderenti ad altre religioni
e verso gruppi sociali pi˘ deboli,
come quelli degli immigrati e degli zingari.
Preghiera in silenzio.
Il Santo Padre:
Signore del mondo, Padre di tutti gli
uomini,
attraverso tuo Figlio
tu ci hai chiesto di amare il nemico,
di fare del bene a quelli che ci odiano
e di pregare per i nostri persecutori.
Molte volte, perÚ, i cristiani hanno sconfessato il
Vangelo
e, cedendo alla logica della forza,
hanno violato i diritti di etnie e di popoli,
disprezzando le loro culture e le loro tradizioni
religiose:
mostrati paziente e misericordioso con noi e perdonaci!
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
R. Kyrie, eleison; Kyrie,
eleison; Kyrie, eleison.
Viene accesa una lampada davanti al
Crocifisso
VI. CONFESSIONE DEI PECCATI CHE
HANNO FERITO LA DIGNIT¿ DELLA DONNA E L’UNIT¿ DEL GENERE
UMANO
Un Rappresentante della Curia
Romana:
Preghiamo per tutti quelli che sono
stati offesi
nella loro dignit‡ umana e i cui diritti sono stati
conculcati;
preghiamo per le donne troppo spesso umiliate ed
emarginate,
e riconosciamo le forme di acquiescenza
di cui anche cristiani si sono resi colpevoli.
Preghiera in silenzio.
II Santo Padre:
Signore Dio, nostro Padre,
tu hai creato l’essere umano, l’uomo e la donna,
a tua immagine e somiglianza
e hai voluto la diversit‡ dei popoli
nell’unit‡ della famiglia umana;
a volte, tuttavia, l’uguaglianza dei tuoi figli non Ë
stata riconosciuta,
ed i cristiani si sono resi colpevoli di atteggiamenti
di emarginazione e di esclusione,
acconsentendo a discriminazioni
a motivo della razza e dell’etnia diversa.
Perdonaci e accordaci la grazia di guarire le ferite
ancora presenti nella tua comunit‡ a causa del peccato,
in modo che tutti ci sentiamo tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
R. Kyrie, eleison; Kyrie,
eleison; Kyrie, eleison.
Viene accesa una lampada davanti al
Crocifisso.
VII. CONFESSIONE DEI PECCATI NEL
CAMPO DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELLA PERSONA
Un Rappresentante della Curia
Romana:
Preghiamo per tutti gli esseri umani
del mondo,
specialmente per i minorenni vittime di abusi,
per i poveri, gli emarginati, gli ultimi;
preghiamo per i pi˘ indifesi,
i non-nati soppressi nel seno materno,
o persino utilizzati a fini sperimentali
da quanti hanno abusato
delle possibilit‡ offerte dalla bio-tecnologia
stravolgendo le finalit‡ della scienza.
Preghiera in silenzio.
Il Santo Padre:
Dio, Padre nostro,
che sempre ascolti il grido dei poveri,
quante volte anche i cristiani non ti hanno riconosciuto
in chi ha fame, in chi ha sete, in chi Ë nudo,
in chi Ë perseguitato, in chi Ë incarcerato,
in chi Ë privo di ogni possibilit‡ di autodifesa,
soprattutto negli stadi iniziali dell’esistenza.
Per tutti coloro che hanno commesso ingiustizie
confidando nella ricchezza e nel potere,
e disprezzando i ´ piccoli ª, a te particolarmente cari,
noi ti chiediamo perdono:
abbi piet‡ di noi ed accogli il nostro pentimento.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen
R. Kyrie, eleison; Kyrie,
eleison; Kyrie, eleison.
Viene accesa una lampada davanti al
Crocifisso.
Orazione conclusiva
Il Santo Padre:
O Padre misericordioso,
tuo Figlio Ges˘ Cristo, giudice dei vivi e dei morti,
nell’umilt‡ della prima venuta
ha riscattato l’umanit‡ dal peccato
e nel suo glorioso ritorno chieder‡ conto di ogni colpa:
ai nostri padri, ai nostri fratelli e a noi tuoi servi,
che mossi dallo Spirito Santo
ritorniamo a te pentiti con tutto il cuore,
concedi la tua misericordia e la remissione dei peccati.
Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
Il Santo Padre in segno di penitenza
e di venerazione abbraccia e bacia il Crocifisso.
http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#3
http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#1
http://www.vatican.va/news_services/liturgy/documents/ns_lit_doc_20000312_prayer-day-pardon_it.html
Qui di seguito la spiegazione ufficiale
data dalla chiesa Cattolica che pubblico integralmente
proprio per dare lorola parola ed esprimere la loro
posizione chiaramente senza che possa essere detto che le
loro dichiarazioni sono state travisate o manomesse.
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20000307_memory-reconc-itc_it.html
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Il rito oggi a San Pietro,
|
(Questo e’ l’editoriale del MEA
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Il rito oggi a San Pietro, davanti alla
Curia al completo
e a tanti fedeli. "Chiediamo perdono e insieme perdoniamo"
Il Papa recita il mea culpa
"Mai pi˘ abusi e violenze"
Tra gli errori citati, quelli nei rapporti con l’ebraismo
ma senza menzionare le persecuzioni legate all’Olocausto
CITTA’ DEL VATICANO – Un Papa affaticato ma molto
determinato e partecipe, la curia quasi al completo,
rappresentanti del corpo diplomatico e una folla di fedeli
e religiosi, hanno vissuto oggi, nella basilica di San
Pietro, uno degli eventi centrali del Giubileo del
Duemila: la pubblica richiesta di perdono a Dio per gli
errori commessi dalla Chiesa nel passato e nel presente -
da quelli nei rapporti con l’ebraismo alla violazione dei
diritti dei popoli – e l’impegno a non ripeterli pi˘.
Sul piano concreto, la liturgia ha concesso poco alle
attese di quanti si aspettavano dal Papa un gesto o parole
pi˘ decise di quelle del documento teologico pubblicato
dal Vaticano martedÏ scorso. E questo vale per tutte le
colpe confessate, dai rapporti con Israele (non Ë mai
stato citato l’Olocausto) alle ferite alla dignit‡ delle
donne e delle etnie. E non Ë mancato il riferimento anche
alle persecuzioni subite dai seguaci di Cristo; da qui il
desiderio, ridadito da Giovanni Paolo II, di perdonare,
oltre che di essere perdonato.
E vediamo allora quale sono state, le parole pronunciate
oggi. Ha cominciato il decano del collegio cardinalizio
Bernardin Gantin, ricordando i "metodi non evangelici",
come colpa commessa a volte "nel servizio della verit‡". E
il Papa ha invitato in futuro a "cercare e promuovere la
verit‡ nella dolcezza della carit‡". Per le colpe nei
rapporti con Israele, il Pontefice si Ë impegnato a una
"autentica fraternit‡ con il popolo dell’alleanza". A
proposito degli errori commessi contro i diritti di
popoli, culture e religioni, Giovanni Paolo II ha ammesso
come "molte volte i cristiani hanno sconfessato il Vangelo
e cedendo alla logica della forza, hanno violato i diritti
di etnie e di popoli, disprezzando le loro culture e
tradizioni religiose".
Ancora, il Papa ha ricordato i peccati contro la dignit‡
della donna, invitando Dio ad aiutare a "guarire le
ferite". Ha pregato anche per i minorenni vittime di abusi
sessuali, i poveri, gli emarginati. La folla che gremiva
la basilica ha seguito le preghiere e le risposte del Papa
in un silenzio assoluto.
E il Papa ha concluso il rito con cinque "mai pi˘" per il
futuro della Chiesa. "Mai pi˘ – ha detto nell’orazione
conclusiva – contraddizioni alla carit‡ nel servizio della
verit‡, mai pi˘ gesti contro la comunione della Chiesa,
mai pi˘ offese verso qualsiasi popolo, mai pi˘ ricorsi
alla logica della violenza, mai pi˘ discriminazioni,
esclusioni, oppressioni, disprezzo dei poveri e degli
ultimi". La preghiera Ë stata accolta da un applauso
composto, al termine del quale il Papa si Ë inchinato
davanti al crocifisso, ha benedetto tutti i presenti e si
Ë congedato.
(12 marzo 2000)
Per la Giornata del perdono il Pontefice chieder‡ scusa
per l’Olocausto, l’Inquisizione, le Crociate, gli scismi
Giubileo, mea culpa del Papa
per gli errori della Chiesa
Tra gli altri "peccati" il colonialismo
lo schiavismo e le ingiustizie contro le donne
CITTA’ DEL VATICANO – Le guerre di religione. Gli scismi.
Le persecuzioni contro gli ebrei. Il sostegno al
colonialismo, alla discriminazione etnica e sessuale, la
quiescenza contro le ingiustizie sociali. Per tutti questi
"peccati" il Papa chieder‡ pubblicamente perdono domenica
12 marzo. Sar‡ il pi˘ grande "mea culpa" della Chiesa per
i suoi errori. Il Pontefice, per una delle cerimonie pi˘
importanti del Giubileo, passer‡ al setaccio 2000 anni di
cristianit‡. E chieder‡ scusa per gli sbagli dei suoi
predecessori.
Giovanni Paolo II ha voluto la "giornata del perdono e
della riconciliazione" con caparbiet‡. Sfidando persino le
resistenze di alcuni ambienti del Vaticano. E salir‡
sull’altare della Croce della basilica di San Pietro,
accompagnato dai cardinali, per ricordare le colpe dei
cristiani. Bacer‡ il Crocifisso e poi esorter‡ la Chiesa
alla "purificazione della memoria", e all’impegno per "un
cambiamento di vita".
Il contenuto spirituale della cerimonia ha anche un suo
riferimento scritto. Si tratta del documento "Memoria e
riconciliazione: la Chiesa e gli errori del passato",
presentato oggi in Vaticano, ma reso noto gi‡ una
settimana fa a Parigi. "Scopo del testo – vi si legge -
non Ë quello di prendere in esame casi storici
particolari, ma di chiarire i presupposti che rendono
fondato il pentimento relativo a colpe passate".
Ma quali sono gli errori di cui la Chiesa sente di doversi
pentire? Nel documento ce ne sono di sei tipi. I primi
sono i peccati commessi nel cosiddetto "servizio della
verit‡": l’intolleranza alle violenze, l’Inquisizione, le
Crociate. Poi gli errori che hanno minato l’unit‡ dei
cristiani: le scomuniche, le persecuzioni religiose e i
numerosi scismi di questi due millenni.
L’altra grande questione Ë quella dell’antisemitismo. Gi‡
nel marzo del 1998 il Papa si era chiesto se la Shoah non
fosse stata "facilitata dai pregiudizi antigiudaici
presenti in certi settori cristiani". Il documento elenca
poi i peccati contro la pace, i diritti dei popoli e il
rispetto delle altre culture. Tra essi spiccano il mancato
contrasto, nei secoli passati, dello schiavismo e, in
tempi pi˘ recenti, del colonialismo.
Il Pontefice chieder‡ il perdono anche per il trattamento
riservato alle donne e alle altre etnie. Infine far‡ "mea
culpa" per i peccati commessi contro la giustizia sociale:
"Nel corso della storia – aveva detto il Papa gi‡ nel 1985
- uomini appartenenti a nazioni cristiane purtroppo non
sempre si sono comportati ispirandosi al Buon samaritano".
Del documento – redatto dalla Commissione teologica
internazionale – si Ë parlato oggi in Vaticano. "Il corpo
della Chiesa Ë pieno di cicatrici e di protesi, le sue
orecchie sono piene del canto del gallo evocatore di
rinnegamento, il suo taccuino Ë pieno di appuntamenti
mancati per negligenza o lassitudine", ha detto il
cardinale Roger Etchegaray, presidente del Comitato
vaticano del Giubileo. Che perÚ ha aggiunto: "Ma un tale
passo penitenziale, per quanto pubblico non puÚ assumere
l’aspetto di una autoflagellazione spettacolare".
Convinto dell’importanza del gesto anche Joseph Ratzinger,
prefetto della Congregazione per la dottrina della fede:
"Il mea culpa deve servire per ‘svegliare’ la coscienza.
La Chiesa non puÚ assurgersi come il tribunale del
presente sui peccati del passato. Deve confessare
francamente e fiduciosamente i peccati presenti e passati,
sapendo che il Signore comunque Ë pi˘ forte e rinnova la
Chiesa perchË sia sempre uno strumento di Dio nel mondo".
Ma il "mea culpa", ha ammonito il porporato, deve avvenire
nella "verit‡": ciÚ vuol dire "non negare tutto il male
fatto dalla Chiesa, ma nemmeno attribuirsi peccati su cui
non c’Ë certezza storica".
(7 marzo 2000)
