Miscellanea La Restaurazione
Per i membri della Chiesa di Ges˘
Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni il termine
"restaurazione" richiama subito alla mente il
ristabilimento, nei tempi moderni, della primitiva Chiesa
fondata dal Salvatore stesso durante il Suo ministero
terreno, che conteneva la pienezza del Vangelo e
l’autorit‡ del Sacerdozio, ossia di agire in vece del
Signore.
Nelle Scritture questo termine Ë perÚ usato anche con un
altro significato. Per spiegare meglio cosa voglio dire,
comincerÚ con una storia che esemplifica molto bene il
concetto.
Se Frank Higgins si fosse fermato a pensarci su per un
momento, si sarebbe ritenuto un buon Santo degli Ultimi
Giorni. Sebbene la sua frequenza alle riunioni di Chiesa
fosse un pochino irregolare ed egli incontrasse qualche
difficolt‡ nel rispettare i comandamenti imposti a coloro
che desiderano ereditare un posto nel regno celeste, egli
aveva tuttavia una prudente convinzione della pienezza del
Vangelo. Se Frank non avesse avuto un sogno alquanto
insolito un pomeriggio di domenica, Ë probabile che
avrebbe continuato a pensare a se stesso come ad un membro
medio della Chiesa. Questo significa che probabilmente
egli avrebbe continuato a vivere nello stesso modo in
aveva fatto nei primi cinquant’anni della sua vita. Frank
era una persona socievole, di carattere allegro e poco
esigente. Il suo volto era pieno di quelle piccole rughe
che si accumulano sulla pelle di coloro che passano molto
tempo all’aperto. I suoi capelli, una volta neri e
ondulati, ora erano quasi completamente grigi. Gli occhi
azzurri, nel volto abbronzato, sembravano sempre sorridere
alla gente ed alla vita. Frank infatti non aveva molte
preoccupazioni. Da ogni punto di vista, Frank Higgins era
un uomo arrivato al successo. La sua fattoria prosperava
ottimamente e le sue mucche producevano tanto latte che
egli riusciva a piazzare ottimamente sul mercato. Eppure,
a dispetto di questo ovvio successo, Frank Higgins aveva
un difetto comune a molti: era un procrastinatore nato.
Sebbene le intenzioni di Frank fossero di solito ottime,
spesso era negligente e trascurato nei confronti dei suoi
obblighi verso la chiesa alla quale apparteneva e che egli
sapeva essere quella vera. Per esempio, la settimana prima
che avesse quel sogno al quale abbiamo fatto cenno, il
vescovo gli aveva chiesto di lavorare per qualche giorno
alla costruzione della nuova cappella, ma Frank aveva
invece preferito lavorare alla riparazione dei recinti
della sua fattoria. Egli era sincero nelle sue intenzioni
di aiutare il rione, ed intendeva davvero aiutare gli
altri fratelli occupati a costruire la cappella la
settimana seguente, ma il vescovo sapeva per esperienza
che qualche altra cosa avrebbe probabilmente attirato
l’attenzione di Frank quando sarebbe sorto un altro
incarico di Chiesa. Questa procrastinazione aveva impedito
il progresso di Frank nel sacerdozio. Sebbene avesse ormai
cinquant’anni, egli era rimasto un anziano potenziale. Per
anni si era ripromesso di rinunciare a quelle cattive
abitudini che impedivano il suo progresso nel sacerdozio,
ma poi non ne aveva mai fatto nulla. Qualche anno prima,
Frank aveva deciso di pagare la decima, ma il tempo era
volato via cosi rapidamente, senza che egli avesse assolto
questo obbligo. Egli aveva anche promesso a Martha, sua
moglie, che avrebbe posto ordine nelle sue abitudini e nel
suo progresso nel sacerdozio, onde poter andare al tempio
insieme ai loro tre figli, per esservi suggellati. Ma
anche questa decisione era rimasta allo stadio di
intenzione. Una volta Frank aveva sentito il vivo
desiderio di raccogliere i documenti genealogici dei suoi
antenati e di far svolgere del lavoro in loro favore nel
tempio. In effetti aveva iniziato di buona lena e fatto
buoni progressi, sino a quando gli affari ed altri impegni
lo avevano sviato. Questa mancanza generale di impegno era
stato lo schema della vita di Frank Higgins sino a quella
domenica pomeriggio, quando egli ebbe quello strano ,
sogno. Frank era andato alla Scuola Domenicale quella
mattina per la prima volta dopo tanto tempo; alcune delle
cose dette dal suo amico Charles Long durante la lezione
l’avevano fatto riflettere a lungo. Quel pomeriggio,
mentre Martha era andata a fare visita ad una vicina,
Frank sedette nella sua poltrona favorita per leggere il
Libro di Mormon. Si addormentÚ mentre ponderava su questi
versetti:
"Ed ora, come vi ho detto prima, siccome avete avuto tante
testimonianze, vi supplico dunque di non procrastinare il
giorno del pentimento fino alla fine; poichÈ, dopo questo
giorno di vita che ci Ë dato per prepararci per
l’eternit‡, ecco, se non facciamo buon uso del nostro
tempo durante questa vita, allora viene la notte tenebrosa
in cui non si puÚ compiere nessuna opera. Non potrete
dire, quando sarete portati a quella crisi terribile: Mi
pentirÚ, tornerÚ al mio Dio. No, non potrete dirlo; poichÈ
lo stesso spirito che possiede il vostro corpo al momento
in cui uscite da questa vita, quello stesso spirito avr‡
il potere di possedere il vostro corpo in quel mondo
eterno." (Alma 34:33-34)
Il sonno di Frank non fu ne profondo, ne riposante. SognÚ
che la sua vita mortale era venuta a termine, e che egli
era stato chiamato nell’altro mondo. Egli veniva guidato
alla sua futura casa da una guida. Questa guida era una
persona piacevole, di bell’aspetto, con una magnifica
barba bianca. Frank tuttavia notÚ che l’espressione dei
suoi occhi era alquanto triste, anche se non riusciva a
determinare se ciÚ era dovuto ad una delusione o ad un
dolore. La guida gli aveva detto di trovarsi nel regno da
lungo tempo, ma non offri altre spiegazioni. Alla fine
essi arrivarono alla porta del regno che Frank doveva
ereditare, e la sua bellezza sfidava ogni descrizione.
Tutto sembrava ricoperto d’oro, d’argento, di brillanti,
rubini ed altre pietre preziose. Frank era stupefatto, si
che quasi non osava entrare. Passato il primo momento di
stupore, Frank notÚ con tristezza che uno dei cardini
della porta era staccato dal muro, facendo cosi inclinare
il battente. Egli interrogÚ la sua guida su questo
paradosso e gli venne risposto di non preoccuparsi; la
porta sarebbe stata riparata uno di questi giorni. Dopo
essere entrati nel regno, essi camminarono per un lungo
tratto pieno di ornamenti e di sculture. Esaminando le
pareti, Frank notÚ che in diversi punti queste
necessitavano di riparazioni. Di nuovo interrogÚ la sua
guida e gli venne detto che le riparazioni sarebbero state
fatto un giorno o l’altro. Alla fine arrivarono
all’appartamento che sarebbe stato la dimora di Frank nel
regno che egli aveva ereditato. Il volto di Frank si
illuminÚ. Gli ambienti erano degni di un re. La bellezza e
lo splendore di ogni cosa lo facevano sentire umile. A
questo punto perÚ, Frank si accorse che la sua dimora non
aveva un tetto. Anticipando la sua domanda, la guida
rispose: "Non ti preoccupare, un giorno o l’altro ci
metteremo un tetto sul tuo appartamento!". Proprio allora
Frank vide suo zio Tom che stava passando davanti alla
casa. Dopo che si furono abbracciati, Frank chiese allo
zio se poteva aiutarlo a tirare su un tetto sulla sua
dimora. Lo zio si disse disposto ad aiutarlo, ma non
subito. Il tono della risposta portÚ Frank a sperare che
non piovesse per un lungo periodo. Lo zio disse che egli
non era un membro di quel particolare regno; gli era stato
concesso di venire a fare visita al nipote, ma ora doveva
tornare alla sua dimora. Solo e depresso, Frank decise di
mettersi a dormire per un poco. Si avvicinÚ al letto,
tutto d’oro e tempestato di brillanti, ma senza materasso.
Frank corse in strada e spiegÚ la situazione ad un vicino.
Gli venne detto di non preoccuparsi; un giorno o l’altro
avrebbe ricevuto il suo materasso. Sebbene la sistemazione
lasciasse molto a desiderare, Frank si rassegnÚ a fare il
meglio della situazione. Per calmare i suoi nervi
irritati, Frank entrÚ nel bagno. La vasca era tutta d’oro
e la stanza era davvero magnifica, ma qualcuno si era
dimenticato di installare i rubinetti. Ora Frank era
davvero inquieto. Sedette a lungo, a ponderare sulle
deficienze della sua dimora, poi decise che era forse
meglio andare a mangiare un boccone. Entrando nella sala
da pranzo, vide che gli era stato riservato un magnifico
trono ed una tavola individuale, sulla quale consumare i
suoi pasti. Finalmente in quel regno c’era qualcosa di
completo. Frank ordinÚ il pasto pi˘ delizioso che riusciva
ad immaginare e cominciÚ a leccarsi le labbra nell’attesa.
I camerieri tuttavia furono sorpresi dalla sua richiesta.
Uno di loro disse alla fine: "Non abbiamo ancora del cibo,
ma speriamo di averne pi˘ tardi." A questo punto Frank
riuscÏ a trattenersi con grande difficolt‡. Usci dalla
sala e si recÚ alle porte del regno. Con voce irritata
disse al custode che doveva esserci un errore; egli non
apparteneva ad un regno cosi malandato ed incompleto come
quello. Il custode esaminÚ con calma i suoi libri, poi
disse: "No, non c’Ë alcun errore. Qui c’Ë proprio il suo
nome!". Dando espressione al suo disappunto, Frank chiese
perchÈ era stato destinato col‡, in un :regno che non era
ancora pronto per essere occupato. "Frank", gli disse il
custode, "ma noi abbiamo preparato le cose per te. Abbiamo
fatto ogni cosa secondo le specifiche che tu stesso hai
usato quando eri sulla terra. Non c’Ë nulla che possiamo
fare circa questa situazione. Quando eri sulla terra, tu
hai dato ogni indicazione che ti piaceva fare le cose un
giorno o l’altro, cosi hai ereditato il regno di un giorno
o l’altro. Se non ti trovi a tuo agio, posso soltanto
offrirti la mia solidariet‡, ma questo Ë tutto. Non
possiamo rifare le cose. Tu hai preparato le specifiche ed
i disegni del capitolato. Stava a te farlo; noi abbiamo
soltanto seguito le tue istruzioni." Frank Higgins si
destÚ tutto tremante, in un bagno di sudore, anche se
nella stanza non faceva poi tanto caldo. Quando Martha
tornÚ poco dopo, notÚ un grande cambiamento nel marito. Il
suo atteggiamento era cambiato completamente. Per giorni,
mesi e persino anni, i vicini si meravigliarono del
cambiamento che aveva avuto luogo in Frank Higgins. Egli
era ora puntuale in ogni cosa che faceva e divenne un
ottimo lavoratore nella Chiesa; pagÚ le sue decime e
svolse il suo lavoro di tempio; si recÚ alla casa del
Signore per essere suggellato insieme alla sua famiglia.
Col tempo, Frank venne sostenuto come vescovo del suo
rione. Una delle pi˘ preziose abilit‡ che possedeva era
quella di fare le cose subito e di incoraggiare gli altri
la fare altrettanto.
Dio ha emanato delle leggi per ogni cosa, e ognuna di
queste leggi comporta certe restrizioni e condizioni. Le
Sue leggi sono sicure, immutabili ed eterne, e influenzano
non solo l’universo fisico, ma anche la nostra vita morale
e spirituale. Coloro che ne rispettano le condizioni
saranno da Lui giustificati e approvati.
In Dottrina e Alleanze leggiamo:
"E ancora, in verit‡ vi dico: ciÚ che Ë governato dalla
legge Ë anche protetto dalla legge, ed Ë santificato e
reso perfetto da essa. CiÚ che infrange la legge e non vi
aderisce, ma cerca di diventare la legge di se stesso, e
vuole stare nel peccato, e resta interamente nel peccato,
non puÚ essere santificato dalla legge, nÈ dalla
misericordia, dalla giustizia o dal giudizio. PerciÚ
devono rimanere ancora impuri. A tutti i regni Ë data una
legge; E vi sono molti regni; poichÈ non c’Ë spazio in cui
non vi sia un regno; e non c’Ë regno in cui non vi sia
spazio, sia esso un regno maggiore od uno minore. E ad
ogni regno Ë data una legge; e inoltre, in ogni legge vi
sono certi limiti e condizioni. Tutti gli esseri che non
aderiscono a queste condizioni non sono giustificati.
PoichÈ l’intelligenza si attacca all’intelligenza; la
saggezza accoglie la saggezza; la verit‡ abbraccia la
verit‡; la virt˘ ama la virt˘; la luce si attacca alla
luce; la misericordia ha compassione della misericordia e
reclama il suo; la giustizia prosegue il suo corso e
reclama il suo; il giudizio precede la faccia di colui che
siede sul trono e governa ed esegue ogni cosa. Egli
comprende ogni cosa, e tutte le cose sono attorno a lui;
ed egli Ë al di sopra di tutte le cose, ed Ë dentro tutte
le cose, ed Ë attorno a tutte le cose; e tutte le cose
esistono da lui, e mediante lui, sÏ, Iddio, per sempre e
in eterno. E ancora, in verit‡ vi dico: egli ha dato una
legge a tutte le cose, mediante la quale esse si muovono
in base al loro tempo e alle loro stagioni" (DeA
88:34-42).
L’anziano Richard L. Evans dichiarÚ:
"Le stagioni, il sole, i semi che germogliano, il caldo e
il freddo, la vita di un bambino, il raccolto; queste non
sono teorie, e la stessa autorit‡ che regola l’universo
con tanta precisione ci ha dato comandamenti da osservare,
comandamenti che sono ancora in vigore. Vi porto
testimonianza che le leggi spirituali e morali sono tanto
impegnative quanto le leggi fisiche, e ogni persona
diventer‡ ciÚ che la far‡ diventare la vita che conduce.
Ognuno realizzer‡ i risultati di quello che sta facendo e
pensando, i risultati che scaturiscono dal suo sistema di
vita".
Nel Libro di Mormon, il profeta Alma usa la parola
"restaurazione" in un senso diverso da quello che
normalmente le attribuiamo; egli vuole spiegare il
principio secondo cui il modo in cui viviamo, in bene o in
male, determina delle conseguenze che non possiamo evitare
e che sono eterne.
"Ed Ë essenziale per la giustizia di Dio che gli
uomini sano giudicati secondo le loro opere; e se le loro
opere furono buone in questa vita, e se buoni furono i
desideri del loro cuore, che siano pure, all’ultimo
giorno, restituiti a ciÚ che Ë buono. E se le loro azioni
sono malvagie, essi saranno restituiti ad esse, per il
male. PerciÚ ogni cosa sar‡ restituita al suo proprio
ordine, ogni cosa nel suo schema naturale – la mortalit‡
elevata all’immortalit‡, la corruzione
all’incorruttibilit‡ – elevata alla felicit‡ senza fine
per ereditare il regno di Dio, o all’infelicit‡ senza fine
per ereditare il regno del diavolo, l’uno da una parte,
l’altro dall’altra – L’uno risuscitato alla felicit‡,
secondo i suoi desideri di felicit‡, o al bene, secondo i
suoi desideri di bene; e l’altro al male, secondo i suoi
desideri di male; poichÈ, come ha desiderato fare il male
tutto il giorno, cosÏ egli avr‡ la sua ricompensa di male
quando verr‡ la notte. E cosÏ Ë dall’altra parte. Se si Ë
pentito dei suoi peccati ed ha desiderato la rettitudine
fino alla fine dei suoi giorni, cosÏ pure sar‡
ricompensato con la rettitudine. ÖNon supporre, poichÈ si
Ë parlato di restaurazione, che tu sarai restituito dal
peccato alla felicit‡. Ecco, io ti dico, la malvagit‡ non
fu mai felicit‡. ÖEd ora ecco, il significato della parola
restaurazione Ë di prendere una cosa dalla sua condizione
naturale e metterla in una condiziona innaturale, o
metterla in una condizione opposta alla sua natura? …non
Ë cosÏ; ma il significato della parola restaurazione Ë
restituire di nuovo il male al male, o il carnale al
carnale, o il diabolico al diabolico – il bene a ciÚ che Ë
bene, la rettitudine a ciÚ che Ë retto, la giustizia a ciÚ
che Ë giusto, la misericordia a ciÚ che Ë misericordioso"
(Alma 41:3-6,10,12,13).
Le conseguenze della legge della restaurazione investono,
altre al futuro, anche il presente di ognuno di noi. Ogni
giorno che viviamo, stabiliamo lo schema per tutto ciÚ che
alla fine ci sar‡ ridato.
Il presidente David O. McKay in merito a questo principio
citava spesso il filosofo William James:
"Siamo noi a tessere il nostro destino, buono o cattivo
che sia, e in forma definitiva. Ogni pi˘ piccolo contatto
con la virt˘ o con il vizio lascia sempre in noi la sua
piccola cicatrice. L’ubriacone, a mo’ di scusa, ogni
qualvolta si lascia prendere dalla sua debolezza dice:
"Non conterÚ questa volta". Ebbene, egli puÚ non contarla,
e un cielo generoso puÚ non contarla; ma a dispetto di
tutto questo, ogni volta conta veramente. Qualsiasi
mancanza viene contata nel pi˘ intimo di un essere umano
da ogni cellula nervosa, da ogni fibra, da ogni molecola;
viene registrata e immagazzinata per essere usata contro
di lui nuovamente quando si presenter‡ una nuova
tentazione".
Tutte le pratiche vietate dal Signore (immoralit‡
sessuale, uso di sostanza assuefanti e droghe, ecc.)
registrano, nel corpo di chi le esegue, una traccia del
loro passaggio. Ad esempio, quando vogliamo scrivere un
nuovo file su un dischetto, o modificarne uno gi‡
esistente, sul dischetto vengono registrate le
informazioni del nostro intervento (data e ora do
modifica); una cosa simile succede nel nostro corpo.
Cosa ci sarebbe restituito se la restaurazione dovesse
avvenire oggi? L’apostolo Paolo scrisse:
"sapendo che ognuno , quand’abbia fatto qualche bene, ne
ricever‡ la retribuzione dal Signore, servo o libero che
sia" (Galati 6:7-9).
Noi stiamo ponendo le fondamenta della nostra futura
felicit‡ o infelicit‡ mediante le cose che seminiamo
attualmente: nel matrimonio, nella vita, nel modo in cui
rispondiamo agli incarichi, nei nostri rapporti con il
prossimo, in ogni nostra singola azione.
Che genere di raccolto avremmo dovessimo mietere oggi, se
tutto ciÚ che abbiamo fatto ci venisse restituito oggi
stesso?
Supponiamo che ci venga detto che Ë giunto il momento di
morire. Potremmo implorare misericordia con la stessa
fiducia dimostrata dal re Ezechia?
"In quel tempo, Ezechia fu malato a morte. Il profeta
Isaia, figliuolo di Amots, si recÚ da lui, e gli disse:
"CosÏ parla l’Eterno: – Metti ordine alle cose della tua
casa; perchÈ tu sei un uomo morto; non vivrai" – Allora
Ezechia volse la faccia verso il muro , e fece una
preghiera all’Eterno, dicendo: "o Eterno, te ne supplico,
ricordati come io ho camminato nel tuo cospetto con
fedelt‡ e con integrit‡ di cuore, e come ho fatto ciÚ che
Ë bene agli occhi tuoi". Ed Ezechia dette in un gran
pianto. Isaia non era ancora giunto nel centro della
citt‡, quando la parola dell’Eterno gli fu rivolta in
questi termini: "Torna indietro, e dÏ ad Ezechia, principe
del mio popolo: – CosÏ parla l’eterno, l’Iddio di Davide,
tuo padre: Ho udita la tua preghiera, ho vedute le tue
lacrime; ecco, io ti guarisco; fra tre giorni salirai alla
casa dell’Eterno. AggiungerÚ alla tua vita quindici anni,
libererÚ te e questa citt‡ dalle mani del re d’Assiria, e
proteggerÚ questa citt‡ per amor di me stesso, e per amor
di Davide mio servo". Ed Isaia disse: "Prendete un
impiastro di fichi secchi!". Lo presero, e lo misero
sull’ulcera, e il re guarÏ"
(2 Re 20:1-7).
Ezechia era stato un re giusto per tutta la vita, ed il
Signore gli restituÏ benedizioni nel momento della prova.
Come si puÚ trarre beneficio dal principio della
restaurazione ? Leggiamo ancora da Alma:
"Öquesta Ë la restaurazione di cui Ë stato parlato per
bocca dei profeti. E allora i giusti risplenderanno nel
regno di Dio" (Alma 40:24-25)
"Öbada di essere misericordioso verso i tuoi fratelli;
agisci con giustizia, giudica rettamente e fa’
continuamente il bene; e se farai tutte queste cose allora
riceverai la tua ricompensa; sÏ, la misericordia ti sar‡
restituita di nuovo, la giustizia ti sar‡ di nuovo
restituita; ti sar‡ restaurato un giusto giudizio; e ti
sar‡ ricompensato il bene" (Alma 41:14)
Facendo queste cose incominciamo ad adoperarci sin da
subito per raccogliere in seguito i frutti delle nostre
fatiche: felicit‡, fiducia e pace.
Il principio della restaurazione Ë semplice, e noi
possiamo volgerlo a nostro beneficio o a nostro danno,
secondo ciÚ che facciamo oggi. Buona cosa per ognuno di
noi sarebbe il meditare sui consigli che alma d‡ a suo
figlio Helaman:
"Öimpara la saggezza nella tua giovinezza; sÏ, impara
nella tua giovinezza a obbedire ai comandamenti di Dio.
SÏ, e invoca Dio per ogni tua necessit‡; sÏ, che tutte le
tue azioni siano per il signore; sÏ, che tutti i tuoi
pensieri siano diretti al Signore, sÏ, che gli affetti del
tuo cuore siano posti nel signore per sempre" (Alma
37:35-37)
E’ indispensabile ricordare che soltanto per mezzo della
fede in Ges˘ Cristo possiamo piantare il genere di semi
che ci saranno restituiti come raccolto delle benedizioni
di Dio in questa vita e in quella a venire.
Come viene detto dal profeta Nefi, tutti gli uomini sono
peccatori e in tale condizione rimangono esclusi dalla
presenza del Padre e del Figlio, ma tramite l’espiazione
di Ges˘ Cristo possiamo essere redenti:
"E gli uomini sono istruiti sufficientemente per
distinguere il bene dal male. E la legge Ë data agli
uomini. E nessuna carne Ë giustificata dalla legge;
ovvero, a causa della legge gli uomini sono recisi. SÏ,
mediante la legge temporale essi furono recisi; e anche,
mediante la legge spirituale essi periscono per tutto ciÚ
che Ë buono e diventano infelici per sempre. Pertanto la
redenzione viene nel santo Messia e tramite lui; poichÈ
egli Ë pieno di grazia e di verit‡. Ecco, egli offre se
stesso quale sacrificio per il peccato, per rispondere ai
fini della legge, per tutti coloro che hanno un cuore
spezzato e uno spirito contrito; e per nessun altro Ë
possibile rispondere ai fini della legge. ÖPertanto egli Ë
la primizia per dio, inquantochÈ far‡ intercessione per
tutti i figlioli degli uomini; e coloro che credono in lui
saranno salvati" (2 Nefi 2:5-7, 9)
Avendo peccato, gli uomini non possono essere giudicati
retti da Dio, ovvero non possono essere giustificati. Per
ricevere le benedizioni del Signore, dobbiamo non soltanto
essere dichiarati retti, ma dobbiamo diventare
effettivamente retti (santificati).
Questa santificazione avviene avviene tramite i primi
principi del Vangelo (fede nel Signore Ges˘ Cristo,
pentimento, battesimo per immersione per la remissione dei
peccati, imposizione delle mani per il dono dello Spirito
Santo), pi˘ un quinto principio sottinteso ma importante
quanto gli altri: perseverare fino alla fine dei nostri
giorni.
Re Beniamino ci fornisce altri consigli per avvicinarci
alla condizione di santificazione;
"PoichÈ l’uomo naturale Ë nemico di dio, lo Ë stato fin
dalla caduta di Adamo, e lo sar‡ per sempre e in eterno, a
meno che non ceda ai richiami del santo Spirito, si spogli
dell’uomo naturale e sia santificato tramite l’espiazione
di Cristo, il Signore, e diventi come un fanciullo,
sottomesso, mite, umile, paziente, pieno d’amore, disposto
a sottomettersi a tutte le cose che il signore ritiene
opportuno infliggergli, proprio come un fanciullo si
sottomette a suo padre" (Mosia 3:19)
"Ed essi tutti gridarono con voce unanime dicendo: Si, noi
crediamo a tutte le parole che tu ci hai detto; e per di
pi˘ sappiamo che sono sicure e vere, a motivo dello
Spirito del Signore Onnipotente che ha oprato in noi,
ossia nel nostro cuore, un potente cambiamento, cosicchÈ
non abbiamo pi˘ alcuna disposizione a fare il male, ma a
fare continuamente il bene" (Mosia 5:2)
Quando meditiamo sulla semina e sul raccolto che hanno
luogo nella nostra vita, ricaviamo un utile spunto dalle
parole del presidente Harold B. Lee:
"Ringrazio Dio per avermi concesso un altro giorno ancora.
PerchÈ? PerchÈ mi ha dato la possibilit‡ di portare a
compimento dell’altro lavoro. PerchÈ mi ha dato la
possibilit‡ di pentirmi, di rimediare ad alcuni torti
fatti, di influenzare positivamente un giovane traviato,
di aiutare qualcuno che gridava aiuto. In breve, ringrazio
Dio per avermi concesso un altro giorno in cui prepararmi
a incontrarLo. Non cercate di vivere troppo nel futuro.
Cercate la forza di risolvere i problemi di oggi".
Il principio della Restaurazione non si applica soltanto
al tempo della risurrezione e del giudizio, ma in ogni
giorno della nostra vita. Se lo comprendiamo e vogliamo
beneficiare dei suoi frutti Ë fondamentale
fare spesso un esame di coscienza e analizzare il nostro
comportamento e le azioni che compiamo ogni giorno nei
confronti del prossimo.
Utile esercizio per tutti noi sarebbe il meditare sulle
risposte che daremmo a domande di questo tipo:
∑ Abbiamo offeso qualcuno senza chiedergli scusa?
∑ Le cose che facciamo e diciamo ogni giorno
contribuiscono a rendere migliori il mondo e noi stessi?
∑ I nostri pensieri riflettono l’immagine do noi che
vogliamo trasmettere agli altri?
∑ Cosa potremmo aspettarci se nostre ricompense eterne
fossero basate sul modo in cui trattiamo il nostro coniuge
ed i nostri figli?
∑ Vi sono altre domande come queste che ognuno di noi
dovrebbe prendere in considerazione ora, mentre c’Ë ancora
tempo?
scritto da Marco Giovara.
