Gesu Cristo Gesu Descritto Da Un Contemporaneo
Lettera di Publio
Letulio, governatore della Giudea (predecessore
di Pilato) nella quale si descrivono le fattezze di Gesù
all’imperatore di Roma.
Tradotto dal latino originale che si conserva dai Signori
Cesarini di roma.
"Ho inteso, o Cesare, che desideri sapere quanto ora ti
narro,
essendo qui un’uomo, il quale vive di grandi virtù,
chiamato Gesù
Cristo, dalla gente detto profeta ed i suoi discepoli lo
tengono
per divino e dicono che è il Figliol di Dio, creatore del
cielo
e della terra e di tutte le cose che in essa si trovano e
son
fatte. In verità, o Cesare, ogni giorno si sentono cose
meravigliose su questo Cristo : risuscita i morti e sana
gli
infermi con una sola parola. Uomo di giusta statura e
molto bello
di aspetto ed ha la maestà nel volto e quelli che lo
mirano sono
forzati ad amarlo e temerlo.
Ha i capelli della nocciola ben matura e sono distesi sino
alle
orecchie e dalle orecchie sino alle spalle sono del colore
della
terra, ma più risplendenti. Ha in mezzo della fronte il
crin
spartito ad usanza dei Nazareni, la faccia senza rughe o
macchie,
accompagnata da un color modesto. Le narici e le labbra
non
possono essere riprese da alcuno con ragione: la barba è
spessa
ed ha somiglianza dei capelli, non molto lunga, ma
spartita. Il
suo mirare è molto spaventoso e grave, ha gli occhi come i
raggi
del sole e nessuno può guardarlo fisso per lo splendore e
quando
ammonisce piange. Si fa amare ed è allegro con gravità,
dicono
che nessuno l’ha mai veduto ridere, bensì piangere. Ha le
mani
e le braccia molto belle, nella conversazione contenta
molti, ma
si vede di rado e quando vi si trova è molto modesto
all’aspetto
e nella presenza. E’ il più bell’uomo che si possa
immaginare,
tutto simile alla madre, la quale è la più bella giovane
che si
sia vista da queste parti. Però se la maestà tua, o
Cesare,
desidera vederlo, come negli avvisi passati mi scrivesti,
fammelo
sapere che non mancherò subito di mandarlo. Di lettera fa
stupire
la città di Gerusalemme. Egli non ha mai studiato cosa
alcuna,
eppure sa tutte le scienze e cammina scalzo senza cosa
alcuna in
testa, molti ne ridono nel vederlo, ma in presenza sua nel
parlare con Lui tremano e stupiscono.
Dicono che un tal uomo non è mai stato veduto ne inteso da
queste
parti. In verità secondo come dicono gli ebrei non si è
mai
sentito di tali consigli, di così gran dottrina come
insegna
questo Cristo e molti dei giudei lo tengono per divino, Lo
credono e molti altri lo querelano con dire che è contro
la
maestà tua, o Cesare. Si dice di non aver mai fatto
dispiacere
ad alcuna persona, ma sebbene tutti quelli che lo
conoscono, che
l’hanno provato, dicono di aver ricevuto benefici e
sanità. Però
alla maestà tua, o Cesare sono prontissimo, quando mi
comandi
sarà eseguito. Vale da Gerusalemme indizione settima, luna
undecima. Della maestà tua fedelissimo ed obbedientissimo
Publio Letulio
governatore della Giudea.
Questo scritto si può trovare nella
Biblioteca di Basilea (Svizzera) E’ stato compilato da
Lutius Gratius nel 1737 d.c. e pubblicato negli scritti
"La mia fede in Sion". Egli era un prete cattolico.
"Il vecchio e vero Vangelo e il suo
dono vivo è perduto. False dottrine prevalgono in tutte le
chiese sulla faccia della terra. Tutto quello che noi
facciamo è di esortare la gente ad essere giusta, a temere
Iddio, ad evitare il male e pregare. La preghiera e la
purezza possono far si che un’angelo visiti un’anima
profondamente angosciata, ma vi dico, fra cento anni Dio
avrà parlato. Egli restaurerà di nuovo l’antica chiesa. Io
vedo un piccolo gruppo di persone guidate da un profeta e
perseguitate e bruciate e uccise; ma in una valle che si
estende sulle rive di un grande lago, costruiranno una
grande città e creeranno una magnifica terra, avranno un
tempio di grande splendore e possiederanno anche l’antico
Sacerdozio con Apostoli, Profeti, Insegnanti, diaconi, ect.
Da ogni nazione i veri credenti saranno
riuniti da veloci messaggeri e poi Dio Onnipotente parlerà
alle nazioni disobbedienti con tuoni, fulmini e
distruzioni come l’uomo non ha mai conosciuto prima.
Sotto questo titolo la rivista
settimanale "The Truth" (La verità) pubblicato in
Gerusalemme, da in data Novembre 1911 un articolo che cita
un documento conservato nella Biblioteca nazionale di
Parigi, il quale contiene dei consigli che i cardinali
diedero al Papa Giulio 3° all’epoca della sua elezione
alla Santa Sede nell’anno 1550.
Questo documento racchiude i seguenti
brani:
"Fra tutti i consigli che possiamo
avere a presentare alla sua Santità, ne riserviamo il più
importante in ultimo. Dobbiamo tenere gli occhi bene
aperti ed intervenire con tutta la potenza nostra
nell’affare che abbiamo a considerare.
Trattasi di quanto segue:
La lettura del Vangelo non deve essere
permessa che il meno possibile, specialmente nelle lingue
moderne e nei paesi sottomessi alla vostra autorità: Il
pochissimo che viene letto, generalmente alla messa
dovrebbe bastare e devesi proibire a chiunque di leggerne
di più.
Finche il popolo si contenterà di quel
poco i vostri interessi prospereranno, ma nel momento che
se ne vorrà leggere di più i vostri interessi cominceranno
a soffrire.
Ecco il libro che più di nessun altro
provocò contro di noi le ribellioni e le tempeste che
hanno arrischiato perderci.
Difatti se alcuno esamina accuratamente
l’insegnamento della Bibbia e lo paragona a quanto succede
nelle nostre chiese, troverà ben prestole contraddizioni e
vedrà che il nostro insegnamento spesso si scarta da
quello della Bibbia e più spesso ancora è in opposizione
ad essa.Se il popolo si renderà conto di questo ci
provocherà senza requie Finche tutto venga svelato ed
allora diverremmo l’oggetto della derisione e dell’odio
universale. E’ necessario dunque che la Bibbia venga tolta
dalle mani del popolo, però con gran prudenza per non
provocare tumulti.
EBRAISMO NEL LIBRO DI MORMON
( Studi Kabbalistici applicati alle
Sacre Scritture e traduzioni varie di Roberto Asioli)
INTRODUZIONE
In tempi recenti c’è stato un grande
movimento verso il riconoscimento dell’ebraicità del NT .
Questo riconoscimento è stato accompagnato dall’insorgere
di un Giudaismo Messianico, un movimento di Giudei che
considerano il NT come un libro ebraico e Yeshua (Gesù)
come il Messia.
Il tempo è arrivato per riconoscere,
similmente, l’ebraicità del LdM . Molti non realizzano che
il LdM, come la Tanak e il NT, "consiste
del sapere dei Giudei" (1 Nefi 1:2). Il LdM fu scritto
da discendenti dei Giudei (2 Nefi 33:8) che adoravano in
sinagoghe costruite alla maniera dei Giudei (Alma 16 :13).
Il LdM insegna che le Scritture devono
essere comprese alla luce della loro ermeneutica ebraica
ed inerente ebraicità.
…i Giudei comprendono le cose dei
profeti, e non vi è altro popolo che comprenda le cose che
furono dette ai Giudei
come loro, a meno che non siano
istruiti alla maniera delle cose dei Giudei. (2 Nefi
25 :5)
Proprio come il LdM la Bibbia
"….usciva dalla bocca di un Giudeo ; e quando usciva
dalla bocca di un Giudeo conteneva la pienezza del Vangelo
del Signore…" (1 Nefi 13 :24) e "…queste cose
passano in purezza dai Giudei ai Gentili…"(1 Nefi
13 :25). Tuttavia leggiamo ancora "…e dopo essere
passate… dai Giudei ai Gentili, vedi la formazione di
quella chiesa grande ed abominevole….poiché ecco essi
hanno tolto dal Vangelo dell’Agnello molte parti che sono
chiare e preziosissime…" (1 Nefi 13 :26).
Per ultimo, uno degli scopi primari del
LdM , come definito nella sua stessa prefazione è:
"..Ed anche per convincere Ebrei e
Gentili che Gesù e il Cristo…"
ERMENEUTICA EBRAICA NEL LIBRO DI MORMON
Indice degli argomenti:
Il linguaggio nel Libro di Mormon
Gematria e Sacre Scritture
Il sacro nome di Dio nel Libro di
Mormon e interpretazione Kabbalistica del tetragramma YHVH
Shavuot e Abinai (in preparazione)
altre pagine……
IL LINGUAGGIO NEL LIBRO DI MORMON
Il LdM venne prima scritto in lingua
ebraica, ma usando caratteri Egiziani. Molti non hanno ben
compreso le parole introduttive del LdM :
"Si, faccio una storia nella lingua di
mio padre, che consiste nel sapere dei Giudei e del
linguaggio degli Egiziani" (1 Nefi 1 :2)
Queste parole sono state fraintese per
indicare che il LdM non era scritto in Ebraico, ma in
Egiziano. Comunque più avanti nel LdM leggiamo :
"Ed ora ecco, abbiamo scritto questa
storia secondo le nostre conoscenze, nei caratteri che fra
noi sono chiamati egiziano riformato, che ci sono stati
tramandati e che abbiamo alterato secondo il nostro modo
di parlare.
E se le nostre tavole fossero state
abbastanza grandi, avremmo scritto in ebraico, ma
l’ebraico è stato pure alterato da noi ; e se avessimo
potuto scrivere in ebraico, ecco, non avreste avuto
nessuna imperfezione nella nostra storia .
Ma il Signore conosce le cose che
abbiamo scritto, ed anche che nessun altro popolo conosce
la nostra lingua ; e per il fatto che nessun altro popolo
conosce la nostra lingua , egli ha preparato dunque i
mezzi per interpretarla." (Moroni 9 :32-34)
Da questo passo risulta chiaro che
"il linguaggio degli Egiziani" in 1 Nefi 1 :2 è
riferito "ai caratteri che sono fra noi chiamati Egiziano
Riformato" (Mormon 9 :32). In questo passo è chiaro che il
libro venne scritto in ciò che è chiamato "nostra
lingua", che sembra essere un dialetto ebraico. Questo
ci fa pensare che il LdM venne scritto in Ebraico, usando
caratteri Egiziani riformati
Questo è anche verificato da una
dichiarazione fatta dal Joseph Smith sulle tavole del LdM :
Il frontespizio del LdM è la traduzione
letterale del lato sinistro, ultimo foglio, della raccolta
degli annali o libro delle tavole, che conteneva gli
scritti che sono stati tradotti, il linguaggio dei quali
era lo stesso di tutti gli scritti ebraici in generale…
In aggiunta alla dichiarazione del
profeta Joseph Smith, vi sono un numero di evidenze
interne dell’origine ebraica del LdM . Queste includono
molte forme grammaticali semitiche e idiomi.
GEMATRIA NELLE SACRE SCRITTURE
Nei primi due versetti del LdM Nefi ci
dice come ha composto il suo lavoro:
1. Io, Nefi, essendo
nato da buoni genitori ho dunque ricevuto qualche
istruzione in tutto
il sapere di mio padre…..faccio
dunque una storia delle mie azioni nei miei giorni.
2. Si, faccio una
storia nella lingua di mio padre che consiste del sapere
dei Giudei
Mi chiedo; in cosa consiste esattamente
il sapere dei Giudei? Considerando l’estensione degli
scritti talmudici, possiamo comprendere in parte cosa si
intende per sapere dei Giudei. La Kabbalah esoterica , e i
suoi vari sistemi interpretativi può essere considerata
come una testimonianza di cosa intendeva Nefi per sapere
dei Giudei. Fintanto che i Mormoni non si volgeranno allo
stesso sapere dei Giudei che è la struttura di base del
LdM, non potranno mai comprendere i tesori che stanno di
fronte a loro. L’invito è di aprire una discussione sulla
tradizione Kabbalistica di Nefi, come del profeta Joseph
Smith Jun.
Il Profeta Joseph Smith rinumerò i
versetti della Bibbia nel suo lavoro di revisione della
stessa. Il primo ed evidente cambiamento fu l’inclusione
dell’ultimo versetto del cap. 23 di Matteo nel cap.24 . Se
la posizione del versetto era senza significato, perchè
porsi il problema di sfidare l’intera Cristianità con
l’audace dichiarazione che il versetto appartiene al cap.
24. Per comprendere bene il perchè di questo cambiamento
dobbiamo essere introdotti alla GEMATRIA.
Gematria è una parola di origini
aramaiche, connessa con la GEMARA, una delle principali
divisioni del Talmud. La Gemara è essenzialmente un
commento alla Mishna, l’altra divisione del Talmud,
consistente del testo della legge orale. Gematria è lo
studio del valore numerico delle lettere ebraiche e per
estensione, della scrittura ebraica. In Ebraico ogni
lettera ha uno specifico valore numerico, nota musicale,
colore, associazione planetaria, simbolo zodiacale,
direzione nello spazio, intelligenza ed elemento chimico.
Se una scrittura è vera, deve corrispondere a questi
elementi i quali ci riveleranno la natura della scrittura.
Per esempio, il verso 1 deve avere
valore numerico 1, addizionando insieme il valore numerico
delle lettere che lo compongono e così il verso 2 deve
essere addizionato fino alla fine per darci il numero 2
ecc….Questo è estremamente cruciale nel testo ebraico in
quanto non vi erano punti, nè virgole, nè divisioni in
versetti o vocali. Ancora , ogni posizione del versetto
all’interno di uno specifico capitolo ha un significato
numerico. Il numero 4, per esempio, e la porta, o la via
di entrata attraverso la quale accedere ad una conoscenza
superiore. Adoperare male la porta portava ad una errata
traduzione ed errata comprensione. Bisognava sapere come
utilizzare la porta in modo tale da raggiungere una più
alta e nascosta conoscenza delle scritture.
Lo spostamento del versetto 39 nel cap.
24 di Matteo come versetto 1 ha l’effetto di spostare il
versetto 3 nella posizione del versetto 4 di Matteo. Senza
questo spostamento nessuno avrebbe accesso alla porta e di
conseguenza non accedere alla conoscenza dell’applicazione
del capitolo. Joseph Smith era il primo Cristiano dall’era
apostolica capace di comprendere il versetto 24 di Matteo.
Ora vediamo alcune applicazioni della
Gematria alle scritture:
1. IL CAMBIAMENTO DEL NOME DI ABRAMO E
SARAI
Per esempio in Genesi 17:5-15, il nome
di Abramo venne cambiato in Abrahamo e il nome di Sarai
venne cambiato in Sarah. Ciò è avvenuto asportando la
lettera Yud (i) dal nome di Sarai. In ebraico yud=10 ,
così Dio divise la Yud in due ottenendo due 5. In ebraico
il numero 5 è il valore della He, abbiamo quindi il
cambiamento da Abramo in Abrahamo e da Sarai in Sarah. La
He ha come significato il soffio di vita e nel nostro caso
Abramo ottenne la promessa che la sua progenie sarebbe
stata numerosa come la rena del mare.
2. UN VERSETTO APPARENTEMENTE PRIVO DI
SIGNIFICATO
Un altro interessante esempio su di un
versetto di per sè privo di significato: 1 Nefi 2:15
15. E mio padre dimorava in una
tenda.
Troppo banale, scontato. Ma perchè Nefi,
conscio della limitatezza del tempo e dello spazio sulle
tavole include un sì vacuo versetto?
Esaminandolo usando la Gematria abbiamo
che:
"E" in ebraico Vav =6
rappresenta un Chiodo, o il Chiodo nel Posto Sicuro
"Padre" cioè AB, Aleph e Baith.
Aleph, valore numerico 0 o 1, il respiro vitale, la venuta
all’esistenza e l’unità. Bayth, valore numerico 2
rappresenta la dualità, la vita e la morte. Il valore
numerico di Padre è quindi 3
"Mio" viene espresso con un
suffisso pronominale di possesso, una Yud valore 10 e
rappresenta un pilastro di fuoco.
"Dimorava" le lettere sono Yud,
Shin, Bayth; Yud = 10, Shin=300, rappresenta l’elemento
fuoco, come la presenza dello Spirito. Rauch Eloheim è la
traduzione Ebraica di Spirito di Dio. Bayth= 2. Valore
totale 312
"Tenda" in Ebraico Aleph, Hey,
Lamed. Aleph, in questo caso il valore è 0, una Aleph
scura, o l’essere spiritule che diviene fisico. Hey=5
rappresenta la facoltà della visione, specialmente la
visione spirituale. Lamed =30 e rappresenta lavoro e
azione (fede). Valore totale 35
Totale valore del versetto = 366
Il 366 rappresenta un ciclo completo.
Un anno è di 365,242 giorni. Il transito del sole attorno
ecclittica è di 365,242 anni. Enoch dimorò in Sion 365,242
anni (365 anni, 88 giorni, 9 ore, in accordo con antichi
testi). Fu il profeta Joseph Smith a rivelare che questo
fu il numero di anni che Enoch dimorò in Sion.
La differenza fra Enoch e il suo popolo
e la legge della consacrazione e le genti del LdM e le
loro alleanze fu che Enoch mantenne l’alleanza per un
ciclo completo, in contrasto con i popoli del LdM che la
mantennero per 200 anni. La Chiesa in Kirtland mantenne la
legge della consacrazione per soli 2 anni, e noi
giudichiamo i Nefiti per essere caduti.
E’ interssante notare che la Grande
Piramide d’Egitto ha una base di 365.242 cubiti e il
caledario Maya, basato sul ciclo solare è l’unico
calendario mai compilato dall’uomo che non necessitava di
aggiustamento.
In termini kabbalistici la tenda
rappresenta il tabernacolo della madre.In altre parole
Lehi dimorava in seno al tabernacolo della mano sinistra(o
colonna) di Dio. Un altro modo per affermare che Lehi era
un veggente. La base della colonna sinistra è il luogo
della ricezione dello spirito di profezia. Lehi era in
costante ricezione della profezia grazie allo Spirito
Santo. Fu per questo che egli fu in grado di prevedere la
caduta di Gerusalemme e fuggire nel deserto. Nefi nel fare
questa dichiarazione stava solo affermando che conosceva
bene la fonte della conoscenza del padre.
ALTRI ESEMPI DEL "SAPERE DEI GIUDEI";
3. IN PRINCIPIO DIO…..
"In principio Dio creò i cieli e la
terra….". Joseph Smith nel sermone di King Follet ci dà
un’altra versione di questo versetto iniziale della
Genesi. In Ebraico si legge:
Berosheit barau Eloheim ha shaumahyeem
ha eretz
In Ebraico sarebbe, leggendo da destra
a sinistra:(finale)Mim Yud Hey Lamed Aleph Aleph Resh
Bayth Tav Yud Shin Aleph ReshBayth (finale) Tsade Resh
Aleph Hey Tav Aleph Vav (finale)Mim Yud Mim Shin Hey Tav
Aleph
Joseph ci dà la seguente
interpretazione: "Il Capo degli Dei chiamò gli Dei e
sedette in consiglio per fare i cieli e la terra". Da
notare il fatto che Joseph ruppe le parole nelle lettere
Ebraiche per ottenere una migliore comprensione.
Un Ebreo kabbalista, leggendo questo in
ebraico, e notando l’improbabile traduzione (In principio
Dio creò i cieli e la terra) comprenderebbe bene che la
traduzione è sbagliata. Semplicemente perchè il valore
numerico delle lettere del versetto 1 non si addiziona
fino ad 1. Abbiamo infatti
2+200+1+300+10+400+2+200+1+1+30+5+10+40+400+1+5+300+40+1+40+6+1+400+5+1+200+90=2701
senza contare le lettere finali 2701=10=1. Ma la scrittura
contiene 3 lettere finali che hanno valore diverso dalle
regolari lettere. In forma finale Mim=600, Tsade=900.
Netta differenza di 1930 che porta il totale a 4361 che
non si addiziona fino ad 1. Infatti il valore totale delle
lettere è 4361=14=5 . Pertanto fino a che la traduzione
non si addiziona fino ad 1 non avremo mai la traduzione
corretta, essendo questo il versetto numero 1. Dovendo
ricercare un’altra traduzione e traducendo Eloheim con il
Tetragramma HVHY (Yud, Hey, Vav, Hey), l’ineffabile o il
nome nascosto, giungiamo al valore di 4015, cioè 10,
quindi 1. Il Kabbalista ora sa che è giunto ad una
corretta traduzione.
Joseph Smith affermò che questo
versetto avrebbe dovuto iniziare con una Resh e non con
una Bayth e che Sheit costituiva solo una terminazione
grammaticale. Facendo questo cambiamento e aggiungendo il
valore delle lettere finali otteniamo 3412=10=1. Questo ci
permette di giungere ad una corretta traduzione
utilizzando il nome Eloheim. Possiamo anche notare che
l’aggiunta della lettera Bayth ha l’effetto di velare
l’intera scrittura e per rompere questo velo bisogna
conoscere la Gematria delle singole lettere , o usando le
parole di Nefi, "la conoscenza dei Giudei".
ELISEO, UN UOMO CALVO ?
Un’altra incoerente scrittura la
troviamo nel Vecchio Testamento e tentiamo di spiegarla
senza utilizzare la Gematria delle lettere e dei versetti;
II Re 2:23-24:
Per una miglior comprensione di questo
versetto è indispensabile la conoscenza della Kabbala.
Poi di là Eliseo salì a Beth-el;
e come salì per la via, usciron dalla città dei piccoli
ragazzi, i quali lo beffeggiavano dicendo: Sali, calvo!
Sali calvo! Egli si voltò, li vide e li maledisse nel
nome dell’Eterno; e due orse uscirono dal bosco, che
sbranarono 42 di quei ragazzi.
Questa scrittura è un’enigma per la
maggioranza della Cristianità e molti Cristiani hanno un
concetto sbagliato di Eliseo per la sua crudeltà.
Eliseo stava andando a Beth-el o quella
che noi oggi chiamiamo "La città di Dio". Per fare ciò
egli stava salendo per la via centrale o facendo una
trasposizione Kabbalistica stava andando a Dio per la via
mediana o colonna mediana dell’albero della vita, cioè la
via che passa per il mondo in cui regna lo Spirito Santo,
Iesod, poi il mondo in cui regna Gesu’ Cristo, Tipheret,
ed infine Kether, la corona o il regno di Dio. Infatti
egli era salito passando attraverso i mondi degli dei
decaduti. I bambini rappresentano i pregiudizi e
l’ignoranza degli dei decaduti che rinfacciavano a Eliseo
l’eredità sacerdotale ricevuta da Elia, chiamandolo calvo.
Kabbalisticamente, una delle frustrazioni degli dei
decaduti era l’impossibilità di avere una discendenza
capace di ricevere lo spirito, rappresentato dai capelli
della testa da cui si deduce il perchè i capelli di una
donna sono considerati come la sua gloria o la sua
calvizie l’incapacità di generare figli o di avere una
eredità. Allora abbiamo i figli di dei decaduti che
deridono alla vera eredità (il Sacerdozio) che era stato
capace di avere una discendenza. I pregiudizi e
l’ignoranza sono la causa di una deviazione di una salita
verso la Divinità, così come Cristo accusò i Farisei in
Matteo 23:13. Eliseo li maledì nel nome di Dio (YHVH). I
due orsi rappresentano l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore o i
cancelli del nostro sistema solare. Gli dei vicino a
questi cancelli obbedirono alla voce di YHVH come
pronunciata mediante il Sacerdozio dalla bocca del Profeta
Eliseo. Esse sbranarono 40 (Nettuno, o gli dei del mondo
sotterraneo) + 2 (i primi due passi dell’ascensione Malkut
e Yesod controllate dai falsi dei). Il 4 rappresenta anche
la Porta verso l’eternità, e il 2 rappresenta Bayth, o
l’occhio del cammello, che significa la Legge. In altre
parole Eliseo maledì gli dei decaduti, togliendo loro ogni
potere di interferire nella ascesa a Dio, prese la Legge,
la Porta e …4+2=6 , vav, il Chiodo nel Posto Sicuro.
In effetti, Eliseo riallineò il sistema
solare con l’universo mettendo la Legge e la Porta
indietro con il Chiodo nel Posto Sicuro così che l’uomo
potesse fare la sua ascensione verso l’eternità.
ALTRI ESEMPI DI GEMATRIA NEL LIBRO DI
MORMON
In 3 Nefi 11:3-7 la parola "voce"
appare 8 volte, la parola "udivano" 3 volte e la parola
"compresero" 1 volta; 8+3+1=12 e il dodici è il numero
associato con i testimoni (i dodici apostoli o discepoli e
i dodici patriarchi). La gematria di "voce" (Ebraico: Kol)
è 136. Se aggiungiamo al 136 l’ 8, cioè le volte che la
voce venne udita abbiamo 144. Questo numero, che è il
quadrato di 12, è associato a sua volta alla
testimonianza, come affermato per i 144.000 nel libro
dell’Apocalisse. Se dividiamo il 144 per le 8 volte in cui
la voce si fece udire otteniamo 18 che è il valore della
parola "vita" (khai).
Altri esempi di Gematria nel LdM sono
in Alma 33:17-20 e Hel. 8:13-15 dove il serpente che Mosè
innalzò sopra un’antenna in Num.21:6-9 è interpretato come
la figura del Messia. La gematria di serpente, nakhash è
358, che è anche la gematria di Messia.
IL SACRO NOME DI DIO NEL LIBRO DI
MORMON E INTERPRETAZIONE KABBALISTICA DEL TETRAGRAMMA
Molti lettori del Libro di Mormon
sarebbero sorpresi di apprendere che il Sacro nome YHVH,
ha una grande importanza nel Libro di Mormon.
Nella versione della Bibbia di Re
Giacomo il Sacro nome YHVH fu tradotto come Signore. Là
dove gli Ebrei leggevano YHVH la versione di Re Giacomo
riportava "Signore Dio". Il sacro nome appare solo 4 volte
nella versione di Re Giacomo (Esodo 6:3; Salmi 83:18;
Isaia 12:2 e 26:4) come Jehovah. Similmente il Libro di
Mormon contiene il nome di Dio nella sua forma Jehovah
solo 2 volte, cioè in 2 Nefi 22:2 e Moroni 10:34.
Che i popoli del Libro di Mormon
conoscessero il Sacro Nome Jehovah è attestato dalla
conoscenza di questo nome fra gli Indiani Americani. Il
pantheon di divinità dei Navajo includeo un Dio barbuto
chiamato Jehovah (vedi In Search of Historic Jesus di Lee
Roddy e Charles E. Sellier Jr. 1962; pg 162) e una canzone
popolare religiosa contiene il divino nome come Yoh Heh
Wah (The Great Migration di J. Fitzgerald Lee: 1932 pg.
36.)
