Prove storiche di terzo Nefi

PROVE STORICHE DI TERZO NEFI.

Nel libro di Mormon vi e’ una parte molto interessante: La visita di Gesu’ Cristo nel continente americano.

Quando il Libro di Mormon fu pubblicato questa fu una cosa che disturbo’ i nostri nemici, come poteva Joseph Smith azzardare una ipotesi del genere?

Bene, dopo un po’ questo resoconto ha trovato molte conferme, se non proprio prove, almeno indizi in quantita’ industriale, e cio’ che e’ strano questi provenivano da sacerdoti cattolici, storici del tempo proprio di questo continente.

Quando i conquistatori spagnoli ed i missionari cattolici arrivarono dapprima sulle spiagge del Messico, ed in Sud America, e quando i colonizzatori inglesi e francesi entrarono nell’america del nord e nel Canada, ricevettero dagli indigeni del luogo o meglio famosi come pellirosse alcune versioni di un “Dio bianco e barbuto” che nel lontano passato aveva visitatot i loro antenati, insegnato loro la cultura e misteriosamente scomparve, ma promettendo di tornare.

Sebbene queste tradizioni fra i differenti gruppi di indiani riguardante questo “Dio bianco e barbuto” non collimassero perfettamente nei dettagli, essendoci varie versioni, ancora pero’ i punti cruciali della storia di questa tradizione combaciavano quasi alla perfezione.

Hubert Howe Bancroft un famoso storico scrisse a questo riguardo:” Sebbene con nomi diversi ed apparendo in paesi diversi, gli eroi della cultura americana presentano le stesse caratteristiche generali. Questi eroi sono descritti come bianchi e barbuti, generalmente vestiti di lunghe vesti e sempre apparivano misteriosamente all’improvviso in mezzo a loro. Lo scopo di questi eroi era sempre quello di insegnare loro le cose buone della vita, come le arti ed i lavori, dando loro leggi e prescrizioni, li esortavano a comportarsi con amore fra gli uni e gli altri ed altre virtu’ “cristiane” ed introducendo fra di loro una religione e dopo quello ecco che come misteriosamente ed improvvisamente erano apparsi ecco che scomparivano.

In tali misioni abbiamo il “Dio bianco barbuto” sotto nomi diversi fra le diverse comunita’ Quetzalcoal apparve a Cholula, Votan a Chiapas, Vixepechocha in Oajaca, Zamna e Cukulcan in Guatemala. Viracocha nel Peru’ Sume’ nel Brasile.

William Hickling Prescot nel suo libro “La conquista del Messico” descrive il Dio Giusto coem segue:”Era detto di essere di alta statura, di pelle bianca, capelli scuri ed una barba fluente…….ho notato precedentemente che le tradizioni popolari di Quetzalcoal, una divinita’ bianca con una barba fluente, che era cosi’ diversa dalla fisionomia indiana, che dopo una benevolente missione fra di loro si imbarco’ nell’oceano atlantico per le spiaggie misteriose di Tlapallan. Alla sua partenza promise che un giorno sarebbe tornato ed avrebbe ripreso possesso dell’impero. Quel giorno era atteso con speranza ed anche apprensione, a seconda dei casi, ma con una confidenza generale attraverso tutti i luoghi. Anche dopo la conquista le popolazioni continuarono ad attenderlo con la stessa aspettativa che gli ebrei hanno per il loro Messia.”

Noi abbiamo tre diverse fonti per questo soggetto

IL LIBRO DI MORMON.

Gli scritti degli storici indiani che scrissero poco dopo la conquista spagnola del Nuovo Mondo. Questi racconti furono scritti primariamente nel Messico e nel Guatemale. Gli autori raccontavano le tradizioni dei loro antenati che le avevano ricevute sia in forma orale che scritta.

Gli scritti dei primi scrittori spagnoli, che registrarono la storia ed i credi religiosi ed i costumi dei nativi Americani poco dopo la scoperta del Nuovo Mondo. Questi scrittori di solito erano missioanri Cattolici che spesero molti anni nel lavoro missionario fra gli indiani. Cio’ che scrissero e’ cio’ che essi ricevettero direttamente dagli aborigeni ed erano divenuti ben informati dei loro costumi religiosi, riti, pratiche e tradizioni degli indiani. Mi piace puntualizzare qui alcune cose. Questi popoli erano a conoscenza del diluvio e di molte altre tradizioni Giudeo Cristiane, cosi’ se queste cose sono affidabili perche’ si trovano nella Bibbia, perche’ la storia del Dio bianco e barbuto non puo’ essere ritenuta affidabile se essa si trova proprio nel Libro di Mormon?

Uno dei piu’ importanti scrittori fra gli indiani fu Ixtilxochtil, che visse vicino a Citta’ del Messico circa il 1600.

Egli scrisse una storia dei suoi antenati e dei loro discendenti. La storia comincio’ con la colonizzazione dell’antica america con tre gruppi separati di persone dalla torre di Babele. Questo scrittore affermava che egli aveva prodotto la sua storia da documenti scritti che gli erano pervenuti dai suoi antenati per diritto della sua posizione come Principe della famiglia reale ed anche dalle tradizioni ricevute dagli anziani.

Questi ci informa che il quartier generale dei suoi antenati o Capitale nel 132 a.c. era Huehuetlapallan, che significa “antico posto abbondante (bountiful). Le parole Hue Hue dalla lingua Nahua (Messico) significano “vecchio” “vecchio” o “antico”. Il professor Marco E. Becerra della societa’ geografica del Messico, nel suo libro, sui nomi nativi geografici, dello stato del Chiapas, Messico.

Becerra mostra che molti dei luoghi del Chiapas includono questo significativo nome , “Tula” o “Tulan” o “Tlan” che significa “abbondante” (bountiful) ed egli usa la parola spagnola abundancia per definirlo. L’antico termine Maya Tutul-xiu significa abbondante in piante, lequivalente ebraico di Zara-hemullah o Zarahemla.

Il termine Tlapallan talvolta appare nei vecchi resoconti come Tulapan, che significa “La citta capitale abbondante” il termine Pan e’ un termine Maya che sta per capitale o centro.

Bernardino d Sahagun, un missionario cattolico che arrivo’ nel Messico nel 1529 e vi rimase fino alla sua morte nel 1590. Era anche uno storico di grande importanza scrisse “La storia delle cose della Nuova Spagna”

Cio’ che e’ interessante riguardo questo libro e’ che il libro fu perso e rimasco sconosciuto per quasi 300 anni dopo che era stato scritto, per essere riscoperto in un convento in Spagna. La sua prima pubblicazione apparve nel Messico nel 1829, sicuramente non era disponibile per Joseph Smith.

Jaun De Torquemada era un padre cattolico, arrico’ nel Messico nel sedicesimo secolo. questo e’ un estratto dal suo libro “Monarchia indiana” Madrid, Spagna 1723 volume 2 pp 40-50

Questo Quetzalcoatl, secondo storie vere, era il grande Sommo sacerdote della citta’ di Tula (abbondanza)….chi lo ha visto dice che era un uomo bianco, alto, robusto, fronte larga, occhi grandi, capelli lunghi neri e barbuto, nelle materie spirituali ed ecclesiastiche questo personaggio era supremo, proprio un grande sommo Sacerdote. Mai volle o permise sacrifici umani, ne di animali, ma solo pane, rose e fuori. Egli proibi’ le guerre, ladrocini e le discussioni manesche. Egli non voleva udire ne di guerre ne di rappresaglie. Era molto umile, casto, moderato ed onesto e sincero in ogni cosa.

Per questo si puo’ dire che coloro che praticavano i sacrifici umani non erano suoi seguaci.

Alcune persone hanno affermato che questo personaggio fosse una invenzione spagnola. Paul Hermann dichiara nel suo libro “Conquista dell’uomo” (New York 1954 pp. 171-172)

“Fu una cosa goffa, una piccola stupida propaganda che porto’ poco valore alla causa della Spagna! Perche’ se un vincitore militarmente e culturalmente superiore imporra’ i suoi dei ad un popolo soggiogato, questi dipingerebbe questi Dei come la quintessenza di se stesso. Ma questo e’ cio’ che proprio gli spagnoli non fecero, se avessero inventato la storia. Al contrario, Quetzalcoal era dipinto in un modo che gli Aztechi non potevano vedere la differenza fra il loro Dio e gli scuri Sapgnoli.. Gli aztechi ci misero poco a concludere che gli spagnoli non erano i figli del Dio bianco. Quindi se i conquistatori spagnoli non avevano la stessa rassomiglianza del Salvatore bianco, come potevano aver inventato una storia del genere? Quindi la storia era di origine indiana. Dopo aver attentamente cosniderato cio’ possiamo dire che per gli indiani il loro era un Dio personale che non era una invenzione spagnola e nemmeno una immaginazione della loro mente.”

Il Dr. Brington scrisse:

“Questo fatto straordinario suggerisce che il grave sospetto di queste storie furono create ad arte dopo che i bianchi raggiunsero le spiagge americane e quasi tutti gli storici hanno rigettato sommariamente la loro autenticita’, ma uno scrutinio piu’ attento delle loro fonti rifiuta sicuramente le loro tesi. Vi e’ una irrefutabile evidenza che questi miti, e questo ideale del Dio bianco che era intimamente e largamente corrente in America molto prima che uno di questi abitanti avesse visto con i loro occhi un uomo bianco.

I piu’ alti ideali e le pratiche morali che avevano ricevuto i nativi, asserivano essere pervenuti dal Dio bianco barbuto.

Com’e’ e’ possibile che tutte le tradizioni testimoniate per esempio, fra gli Aztechi, i Peruviani ed i Maya possano concordare? La replica e’ per l’influenza di grandi uomini, che coltivavano dentro di loro una pura fede, vissuta nelle loro vite e predicata con successo alle future generazioni e quindi alla loro morte ancora sopravviveva nella memoria della loro nazione il loro grande eroe bianco e barbuto con i nomi diversi, come Quetzalcoal, Virachoca, Itzmanna e cosi’ via, nomi diversi ma stese caratteristiche fisiche e morali e di insegnamenti.

Piu’ tardi nel suo libro il Dottor Brington puntulaizza che tutti questi Dei bianchi avevano insegnato le stesse dottrine ai loro rispettivi popoli. L’evidenza indica che questi erano forse lo stesso individuo, come gia’ detto conosciuto sotto nomi diversi.

Gli indiani Mandan ed il “Dio bianco barbuto”

Pul Hermann “La conquista dell’uomo” (New York 1954 pag 175.

Molto prima che i primi missionari raggiungessero il Mandan, questo popolo affermava di essere a conoscenza di un umile e gentile Dio che era nato da una vergine e che aveva subito una morte per “espiare”, parlavano anche di un miracolo simile alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, spiegavano la storia della prima madre del genere umano, la sua caduta, dell’arca e del colombo con la foglia verde nel suo becco. essi credevano in un diavolo che cercava di vincere e soggiogare il mondo.

Gli indiani del Pueblo in Arizona e Nuovo Messico avevano un Dio che si chiamava Montezuma, molto vicino a Quetzalcoal. Si diceva che era nato da una vergine di una leggiadria squisita e dalla disposizione alla carita’. P. De Roo nel volume I a pag 106 “La storia dell’America prima di Colombo” scrisse:

Il Dio dei Pueblo, Montezuma, e’ il centro di un gruppo dei piu’ poetici miti che si trovavano nell’antica mitologia americana. I Pueblos credevano in un Essere Supremo, un Dio di Spirito cosi’ esaltato e degno di riverenza che il suo nome era considerato cosi’ sacro da non essere pronunciato, come facevano gli antichi ebrei con il nome di Geova. Cionondimeno, Montezuma era considerato uguale a questo Grande Spirito ed era spesso considerato come il sole. Mr. Bancroft dice:”Sotto certe restrizioni noi possiamo giustamente riguardare a questo personaggio come a Melchisedec, Mose’ o come il Messia del popolo dei Pueblos.”

Itzamna Dio degli Itzas.

I missionari Cattolici scoprirono nello Yucatan che questo popolo adorava un “Dio giusto” molto simile a Quetzalcoal.

T.A. Willard ci informa che ITzmanna era considerato come la Luce e la Vita del mondo.

“Padre Bernardo de Lizana, uno dei sacerdoti piu’ devoti del suo tempo, dichiaro’ nella sua storia dello Yucatan, scritto nel 1633, che Itzamnna era chiamato Kabul, la mano abilissima, con la quale faceva miracoli, guarendo gli ammalati ponendo la sua mano su di loro” Egli era un Re, un Sacerdote, un Legislatore, un Governatore dal carattere mite, come Cristo” scrive lo storico. “venne dall’est e fondo’ la civilta’ Itza. Era detto che aveva resuscitato morti…..attraverso molti scritti ci e’ stato mostrato che Costui fu l’influenza vitale nell’impiantare l’antica civilta’ dello Yucatan che si propgao’ per migliaia di miglia.

Herrera, il famoso storico Messicano dichiara nella sua opera che:”Colui che per primo uso’ le lettere del linguaggio Maya e che fece il computo degli anni, dei mesi e dei giorni fu Kinich Ahau che era anche chiamato Zamna o Itzamanna…..nei documenti inediti “Relazione dello Yucatan” il lettore trovera’ molte conferme delle similarita’ fra questa religione e la dottrina cristiana. Itzamna era considerato il Figlio e Discepolo dell’Unico Dio Hunab-Ku, sopra i suoi altari venivano deposti solo frutti e fiori. I sacrifici umani ed altre pratiche pagane erano sconosciute a q uesti popoli. Quando il capitano Messicano, Kukulcan, (o Topiltzin) come gli antichi scrittori lo chiamavano, entro’ nel paese, ecco che soppianto’ la religione simile a quella cristiana, con una religione idolatra ed introdusse i sacrifici umani ed altre pratiche pagane.

Bernardo De LIzana nel suo libro “Storia dello Yucatan e la sua conquista spirituale” pubblicato nel 1633a.d. ci da molta informazione che ricevette dagli indiani Itza dello Yucatan a riguardo del loro Dio.

“Nella citta’ di Itzamal, ora nota come Izamal, vi sono 5 alte piramidi, tutte in rovina. Oggi non si vedono edifici completi, ma i segni e le vestigia sono apparenti. Su di una di loro nella parte sud, gli antichi avevano un idolo che loro chiamavano Itzamatul (Itzamanna) che significa colui che riceve e possiede la grazia o la rugiada o la sostanza del cielo. Questo idolo non ha altri nomi perche’ loro dicono che era il Re e grande Signore di questo Paese, era obbedito come il Figlio di Dio equando gli fu chiesto come doveva essere chiamato egli rispondeva solo con queste parole:”Io sono la rugiada o la sostanza del cielo e delle nuvole.”

Questo grande Re mori’ ed essi costruirono gli altari per lui ed Egli era come un oracolo e per questo essi costruirono un altro tempio. Quando questo Re, che poi era stato deificato, rivisse, il popolo lo consultava riguardo le cose che accadevano ed Egli diceva loro le cose presenti e future. Allo stesso tempo loro portavano i loro morti davanti a Lui ed Egli li resuscitava, gli ammalati venivano sanati ed anche per questo veniva venerato e con ragione, infatti cosi’ dimostrava di essere il Figlio di Dio perche’ poteva ridare la vita ai morti e guarire gli ammalati. Il popolo credeva in cio’ e non conobbe altri Dei e per questo loro dicono che Egli risuscito’ i morti e guari’ gli ammalati.”

William Montgomery Mc Govern, un esploratore inglese nel suo libro “Strade nella giungla e rovine Incas” a Pag. 276-280

“Waco…..era una combinazione delle idee dell’eroe tribale, un altoe buonod Dio…..Egli…. venne per essere riguardato come molti cristiani riguardano il loro Dio Supremo….Waco creo’ la terra, il sole, la luna, il fulmine ed il tuono ed infine la donna…

Waco, ho scoperto era riverito soprattutto come il fondatore della cultura. Fu Waco che insegno agli uomini come preparare il vestiario e che insegno’ loro come e qaundo danzare,…….secondo i miei informatori Waco era apparso all’improvviso come un uomo maturo fra gli esseri umani, dapprimo a Ipanore ma successivamente in molti altri posti. Quando appariva una cataratta si sprigionava. Egli rimase un anno sulla terra. Durante questo periodo particolarmente insegno’ i membri di ogni tribu’ come dovevano preparare Kashiri e Kaapi, inoltre diede lunghe istruzioni a tutti i radunati su come si dovevano comportare nelle questioni della vita e poi ascese al cielo. Dopo la sua ascensione al cielo egli continuo’ a vivere la.

Similarita’ fra le tradizioni indiane e la cristianita’.

Miles poindexter paragona l’interpretazione di Geova dei sacerdoti Spagnoli con cio’ che credevano gli indiani del Peru’ al tempo della conquista spagnola.

“L’idea Inca di Dio, come Creatore, era quasi identica con quella degli invasori spagnoli, eccetto che Virachoca come creatore e preservatore di tutte le cose era di una nascita, in qualche rispetto, piu’ nobile del Geova degli spagnoli.”

Il Dottor P. De Roo trova considerevole evidenza per sostenere questo punto, cioe’, che la cristianita’ era insegnata nelle antiche Americhe. I missionari cristiani erano sorpresi di scoprire che i nativi possedevano molte dottrine cristiane. Egli dichiara nel suo libro “Storia dell’America prima di Colombo” Filadelfia 1900 volume I pag. 423-24.

“La maggior parte degli autori antichi e moderni concorda nel dire che la religione cristiana era stata insegnata agli indiani pre colombiani. Bastian stabilisce questa opinione per le numerose analogie che egli puntualizza fra il credo religioso e le pratiche cristiane e quelle degli aborigeni americani. Von Humboldt ammette che la similarita’ e’ cosi’ stringente che i missionari spagnoli ebbero una bella opportunita’ di “ingannare” i nativi che in realta’ cio’ che essi credevano non era altro che la religione cristiana…. un vasto numero di scrittori antichi, tali come Garcilasso De La Vega. Solorzano, Acosta ed altri sono ugualmente espliciti nell’asserire che alcune dottrine e pratiche cristiane furono trovate fra i nostri aborigeni.”

Il Dottor P. De Roo nella stessa opera citata a pag 111-112-196-197-449-558.

“Questi indiani e probabilmente alcune altre tribu’, erano cristiani, nel senso piu’ vasto della parola, al tempo del loro arrivo e questo puo’ difficilmente essere dubitato. Essi sapevano ed adoravano l’unico eterno Dio che aveva causato o creato i cieli e la terra e tutto cio’ che essi contengono, essi sapevano della felicita’ dei nostri prini genitori che mangiavano i frutti “grassi” di Eden e dello spirito malvagio che porto’ loro il peccato, la sfortuna e la morte e come essi sapevano della caduta noi possiamo anche essere certi che essi sapevano della promessa di un redentore che costituisce il fondamento della Cristianita’.

E’ quasi certo che la religione cristiana era stata predicata in America prima dell’avvento di Colombo e mentre la cristianita’ accetta tutti i precetti fondamentali dei dogma ebraici e la loro moralita’ e rispetta altamente la tipica liturgia del Vecchio testamento, non vi e’ ragione di non credere che le apparenti vestigia giudaiche possano essere spiegate dal fatto di una precedente missione cristiana. Le similarita’ di cui abbiamo parlato portano le impronte dell’insegnamento cristiano al punto che anche l’accorto Waldeck asserisce che:”Se i Toltechi erano Giudei, allora essi devono aver visitato il vecchio mondo per ottenere il dogma cristiano che e’ chiaro nel loro culto.”

Le vestigia di una precedente cristianita’ in America…..hanno guidato l’entusiastico Lord Kingsborough, Brasseur de Bourborg ed altr ancora a credere che i pellirossa americani fossero discendenti di Israele.

L’archeologo Messicano Laurette Sejourne designa Quetzalcoatl come “Il fondatore della cultura Nahuatl e pone quell’evento a circa il tempo di Cristo.

Il Presidente John Taylor nel suo libro “Mediazione ed espiazione” (Salt Lake City 1882) pag 210-203

“La moderna rivelazione ha restaurato un’altra importante chiave per aprire il mistero della quasi universale conoscenza del redentore e del suo piano di redenzione. Si trova nella dichiarazione che Gesu’, dopo la sua resurrezione, visito’ almeno gli abitanti di due distinte porzioni della terra, che altrimenti non sarebbero potuti essere raggiunti attraverso il ministerio dei suo Apostoli giudaici. Questi due popoli erano i Nefiti su questo continente e le dieci tribu’ perdute nel lontano nord. La conoscenza che i Messicani e le altre razze aborigeni dell’America possedevano, al tempo della loro scoperta da parte degli Spagnoli, della vita del Salvatore, era cosi’ precisa, che i Cattolici suggerirono due teorie (entrambe sbagliate, comunque) per risolvere il mistero. Una era che il Diavolo aveva inventato una imitazione del Vangelo per deludere gli indiani, l’altra che l’apostolo Tommaso avesse visitato l’America ed insegnato a questi popoli il piano di salvezza.”

La storia della vita della divinita’ messicana, Quetzalcoatl, rassomiglia da vicino quella del Salvatore, cosi’ intimamente, che non possiamo giungere ad alcuna altra conclusione che Questi fossero la stessa persona. Infatti Quetzalcoatl, come Gesu’, la sua nascita fu annunciata a sua madre che era vergine da un angelo, Anch’egli fu risuscitato dalla morte e cosi’ via. Solo il Libro di Mormon risolve questo mistero, infatti la si trova il resoconto del ministerio di Cristo fra gli antenati di questi popoli e questo rende tutto chiaro. Noi sappiamo, grazie a quel libro, come e con quali mezzi questi popoli ottennero la loro conoscenza e possiamo anche comprendere come i discendenti di questi, gradualmente cambiarono i fatti originali, piu’ o meno come e’ successo alla cristianita’ nel vecchio mondo. Comunque alla vista di tutti questi fatti, quando tutte le cose sono considerate nel giusto ordine, e’ una meraviglia constatare che una gran parte della verita’ sia rimasta fino a i giorni nostri.

Nel 1527 quando gli Spagnoli approdarono sulle coste occidentali del sud America e quando marciarono fra le orde dei pellirossa, questi si inginocchiarono fino alla polvere della terra e pagavano ad essi tributo come a degli dei ed invocavano il loro Dio ad alta voce “Virachoca, Virachoca”. Uno dei conquistatori, Pedro De Candia si irrito’ cosi’ che si tolse dalla spalla il suo fucile e sparo’ un colpo in aria. I nativi si spaventarono cosi’ tanto che bisbigliarono :”Illa Tiki, Illa tiki” che significa “Il Dio del fulmine”.

Virachoca significa “Signore” sia in Peru’, Bolivia ed Ecuador ed anche significa “uomo bianco”.

Virachoca secondo le tradizioni Peruviane era il Dio che aveva creato i cieli e la terra ed aveva dato la religione al genere umano, era giunto fra gli antichi Peruviani ed aveva vissuto per un certo periodo fra di loro. Aveva fatto miracoli e poi era sparito misteriosamente come era giunto.

Il Dottor Philip Ainsworth nel suo libro “Le antiche civilta’ delle Ande” a pag 422 (New York 1931)

“Il creatore piu’ celebrato nelle cronache del Peru’ e’ noto sotto vari nomi….generalmente era conosciuto come Virachoca o Pacha-camac, il primo era noto nell’entroterra, mentre sulle spiagge era noto il secondo nome. E’ chiaro comunque che i nomi pre Incas per il creatore erano CON, CON TICI, ILLA TICI, e talvolta questi nomi erano dei prefissi al nome Virachoca.”

Thor Heyedahl, autore del famoso Kon Tiki, spiega:”
“Con il prefisso Illa si intende “Luce” e Con, essendo un nome alternatico per creatore, sappiamo che il Dio della primitiva cultura peruviana Con Tici o Illa Tici era venerato come Tici come creatore e datore della luce.

Tici e’ una parola di origine antica, adottata nella mitologia Quechua da un precedente linguaggio distinto dal proprio.

Sarmiento De Gamboa scrisse nel suo libro “Storia degli Incas” pagina 247-248

Ticci Virachoca mando’ un grande diluvio per punire i peccati dei primi uomini, ma gli antenati dei Cuzcos furono salvato e cosi avemmo dei discendenti. Virachoca improvvisamente apparve sul Titicaca Plateu per aiutare a restaurare il genere umano e dette loro luce. Tutti concordano che Virachoca era il creatore di questi popoli. La loro tradizione riportava che Egli era un uomo di media altezza, bianco e vestito di vesti bianche. Virachoca ordino’ loro di vivere senza dispute e che dovevano amarlo e servirlo. Dette loro anche certi precetti che avrebbero dovuto osservare con la penalita’ che sarebbero stati confusi se non li avessero osservati.

3 Nefi 11:29-30

29 Poiché in verità, in verità io vi dico che colui che ha lo spirito di contesa non è mio, ma è del diavolo, che è il padre delle contese, e incita i cuori degli uomini a contendere con ira l’uno con l’altro.

30 Ecco, questa non è la mia dottrina, di incitare i cuori degli uomini all’ira, l’uno contro l’altro; ma la mia dottrina è questa, che tali cose siano eliminate.

Il Dottor De Roo scrisse:

I nativi di campeche assicuravano ai missionari Spagnoli che il loro insegnante religioso, Quetzalcoatl dette loro delle immagini per spiegare la sua dottrina ed in particolare una pietra triangolare, per illustrare la Trinita’ e loro erano ben introdotti a quel mistero dice Sahagun e loro erano battezzati nei loro nomi.

Nello stesso libro vi e’ una dichiarazione resa da Francis Fernandez, un sacerdote cattolico.

“Ho trovato un buon prete (Francis Fernandez) di eta’ matura e degno di fiducia che conosceva il linguaggio degli indiani avendo vissuto fra di loro alcuni anni. Dato che ero obbligato a viaggiare dalla mia diocesi alla sede centrale, lo ordinai mio vicario dandogli l’incarico di visitare le tribu’ e di predicare loro. Lo stesso sacerdote, dopo un certo periodo di tempo, diciamo un anno, mi scrisse che si era radunato con i capi di dette tribu’ ed aveva chiesto loro ragguagli sulle loro tradizioni religiose. Questi risposero che credevano in un Dio che abita nel cielo, che aveva creato l’uomo e tutte le cose. Il Figlio di questo Dio si chiamava Bacab ed era nato da una serva vergine, che si chiamava Chiribirias e che questo figlio adesso viveva in cielo con suo Padre. Lo Spirito Santo era chiamato Echuac. Quando a questi fu chiesto il significato di Bacab dissero che significava Figlio del Grande Padre e che il nome di Echuac significa Mercante perche’ questi aveva portato buone mercanzie sulla terra, dato che aveva portato i doni dello Spirito.

La nascita verginale del Dio degli indiani.

Il Dottor Brinto nel suo libro “Miti Americani” Filadelfia 1882 a pagina 172 e 214.

Molte delle divinita’ femminili erano divinita’ vergini, come la axteca Coatlicue, Xochiquetzal e Chimelma e molti dei grandi dei del luogo come quelli citati fino ad esso erano detti di essere nati da una madre vergine. Anche fra gli indiani del Paraguai i primi missionari erano sorpresi di trovare questa stessa tradizione della serva madre di Dio (ancella del Signore).

Von Humbolt rese questa dichiarazione al riguardo:

“Era veramente sorprendente trovare che i Messicani, che sembravano non conoscere la dottrina della migrazione dell’anima e la metempsicosi che potessero credere nella incarnazione dell’Unigenito Figlio di Dio, Tomacateuctli. Per la mitologia Messiacana, parlando di Chimelma, la vergine di Tula (senza uomo) fu annunciata la sua concezione da un messaggero celeste, da cui venne la nascita di Quetzalcoatl, che fu il suo unico figlio.

Paul Gaffarel nel suo libro “Storia della conversione dell’America” Parigi 1892.

“UNa donna di leggiadra bellezza, che non era mai stata sposata ad alcuno, dette alla luce il piu’ amabile dei figli. Questo figlio dopo essere cresciuto a livello di uomo fece molti miracoli, resuscito’ i morti, fece camminare gli zoppi ed ascese nel cielo e fu trasformato nel Sole che illumina la terra.

Circa la crocifissione.

Alcuni sacerdoti cattolici riferirono che gli indiani affermavano che Quetzalcoatl era morto per la crocifissione.

Von Humbolt un esploratore e collezionista delle tradizioni indiane afferma che:”

Il Dio Giusto era stato crocifisso per i peccati dell’umanita’ come e’ esplicitamente dichiarato nella tradizione dello Yucatan e misteriosamente rappresentato nei dipinti messicani.

John Taylocitando Lord Kingsborough dal suo libro “Antichita’ del Mesico”

“Quetzalcoatl e’ la dipinto nell’atteggiamento di una persona crocifissa con l’impressione dei chiodi nelle sue mani e piedi, ma non attualmente su di una croce, ma comunque il 73 piatto dei Borgian MS e’ il piu’ rimarchevole di tutti perche’ Quetzalcoatl non solo li e’ rappresentatocome crocifisso su di una croce di forma greca, ma nache la sua sepoltura e la sua discesa all’inferno sono anche dipinti in una maniera veramente curiosa. I messicani credono che Quetzalcoatl prese la forma umana su di se, partecipo’ a tutte le infermita dell’uomo e non fu certo immune dal dispiacere, pena o morte che egli subi’ volontariamente per espiare per i peccati degli uomini.

Jaun De Torquemada nel suo libro “Moraquia Indiana” pubblicato in Spagna nel 1613a.d. scrisse:”Un frate di nome Diego de Mercado, un uomo serio ed un dignitario del suo ordine, una delle persone piu’ religiose del suo tempo, disse e scrisse sopra la sua firma che anni fa aveva avuto una conversazione con un idniano Otomi di piu’ di settanta anni su materie che riguardavano la sua fede. L’indiano narro’ come , molte tempo prima, gli Otoni fossero in possesso di un libro, tramandato di padre in figlio e tenuto da persone di assoluta fiducia che avevano il dovere di spiegarlo. Ogni pagina di quel libro aveva due colonne e fra queste colonne vi erano dipinti che raffiguravano il Cristo crocifiso, la cui faccia aveva una espressione di tristezza, e che questo era il Dio che regna, spiego’ l’indiano. Per amor di riverenza essi non toccavano le pagine e per girarle usavano un piccolo bastone che tenevano assieme al libro per quello scopo. Il frate allora chiese che cosa fossero gli insegnamenti di quel libro e dove si trovava, l’anziano non pote’ spiegare i dettagli ma disse che il libro era ancora in esistenza e che gli insegnamenti che conteneva erano simili a quelli del frate, ma che purtroppo il libro era scomparso sotto terra dove era stato sepolto dall’ultimo dei suoi guardiani all’arrivo degli spagnoli.”

Las Casa “Storia dell’Americ prima di Colombo” Filadelgia 1900 pag. 373.

Loro dicono che Eopuco mise Bacab, il Dio bianco e barbuto a morte dopo averlo fustigato ed avergli messo in testa una corona di spine e lo appesero al legno con le mani allargate dove alla fine mori’.

De Roo aggiunge la seguente informazione.

“Abbiamo notato prima che Chiapa il figlio Dio, Bacab, che era stato fustigato da Eupoco e coronato con delle spine era anche il figlio divino della divinita femminile vergine dei messicani. Questo stesso figlio di Chiribrias o Chimelma era stato messo a morte per crocifissione e che questo crimine sacrilego era stato fatto di Venerdi’. Cosi’ erano stati informati i Chiapas da uomini bianchi barbuti che in tempi antichi li avevano insegnati a confessare i loro peccati e di digiunare ogni venerdi in onore della morte di Bacab.”

Un’altra circostanza della morte del nostro Salvatore sembra essere ricordata nel Messico, infatti si dice che al tempo della scomparsa di Quetzalcoatl sia il sole che la luna furono oscurati.

Avvenimenti alla crocifissione.

Parole di Ixtilxochitl, un principe indiano che visse vicono a Citta’ del Messico nel 1600.

“Il sole e la luna furono oscurati, la terra tremo e le rocce si spaccarono e molti altri segni ebbero luogo”.

In Helaman troviamo queste descrizioni profetiche.

21 Sì, al momento in cui renderà lo spirito vi saranno tuoni e lampi per lo spazio di molte ore e la terra sussulterà e tremerà; e le rocce che sono sulla faccia di questa terra, che sono sia sopra che sotto la terra, e che come sapete sono adesso compatte, ossia che la maggior parte di esse sono un’unica massa compatta, verranno spezzate.

22 Sì, saranno spaccate in due, e da allora in poi verranno trovate in fessure ed in crepe, e in frammenti spezzati su tutta la superficie della terra, sì, sia sopra la terra che sotto.

23 Ed ecco, vi saranno grandi tempeste; e molte montagne saranno spianate come una valle, e vi saranno molti luoghi, che son ora chiamati valli, che diverranno montagne la cui altezza è grande.

24 E molte strade maestre verranno dirotte, e molte acittà diventeranno desolate.

25 E molte atombe si apriranno e renderanno molti dei loro morti; e molti santi appariranno a molti.

Va fatto rilevare che nella Bibbia non si parla di rocce che sono sopra e sotto la terra che si spaccano. Questa e’ una dottrina del Libro di Mormon, infatti cio’ che e’ interessante e’ che Helaman dichiara”che come sapete sono adesso compatte, ossia che la maggior parte di esse sono un’unica massa compatta,” e’ chiaro che era una dottrina conosciuta, infatti noi sappiamo che la madre terrena di gesu’ ebbe il cuore trafitto, come da una spada, alla sua morte, ma noi sappiamo che la terra e’ la madre di tutti i viventi e quindi anch’essa senti’ gli stessi dolori ed anche il suo cuore fu spaccato, per meglio dire, io penso che questa scrittura dimostra che tutta la natura fu in commozione alla morte del Salvatore e questo lo puntualizza un altro profeta del Libro di mormon.

1 Nefi 19:12

12 E atutte queste cose dovranno certamente avvenire, dice il profeta bZenos. E le crocce della terra dovranno spaccarsi; e a causa dei gemiti della terra, molti dei re delle isole del mare saranno indotti dallo Spirito di Dio ad esclamare: Il Dio della natura soffre.

Continuando a citare le parole di Ixtilxochitl.

Questo avvenne nell’anno di Ce Calli, che aggiustando con il nostro calendario e’ proprio al tempo della morte del Cristo.

Alcuni anni che Quetzcaolcoatl se ne ando’ venne distrutta anche la memorabile e sontuasa costruzione e torre nella citta’ di Cholula, che era come un’altra torre di babele, che questi popoli si erano costruita con lo stesso scopo, fu distrutta da venti impetuosi, quando la vi fu ricostruito un tempio, lo chiamarono il tempio del Dio del vento, a causa che la sua distruzione (della torre) era avvenuta tramite di cio’.

Alcune persone hanno pensato che Ixtilxochitl avesse ricevuto questa informazione dai sacerdoti Cattolici, ma cio’ non e’ possibile perche’ nessun sacerdote cattolico conosceva queste informazioni, solo gli storici del Nuovo mondo potevano saperlo ed ……Il Libro di Mormon.

Cieza De Leon “Indiani Americani nel pacifico” Stoccolma 1952 pag. 715

Questo fu scritto da un soldato spagnolo che fu uno dei primi a visitare Cuzco.

Prima che gli Incas governassero in questi reami, ed anche prima che essi fossero conosciuti, questi indiani conoscono cose molto piu’ vecchie, essi affermano che vi e’ stato un periodo in cui il sole vi oscurato per un lungo periodo e che pregarono e fecero voti a coloro i quali riguardavano come i loro dei e chiedeva di riavere la luce e mentre questo succedeva ecco che il sole sorse di nuovo dall’isola di Titica, che e’ dentro la grande laguna del Collas, cosi’ tutti si rallegrarono ed immediatamente dopo questo avvenimento ecco che un uomo bianco di grande statura venne e rimase con loro, un uomo che aveva il sembiante e che realmente possedeva autorita’ da essere venerata.

Un altro importante punto fra la storia di Ixtilxochitl ed il libro di Mormon e’ che Ixtilxochitl dichiara:”I nostri antenati dichiarano che questi avvenimenti avvennero nei primi giorni dell’anno.

3 Nefi 8:5

5 E avvenne che nel trentaquattresimo anno, nel primo mese, il quarto giorno del mese, sorse un gran temporale, come non se ne era mai visto su tutto il paese.

Cosi’ abbiamo anche qui lo stesso parallelo nei due racconti ma anche meglio, il popolo del Messico ha lo stesso sitema di tempo, infatti secondo Stacy Judd nel suo libro “Gli antichi Maya” pag. 54

“Sara’ ricordato che nel rispondere al questionario del re Carlo V di Spagna, le parole “il cambiamento dei tempi” appare. L’espressione “Il cambiamento dei tempi” indicava il periodo dell’arrivo di Kukulcan o Quetzcalcoatl, come era noto nel Messico,, entrambi i nomi hanno lo stesso significato nei diversi linguaggi. Il cambiamento dei tempi era di vitale importanza per i Maya.

Il cambiamento dei tempi ebbe luogo nell’antica america al tempo della nascita di Cristo e non al tempo del suo arrivo.

La lettera di Francisco Hernandez a Las Casas, citata da De Roo pag. 373.

“rimase morto 3 giorni ed il terzo giorno torno’ in vita ed ascese nel cielo, dove vive adesso con suo Padre. Immediatamente venne Echuach, che e’ lo Spirito Santo che dette all’umanita’ tutto cio’ che occorreva.

Ixtilxochitl al rigurado del ritorno di Quetzalcoatl.

Quando venne il tempo per Lui di andarsene gli disse che sarebbe venuto un tempo quando, in un anno che Egli disse chiamarsi ce Acatl, che sarebbe ritornato ed allora la sua dottrina sarebbe stata ricevuta ed i suoi figli sarebbero stati maestri ed avrebbero posseduto il paese.

William H. Prescott nel suo libro “Messico e la vita del Conquistatore Fernando Cortes” New York 1898 volume 2 pag. 388.

“Dopo aver presieduto sull’eta’ dell’oro di Anahuac (Quetzalcoatl) questi scomparve cosi’ misteriosamente come era apparso……come promise di tornare in un tempo futuro, la sua riapparizione fu attesa con confidenza da ogni successiva generazione. I Messicani aspettavano questo ritorno della loro divinita’ con certezza e questa rimarchevole tradizione, era profondamente curata nei loro cuori, si preparavano per quel giorno……per il futuro successo degli spagnoli. (che essendo stati scambiati per il loro Dio ebbero vita facile nella loro conquista).

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