Miscellanea Martiri Riformatori
JOHN FOXE, il famoso autore del Libro dei Martiri, dà un elenco di uomini eruditi che fra il 1331 e il 1360 contrastarono le false pretese del Papa. Uno di questi, Michele di Cesena, che aveva molti seguaci, parecchi dei quali furono trucidati, dichiarò che il Papa era “l’Anticristo e la chiesa di Roma la Babilonia ubriaca del sangue dei santi”.
JOHN WYCLIFFE (1329-1384), noto Riformatore inglese, insegnava che la persecuzione del “piccolo corno” di Daniele si avverava nel papato sorto da Roma, il quarto impero. “Perché rifiutare di crederlo andando in cerca di un altro Anticristo?” egli chiedeva. “Nel settimo capitolo di Daniele, l’Anticristo è descritto dettagliatamente come una potenza che spunta al tempo del quarto impero… la quale si scatena con furia contro i santi dell’Altissimo”. Uno dei suoi libri, Lo Specchio dell’Anticristo, è pieno di riferimenti al Papa come Anticristo.
Dal ministerio di Wycliffe nacque un gruppo denominato “English Lollards” che raccoglieva centinaia di migliaia di aderenti. Presentiamo la loro testimonianza nelle parole di uno di loro, Lord Cobham. Quando fu portato davanti al re Enrico V e comandato di sottomettersi al Papa come un bambino ubbidiente, Cobham rispose: “Per quanto riguarda il Papa non gli devo proprio nulla, poiché da quanto ne sappia dalle Scritture egli è il grande Anticristo, il figlio della perdizione”. Notiamo che questo accadeva cento anni prima di Lutero.
WALTER BRUTE, famoso studioso, commentatore sulle profezie e compagno di Wycliffe, nel 1391 fu accusato di affermare che “il Papa è l’Anticristo e un seduttore del popolo”.
SIR JOHN OLDCASTLE (1360-1417), credente inglese della Contea di Hereford, così parlò del Papa: “Io so dalle Scritture che egli è il potente Anticristo, il figlio della perdizione… Roma è il nido dell’Anticristo e tutti i suoi discepoli escono dal suo nido”. Per aver menzionato l’Anticristo fu condannato a morte. Anche se la condanna non venne eseguita immediatamente, nel 1417 fu trascinato a St. Giles, sospeso con delle catene e arrostito a fuoco lento fino alla morte, mentre con la sua voce continuava a lodare Dio.
JOHN HUSS (1369-1415), nato in Boemia, era un uomo colto. Influenzato dagli scritti di Wycliffe, alla fine decise di separarsi dalla Chiesa di Roma. Definì il Papa come l’Anticristo del quale parla la Scrittura. I suoi scritti fanno numerosi riferimenti all’Anticristo come il nemico della chiesa, non in quanto Giudeo, pagano o arabo, ma perché un falso profeta sotto il nome di Cristo. Nel 1418 Papa Martino V sancì un documento nel quale si comandava di punire uomini e donne che approvavano le dottrine di Wycliffe e di Huss. La città di Tabor, a circa cento chilometri da Praga, fu costruita su una ripida montagna affinché gli “Hussiti” potessero rifugiarsi per “sfuggire all’Anticristo”.
Lo stesso Huss venne condannato a morte per eresia e consegnato alla giustizia civile per l’esecuzione. Accompagnato da mille uomini armati e da una vasta folla di spettatori, egli fu condotto in un parco dove i suoi libri venivano bruciati su un falò. Egli pregava in ginocchio, con le mani legate e una vecchia catena intorno al collo. Paglia e legna furono accatastate ai suoi piedi. Poiché il nome Huss nella lingua boema voleva dire “oca”, si narra che nel luogo dell’esecuzione Huss abbia detto: “Oggi voi bruciate un’oca; ma dalle mie ceneri nascerà un cigno che non sarete in grado di arrostire”. Anche Lutero in seguito ricorderà questa frase. Continua ancora Froom nel raccontare l’esecuzione di Huss: “Cominciò a cantare, ma il vento soffiò le fiamme sul suo viso e lo costrinse a tacere. Solo le labbra si muovevano, fino a quando anch’esse furono immobilizzate dalla morte, per aver resistito contro l’Anticristo della profezia biblica!”
NICOLAUS VON AMSDORF (1483-1552), amico intimo e zelante collaboratore di Lutero, credeva che l’Anticristo doveva sorgere nella cristianità e che “il Papa non è il vicario di Cristo ma il vero Anticristo”.
FILIPPO MELANTONE (1497-1560), anch’egli associato con Lutero, identificò così l’Anticristo: “Visto che il Pontefice e i monaci hanno vietato il matrimonio (vedi 1 Timoteo 4:1-3) è alquanto evidente e senza alcun dubbio che il Pontefice Romano con tutta la sua schiera e il suo regno è il vero Anticristo… Anche in 2 Tessalonicesi 2 Paolo dichiara che l’uomo del peccato si innalzerà nella chiesa sopra tutto ciò che costituisce oggetto di culto”.
Il grande Riformatore francese GIOVANNI CALVINO (1509-1564) è generalmente considerato il più influente personaggio della Riforma Protestante dopo Martin Lutero. Inizialmente figlio della chiesa papale, abbracciò la fede protestante nel 1532. I suoi scritti pubblicati ammontano a una cinquantina di volumi. Ecco cosa dice riguardo al Papa: “Io nego che egli sia il vicario di Cristo; con la sua furia nel perseguitare il Vangelo, egli dimostra di essere l’Anticristo; io nego che egli sia il successore di Pietro… o il capo della chiesa”. La sua classica Istituzione afferma:
“Alcuni ci criticano perché dicono che siamo troppo severi nel definire il Pontefice Romano l’Anticristo. Ma chi fa queste critiche non si rende conto che accusa anche l’apostolo Paolo poiché noi adottiamo il suo linguaggio e parliamo alla sua maniera… io dimostrerò brevemente che (le parole di Paolo in 2 Tessatonicesi 2) non si possono interpretare in altro modo se non applicandole al papato”. Egli fa poi notare che l’Anticristo si doveva nascondere nel carattere della chiesa “come dietro una maschera” e che il papato aveva esibito le caratteristiche presentate da Paolo.
JOHN KNOX (1505-1572), conosciuto specialmente per la sua opera di Riforma in Scozia, fu perseguitato in vane nazioni fino a quando il potere della Scozia passò nelle mani dei Protestanti. Egli predicava l’abolizione delle tradizioni, cerimonie romane, “la tirannia esercitata dal Papa sulla chiesa per molto tempo” e dichiarava che il Papa andava considerato come “l’Anticristo stesso, il figlio della perdizione del quale parla l’apostolo Paolo”.
Durante un dibattito pubblico, Knox esclamò: “Per quanto riguarda la vostra Chiesa Romana, corrotta com’è oggi, io non dubito minimamente che sia la sinagoga di Satana e che il suo capo, chiamato Papa, sia l’uomo del peccato del quale parla l’apostolo Paolo”.
ULRICO ZWINGLI (1484-1531) fu un’eminente figura della Riforma Protestante in Svizzera. Il 28 dicembre 1524 molto saggiamente fece notare la natura malvagia del papato, ma aggiunse che esso doveva essere sconfitto per mezzo della predicazione della Parola di Dio con amore e mai con odio: “Io so che vi opera la forza e la potenza del Diavolo, cioè dell’Anticristo… il papato va abolito, ma l’unico modo di sradicarlo è con la Parola di Dio (2 Tessalonicesi 2), poiché quando il mondo la riceve veramente, si allontanerà dalla Chiesa Romana senza costrizione alcuna”.
ENRICO BULLINGER (1504-1575), amico di Zwingli, è considerato il maggiore studioso di profezie dell’epoca. Egli spiegava che il regno dei Papi è nato dalla divisione di Roma, che il Papa è l’Anticristo poiché egli usurpa le chiavi di Cristo oltre alla sua autorità di re e sacerdote.
TEODORO BIBLIANDER (1504-1564), chiamato “il padre dell’esegesi biblica in Svizzera”, famoso traduttore e studioso biblico, dichiarò che il papato è l’Anticristo profetizzato in 2 Tessalonices 2.
ALFONSO CORRADO che fuggì in Svizzera dall’Italia a causa delle sue convinzioni religiose, nel 1560 scrisse un voluminoso commentario sul Libro dell’Apocalisse nel quale insegnava che il papato è l’Anticristo. Egli dice che è inutile aspettare la venuta dell’Anticristo nel futuro, poiché egli è già stato manifestato.
JOHN NAPIER (1550-1617), insigne matematico scozzese e aderente alla causa Protestante, scrisse un commentario sul Libro dell’Apocalisse che l’Enciclopedia Britannica considera la prima valida opera scozzese di interpretazione dette Scritture. In questo commentario egli afferma che l’Anticristo è il Papa, non un Turco, un Giudeo o qualcuno al di fuori del mondo cristiano, poiché “come dice Paolo, egli deve porsi a sedere netta chiesa di Dio.
WILLIAM TYNDALE (1484-1536), il primo traduttore della Bibbia dal greco in inglese, riformatore e martire, sosteneva che la Chiesa di Roma fosse Babilonia e che il Papa fosse l’uomo del peccato, seduto nel tempio di Dio, cioè la chiesa. A questo proposito egli cita spesso 2 Tessalonicesi 2″.
Anni dopo, nel 1611, anche i traduttori della Versione della Bibbia detta del “Re Giacomo” (King James Version) riconobbero nel papato l’uomo del peccato e che la pubblicazione della Bibbia infliggeva un duro attacco contro di lui. Nella presentazione della Bibbia al Re Giacomo così fu scritto: “… lo zelo di Vostra Maestà per la casa di Dio non viene meno, ma viene sempre più accentuato e si diffonde nelle parti più remote del mondo cristiano per mezzo dell’opera in difesa della verità che ha inflitto una tale ferita a quell’uomo del peccato, dalla quale non potrà essere guarito”. E’ chiaro che questi uomini non pensavano che l’uomo del peccato si riferisse a un individuo che doveva apparire in qualche tempo futuro!
Lo stesso RE GIACOMO (1566-1625) credeva che il regno dell’Anticristo fosse cominciato in seguito alla rimozione degli imperatori romani. Questo si riferiva naturalmente alla nascita del papato, considerato l’Anticristo e il Mistero dell’Iniquità.
NICHOLAS RIDLEY (1500-1555), famoso martire inglese e uomo di grande conoscenza, memorizzò la maggior parte delle lettere del Nuovo Testamento in greco e scrisse molti libri. Egli denunciò l’inganno del Cattolicesimo Romano affermando che “il suo capo, controllato direttamente da Satana, rappresenta l’Anticristo e la sua schiera”. Prima del martirio, avvenuto il 16 ottobre 1555, scrisse una lettera d’addio alla moglie, ai familiari e agli amici. Fece un’analisi della sua fede e narrò lo sviluppo del papato nei secoli. Egli descrisse Roma come “trono dell’Anticristo e il suo vescovo come l’Anticristo medesimo in quanto vi perpetua le sue abominazioni”.
Anche JOHN BRADFORD (1510-1555), amico di Ridley, venne giustiziato per la difesa della fede Protestante. Il 30 giugno 1555 a notte fonda fu portato via fra le lacrime d’addio degli altri prigionieri.
Grandi folle lo aspettavano al suo passaggio e molte persone, piangendo, pregavano per lui. In piedi, accanto al palo dove sarebbe morto, alzò le mani e implorò che l’Inghilterra si convertisse. Nel suo biglietto d’addio, affermò che egli veniva condannato “per non aver riconosciuto l’Anticristo di Roma come vicario generale della Chiesa cattolica e universale”. Nei suoi scritti definisce il papato “senza alcun dubbio il grande Anticristo del quale gli apostoli ci hanno tanto ammonito”.
THOMAS CRANMER (1489-1556), scrivendo nel 1550, disse del papato: “l’Anticristo ha oscurato la gloria di Dio e la vera conoscenza della Sua Parola, importando in essa nuvole di errori, dubbi e ignoranza per mezzo di fasulle interpretazioni grossolane… l’Anticristo di Roma… si è innalzato al di sopra degli altri vescovi definendosi il Vicario di Cristo, addirittura come Dio stesso; si è inoltre appropriato dell’autorità di imperatori e re e siede nel tempio di Dio cioè nelle coscienze degli uomini, affermando che i suoi decreti valgono più dei comandamenti di Dio… e offrendo agli uomini la libertà di trasgredire le leggi divine”. Citando le profezie di Daniele e dell’Apocalisse, concluse: “Ne segue quindi che Roma è il trono dell’Anticristo e il Papa è l’Anticristo stesso. Potrei provare la cosa da molti altri passi biblici, da antichi autori e con valide argomentazioni”.
Durante la sua ultima testimonianza pubblica, parlo del Papa come Anticristo e avendo detto poche altre parole, fu condotto al rogo che lo ridusse a un cadavere carbonizzato.
JOHN HOOPER (1495-1555) fu una delle prime persone a essere arrestate per la sua fede Protestante quando la regina Maria Tudor salì sul trono d’Inghittena. Fu condannato perché “non accettava la malvagia religione papale del vescovo di Roma”. Una folla di circa 7.000 fedeli, molti in lacrime, si radunò per assistere alla sua esecuzione: egli pregava mentre veniva legato al palo per essere arso vivo a fuoco lento. Egli era convinto che il cosiddetto ‘Vicario di Cristo’ fosse in realtà il più grande nemico di Cristo, che in lui si trovassero le caratteristiche dell’Anticristo e che queste cose fossero di pubblica conoscenza a tutti coloro che non erano stati accecati dal fumo di Roma.
THOMAS BECON (1511-1567), autore di numerosi volumi contro il papato, scrisse: “Desideriamo che il nostro Padre celeste possa presto distruggere con ‘il soffio della sua bocca’ l’Anticristo e il suo regno che continua a ingannare e sedurre giornalmente… e quel ‘peccatore e figlio della perdizione che è un avversario e si innalza al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o oggetto di culto possa essere detronizzato dal tempio di Dio ed essere abbassato dal suo orgoglio”.
HUGH LATIMER (1490-1555) era un fervente predicatore contro l’ipocrisia e la tirannia. Nel commentare le parole di Paolo in 2 Tessalonicesi 2, ebbe a dire nel 1552: “Il Signore non doveva tornare fino a quando non si fosse verificato ‘l’allontanamento dalla fede’, cosa che è già avvenuta nel passato”. Per Latimer l’apostasia non era un avvenimento nel futuro, né era l’Anticristo un individuo ancora da venire poiché, parlando dei propri giorni, diceva: “l’Anticristo è conosciuto nel mondo intero”.
Ancora oggi possediamo 22 predicazioni di EDWIN SANDYS (1519-1588). Nel messaggio su Isaia 55:1, “O voi tutti che siete assetati, venite alle acque… venite, comprate senza denaro”, egli contrasta questo invito del Signore con quello dell’Anticristo papale il quale richiede denaro per le proprie benedizioni: “Colui che siede nel tempio di Dio e si autodefinisce il Vicario di Cristo offre altrettanto alle persone: pane, acqua, vino, latte, perdono dei peccati, grazia, misericordia e vita eterna; ma non gratuitamente, poiché egli è un mercenario, non dà via nulla e quello che vende non vale nulla… la sua acqua santa non toglie via le macchie, le sue Messe blasfeme non recano sollievo ma provocano l’ira di Dio… le sue disgustose reliquie non possono confortare… la sua adorazione nella lingua latina non può edificare né rendere savi. Eppure vende tutto questo per soldi e degli stolti spendono tutti i loro averi per questa spazzatura… La differenza fra Cristo e l’Anticristo si può facilmente vedere”.
WILLIAM FLUKE (1538-1589), un puritano inglese, indicava Roma quale trono dell’Anticristo (dopo che fu rimosso il potere dell’impero civile) e la successione di uomini quale Anticristo. “Guardando a Roma – affermava – è facile identificare il personaggio descritto da San Paolo; e, notiamo bene, la descrizione esclude i tiranni pagani, poiché ‘egli si porrà a sedere nel tempio di Dio’: noi vediamo che tutto ciò si avvera nel Papa… ‘l’uomo del peccato’ e ‘figlio della perdizione’, l’avversario che si innalza ‘al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio’ e che sarà distrutto dalla gloria della Sua venuta”.
SIR ISAAC NEWTON (1642-1727) è molto famoso per le sue ricerche scientifiche, specialmente nel campo della legge di gravità. Egli era uno scrittone, matematico, filosofo e anche uno studioso di profezia biblica! Sei anni dopo la sua morte venne pubblicato il volume Osservazioni sulle Profezie di Daniele e sull’Apocalisse di Giovanni. Newton collega il piccolo corno di Daniele con il papato, sorto fra i dieci regni in cui fu diviso l’Impero Romano. “Ma era un regno di diversa natura rispetto agli altri regni… con i suoi occhi era un Veggente, e con le parole della sua bocca mutava tempi e leggi, era Profeta oltre a essere un Re. E la chiesa di Roma si proclama Veggente, Profeta e Re. Un Veggente… nel senso letterale della parola è un vescovo, uno che sorveglia; e questa chiesa dichiara di possedere il compito della sorveglianza universale. Con la sua bocca conferisce ordini a re e nazioni come Oracoli infallibili di Dio validi per tutto il mondo; questo vuol dire essere Profeta ai massimi livelli”.
JOHANN ALBRECHT BENGEL (1687-1725) divenne presto persuaso che il Papa fosse il predetto Anticristo. Per mezzo dei suoi libri, tradotti in molte lingue, ebbe una forte influenza su molte persone, incluso Wesley.
JOHN WESLEY (1703-1791), fondatore del Metodismo, il cui ministerio ha toccato le vite di molte migliaia di persone nel mondo, credeva che le profezie sull’Anticristo e sull’uomo del peccato si fossero adempiute nel Papato Romano. Su questo fatto egli scrisse nel 1754: “Egli è il principale Uomo del Peccato poiché accresce la misura del peccato. Ed è propriamente definito Figlio di Perdizione perché ha causato la morte di un’infinità di persone siano essi seguaci od oppositori… E’ lui che si innalza al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o oggetto di culto… pretendendo la più alta autorità… e quelle prerogative che appartengono solamente a Dio”.
Froom riassume tutta l’evidenza nelle seguenti parole: “Abbiamo notato l’unanimità di pensiero dei leader della Riforma i quali non consideravano l’Anticristo della profezia come un singolo individuo, una specie di Superman che avrebbe distrutto e rovinato completamente il mondo prima del ritorno del Signore. Piuttosto essi compresero che Si trattava di un sistema di apostasia cioè l’imposizione di una imitazione della verità che si era sviluppata all’interno della Chiesa cristiana che Dio aveva scelto come custode della Verità”.
Negli anni che seguirono la Riforma Protestante furono scritti vari libri che trattavano dell’Anticristo papale. Ne ricordiamo un paio: Anticristo Romano scritto nel 1612 da Andreas Heiwig (sembra che sia stato il primo a collegare il numero 666 con il titolo papale “Vicarius Filii Dei” -Vicario del Figlio di Dio); e Discorsi sulle Profezie scritto da Thomas Newton, nel 1748, che dimostra come la profezia riguardante l’uomo del peccato veniva adempiuta nel Papato Romano.
Anche le dichiarazioni di fede del mondo Protestante riaffermavano questi concetti. La Confessione di Fede di Westminster, adoperata dalla Chiesa Anglicana e in seguito dalla Chiesa Presbiteriana, dice (capitolo 25, sezione 6): “Non c’è altro Capo della Chiesa all’infuori di Gesù Cristo, né può in alcun senso il Papa di Roma essere capo di essa, ma è quell’Anticristo, l’uomo del peccato e Figlio di Perdizione che si innalza nella Chiesa contro Cristo e contro tutto ciò che è chiamato Dio”.
Lo stesso concetto di base viene espresso nella Dichiarazione di Savoia della Chiesa Congregazionalista, nella Confessione Battista del 1689 e nella Confessione di Fede di Filadelfia. La Confessione di Morland del 1508 e 1535 (che rappresenta le dottrine dei Fratelli Valdesi) all’articolo 8 afferma: “L’anticristo, l’uomo del peccato, siede nel tempio di Dio cioè nella chiesa, come i profeti, Cristo e gli apostoli hanno preannunziato e del quale hanno avvertito tutti i credenti di stare attenti ai suoi errori per non essere ingannati”.
La Riforma in Svizzera produsse la Confessione Elvetica del 1536 e anch’essa si riferisce al papato come al predetto Anticristo. La dichiarazione Luterana contenuta negli Articoli di Smalcald dichiara: “Il Papa è il vero Anticristo che si innalza orgogliosamente e che si oppone a Cristo poiché non permette ai cristiani di essere salvati senza la sua autorità che in realtà non vale nulla in quanto non è comandata da Dio”.
La stessa convinzione riguardo al papato era mantenuta nelle vane chiese Protestanti stabilite in America. Nel 1680 le chiese del New England stesero una Dichiarazione di Fede nella quale veniva riaffermato che l’unico Capo della Chiesa è Cristo e non il Papa di Roma che invece è l’Anticristo. “Questa” continua ancora Froom “era la posizione americana comunemente accettata”. Samuel Lee (1625-1691), un insigne pastore di New Bristol, nello Stato di Rhode Island, ebbe a dire: “Tutti coloro che accettano la fede evangelica sono d’accordo che il Pontefice Romano è l’Anticristo”.
Francisco Ribera (1537-1591) pubblicò un commentario di 500 pagine riguardo a Babilonia e all’Anticristo. Nel suo scritto egli assegnò gli avvenimenti dei primi tre capitoli dell’Apocalisse al primo secolo dopo Cristo e relegò i rimanenti capitoli a un periodo di tre anni e mezzo letterali alla fine dei tempi. Egli insegnò inoltre che il tempio ebraico sarebbe stato ricostruito dall’Anticristo, singolo individuo, il quale doveva abolire il cristianesimo, rinnegare Cristo, fingere di essere Dio e conquistare il mondo. Quando uno studioso e riformatore Protestante, Thomas Brightman (1562-1607), venne a conoscenza per la prima volta dell’esposizione di Ribera, fu grandemente indignato: “Fino a ora non permettevano a nessuno di avvicinarsi alla Bibbia, ora producono addirittura un commentario per spiegarla, con l’obiettivo di distogliere l’interesse delle persone riguardo all’Anticristo papale”.
Per altri due secoli la scuola futurista con le idee sull’Anticristo fu rigettata dalla chiesa Protestante. Poi, nel 1826, Samuel R. Maitland (1792-1866), bibliotecario dell’Arcivescovo di Canterbury, divenne il primo Protestante che accettò l’interpretazione futurista di Ribera. Dice l’autore Ladd: “L’interpretazione futurista con un Anticristo individuale e tre anni e mezzo di tribolazione non mise radici nella chiesa Protestante fino all’inizio del 19° secolo. Il primo Protestante che l’adottò fu S. R. Maitland”.
Ecco la conclusione di Froom: “Nel Commentario di Ribera troviamo la base di quella grande struttura della scuola Futurista che venne in seguito approfondita e ingrandita da altri fino a essere universalmente accettata dalla chiesa Cattolica. E, meraviglia delle meraviglie, nel 19° secolo lo schema di interpretazione gesuita venne accolto da un sempre maggior numero di Protestanti fino al punto che oggi esso rappresenta la posizione maggiormente accettata dall’ala Fondamentalista del Protestantesimo!
Poiché circolano oggi molti libri che propagano il punto di vista futurista, c’è molta speculazione intorno ai vari leader mondiali emergenti per individuare il probabile Anticristo della Bibbia. Molti credenti ignorano completamente l’interpretazione standard della Riforma Protestante, cioè che l’uomo del peccato salì al potere in seguito alla caduta dell’Impero Romano, che si è assiso sopra tutti nella chiesa apostata, che tutte queste cose sono state adempiute nel papato.
Oggi il Papa gode di fama mondiale. Migliaia e migliaia di persone partecipano alle sue Messe e ai suoi raduni. I viaggi e ogni sua attività ottengono molta pubblicità dai mass media. Re, Capi di Stato e Presidenti gli fanno visita. Milioni di cattolici lo considerano il Capo della chiesa e questa dottrina è fondamentale per la struttura del Cattolicesimo. Tutto questo ci porta a considerare seriamente la seguente domanda: Il Papa è il capo della chiesa?
Se il Papa e il capo della chiesa, allora i protestanti sbagliano se non lo riconoscono come tale. Se egli non lo è, cosa si deve pensare di un sistema che lo ritiene tale? I Riformatori insegnavano che Cristo è il capo della chiesa e che il papato è l’Anticristo. A conferma di questa posizione ci sono argomenti sia biblici sia storici come abbiamo condiviso in queste pagine. Alcuni intenderanno tutto ciò come l’adempimento preciso delle profezie riguardo all’Anticristo, mentre per altri si tratta di un adempimento parziale che non tralascia un ulteriore sviluppo finale. Ad ogni modo, è nostra convinzione che per arrivare a una corretta interpretazione non si può speculare sul futuro ignorando tutta l’evidenza del passato a nostra disposizione.
