Dottrina Il Mondo Degli Spiriti


IL MONDO DEGLI SPIRITI, LA NOSTRA PROSSIMA DIMORA


di  Dale C. MOURITSEN

In numerose
occasioni ho ascoltato persone parlare su ciÚ che ci
aspetta dopo la morte. Quasi sempre ho visto l’espressione
di due sentimenti contrastanti: il grande desiderio di
conoscere meglio il mondo degli spiriti nel quale andremo
dopo la nostra esistenza terrena, e l’atteggiamento di
scusa che accompagna ogni domanda, come se il mondo degli
spiriti fosse un argomento che non dovremmo discutere.
 


A mio avviso, Ë certamente giusto usare qualche cautela
nella discussione di un argomento sacro, particolarmente
perchÈ nella nostra societ‡ contemporanea, abbondano
ìinformazioniî sul mondo degli spiriti in forma di storie
di fantasmi, satanismo ed altre espressioni di dubbia
natura. Tuttavia, il desiderio di sapere Ë in se stesso un
fattore positivo.
 


I nostri cari defunti dimorano in quel mondo e noi presto
ci uniremo a loro. E’ un argomento sano e santo che deve
essere discusso appropriatamente. Inoltre, il profeta
Joseph Smith dichiarÚ che i Santi devono studiare lo scopo
della vita e della morte; in effetti, essi devono
studiarlo ìpi˘ di qualsiasi altro argomento – e studiarlo
giorno e notteî. Egli dichiarÚ che, ìse abbiamo il diritto
di chiedere una cosa al Padre celeste, Ë proprio la
conoscenza di questo importante argomentoî.
 


Pertanto, abbiamo il diritto di conoscere la vera natura
della nostra esistenza. Abbiamo anche la responsabilit‡ di
studiarla a fondo, poichÈ pi˘ siamo coscienti del fatto
che il mondo degli spiriti Ë un’estensione estremamente
reale della nostra esistenza mortale, e meno saremo
soggetti ad ancorare i nostri desideri ai tesori di questo
mondo.
 


Una delle storie pi˘ belle del nostro retaggio, un
episodio della vita del presidente Heber J. Grant,
illustra chiaramente che una testimonianza del giusto
rapporto tra la vita, la morte ed il mondo degli spiriti
puÚ confortarci in tempi di dolore, puÚ aiutarci a
comprendere i propositi di Dio ed insegnarci la vera
natura della nostra esistenza.
 


Il presidente Grant scrisse:


ìHo avuto soltanto due figli maschi. Uno di essi morÏ
quando aveva appena cinque anni; l’altro, non ancora
sette. Il secondo morÏ a causa di un’infezione all’anca.
Avevo fatto grandi progetti su di lui; avevo pensato che
sarebbe vissuto per propagare il Vangelo in patria ed
all’estero per portarmi tanto onore.


Circa un’ora prima che morisse, ebbi un sogno in cui sua
madre, gi‡ defunta, era venuta a prenderlo, accompagnata
da un messaggero al quale ordinÚ di portare via il bambino
mentre io dormivo. Nel sogno, mi svegliai, afferrai mio
figlio, lottai disperatamente per trattenerlo ed alla fine
ebbi successo nell’allontanarlo dal messaggero venuto a
prenderlo., ma nel tafferuglio, inciampai e caddi su di
lui.


Sognai che ero caduto sulla sua anca colpita dal male; le
terribili grida di angoscia e di dolore del bambino quasi
mi facevano diventare pazzo. Non potei resistere, saltai
in piedi, corsi fuori di casa per non essere testimone del
suo dolore. Sempre nel sogno, dopo essere uscito di casa,
incontrai il fratello Joseph E. Taylor, al quale riferii
tutto l’episodio.


Egli disse: ëHeber, tu sai che cosa farei se mia moglie
venisse a prendere uno dei suoi figli: Non mi opporrei ai
suoi desideri! Non le impedirei di portarsi via il
bambino! Una madre fedele, passata dall’altra parte del
velo, certamente conosce le sofferenze e le angosce che
suo figlio dovr‡ sopportare. Per questo motivo, ella sa se
Ë meglio che a questo figlio si debba insegnare a vivere
per sempre in uno stato di menomazione o se invece Ë pi˘
saggio che egli sia liberato dalle torture della vita: e,
quando ci pensi, fratello Grant, la madre, che Ë scesa tra
le ombre dei morti per dare la vita a questo figlio, Ë
proprio la persona che deve avere il diritto di scegliere
se lasciarlo sulla terra o chiamarlo a seí.


Io risposi: ëCredo che tu abbia ragione, fratello Taylor.
Se dovesse venire di nuovo, lascerÚ che porti via mio
figlio senza muovere alcuna protestaí.


A questo punto fui svegliato da mio fratello, B. F. Grant
che quella sera dormiva da noi per aiutarmi a vegliare il
bambino ammalato. Mi portÚ nell’altra stanza e disse che
mio figlio stava morendo. Allora andai nel soggiorno e mi
misi a sedere. Tra me e la mia seconda moglie c’era una
sedia vuota, ed in quella sedia sentivo la presenza della
madre di mio figlio.


Non dissi a nessuno ciÚ che sentivo, ma mi voltai verso la
mia seconda moglie e le chiesi: ëSenti qualcosa di
strano?í


 Ella rispose: ëSi. Sono sicura che la madre di Heber
siede qui tra noi due, in attesa di portare con se suo
figlioí.


Ritengo di essere per natura una persona facile alla
commozione. Sono figlio unico e sono stato allevato
nell’affetto che soltanto la madre di un figlio unico puÚ
riversare sulla sua creatura. Non riesco a non versare
lacrime per i miei amici: lacrime di gioia per i loro
successi e lacrime di dolore per i loro rovesci. Eppure,
io vi dico che, senza versare una lacrima, sedetti accanto
al letto di mio figlio e lo vidi morire.


In quell’occasione io, la mia seconda moglie e mio
fratello sentimmo nella nostra casa un’influenza dolce,
piacevole e celeste pi˘ forte che in qualsiasi altraî. 


Secondo la dottrina dei Santi degli Ultimi Giorni, il
mondo degli spiriti Ë il luogo in cui risiedono tutti
coloro che sono morti e che si trovano in attesa della
resurrezione che vedr‡ l’unione perpetua del corpo e dello
spirito.


Pertanto, non Ë il luogo in cui dimorano Dio Padre, Ges˘
Cristo e gli altri esseri risorti.


Piuttosto, si tratta di una condizione intermedia in cui
vivono gli uomini in attesa della resurrezione – una sfera
tangibile in cui i copri disincarnati vivono insieme, ma
in situazioni diverse, secondo i meriti acquisiti durante
la vita mortale.


Parlando di queste condizioni, Alma dice a suo figlio
Corianton: 

  • 11.ìÖ mi Ë stato reso noto da un angelo che gli
    spiriti di tutti gli uomini, appena hanno lasciato questo
    corpo mortale, Ö siano essi buoni o cattivi, sono
    ricondotti a quel Dio che diede loro la vitaî. (Alma
    40:11).
     


CiÚ non significa che essi siano portati letteralmente
alla presenza di Dio o nel pianeta in cui Egli risiede ma,
piuttosto, nel mondo degli spiriti.


Alma continua:  


  • 12.
    ìÖ gli spiriti di coloro che sono giusti saranno
    ricevuti in una condizione di felicit‡, che Ë chiamata
    paradiso, una condizione di riposo, una condizione di
    pace, dove si riposeranno da tutte le loro afflizioni, da
    tutte le preoccupazioni e doloriî. (Alma 40:12). 


Poco prima della sua morte, Moroni previde il suo ingresso
in questa stessa benedetta condizione nel mondo degli
spiriti:  


  • 34.ìÖ AndrÚ presto a riposare nel paradiso di Dio,
    fino a che il mio spirito e il mio corpo si riuniranno di
    nuovo, e io sarÚ portato trionfante attraverso l’aria, per
    incontrarvi dinanzi alla piacevole sbarra del grande
    Geova, il giudice eterno sia dei vivi che dei mortiî.
    (Moroni 10:34). 


Ma non tutti gli uomini avranno diritto al riposo ed al
paradiso. Alma chiarisce:  


  • 13. ìÖ gli spiriti dei malvagi, si, che sono cattivi
    ñ poichÈ ecco, essi non hanno nÈ parte nÈ porzione alcuna
    dello Spirito del Signore, poichÈ ecco, essi scelsero le
    opere del male piuttosto che del bene:  perciÚ lo spirito
    del diavolo entrÚ in loro, e prese possesso della loro
    casa ñ e questi saranno scacciati nelle tenebre di fuori;
    l‡ vi saranno pianti, lamenti e stridor di denti, e ciÚ a
    causa delle loro iniquit‡, essendo condotti prigionieri
    dalla volont‡ del diavoloî. (Alma 40:13). 


Proprio come il paradiso non Ë la dimora eterna dei
giusti, líinferno del mondo degli spiriti non Ë la dimora
eterna dei malvagi. Riferendo sulla sua visione del mondo
celeste, il profeta Joseph Smith, scrisse:  


  • 85. ìQuesti sono coloro che non saranno redenti dai
    lacci del diavolo fino all’ultima resurrezione, fino a che
    il Signore, sÏ, Cristo l’Agnello, non avr‡ terminato la
    Sua operaî.


  • 106. ìQuesti sono coloro che sono gettati in inferno e
    subiscono l’ira di Dio Onnipotente fino alla pienezza dei
    tempi, quando Cristo avr‡ soggiogato tutti i nemici sotto
    i suoi piedi, ed avr‡ completato la sua operaî. (DeA
    76:85,106) 


Dallí Apocalisse leggiamo: 


  • 13.ìE il mare rese i morti che erano in esso; e la
    morte e líAdes resero i loro morti, ed essi furon
    giudicati, ciascuno secondo le sue opereî. (Apocalisse
    20:13). 


L’inferno del mondo degli spiriti terminer‡ quando tutti
gli uomini saranno risorti. Grazie all’espiazione di
Cristo, gli uomini godono di una liberazione generale: 


  • 6. ìPoichÈ, come la morte Ë venuta a tutti gli uomini
    per adempiere il piano misericordioso del grande creatore,
    Ë necessario che vi sia un potere di risurrezione, e la
    risurrezione Ë necessaria che venga allíuomo a causa della
    Caduta, e la Caduta venne a causa della trasgressione; e
    poichÈ líuomo divenne decaduto, essi furono recisi dalla
    presenza del Signore.


  • 7. Pertanto Ë necessario che via sia uníespiazione
    infinita ñ e se non fosse una espiazione infinita, questa
    corruzione non potrebbe rivestirsi di incorruttibilit‡.
    Pertanto il primo giudizio che cadde sullíuomo avrebbe
    dovuto necessariamente restare per un tempo infinito. E se
    cosÏ fosse, questa carne avrebbe dovuto giacere per
    marcire e decomporsi nella madre terra, per non risorgere
    mai pi˘.


  • 8. Oh, la saggezza di Dio, la sua misericordia e la
    sua grazia! PoichÈ ecco, se la carne non risuscitasse pi˘,
    il nostro spirito dovrebbe divenire soggetto a
    quellíangelo che cadde dalla presenza dellíeterno Iddio, e
    divenne il diavolo, per non risorgere mai pi˘.


  • 9. E il nostro spirito avrebbe dovuto divenire come
    lui, e noi divenire diavoli, angeli di un diavolo, per
    essere esclusi dalla presenza del nostro Dio, e per
    rimanere con il padre delle menzogne, nellíinfelicit‡,
    come lui stesso; con quellíessere che ingannÚ i nostri
    primi genitori, che si trasforma quasi in un angelo di
    luce e istiga i figliuoli degli uomini verso associazioni
    segrete di omicidio e ogni sorta di tenebrose opere
    segrete.


  • 10.Oh, comíË grande la bont‡ del nostro Dio, che ci
    prepara una via per sfuggire alla stretta di
    questíorribile mostro; sÏ, quel mostro, morte e inferno,
    che io chiamo la morte del corpo, e anche la morte dello
    spirito.


  • 11. E grazie alla via di liberazione del nostro Dio, il
    Santo díIsraele, questa morte di cui ho parlato, che Ë
    quella temporale, restituir‡ i suoi morti; la quale morte
    Ë la tomba.


  • 12. E questa morte di cui ho parlato, che Ë la morte
    spirituale, restituir‡ i suoi morti; la qual morte
    spirituale Ë líinferno; pertanto, la morte e líinferno
    debbono restituire i loro morti, e líinferno deve
    restituire i suoi spiriti prigionieri e la tomba deve
    restituire i suoi corpi prigionieri, e il corpo e lo
    spirito degli uomini saranno ricongiunti líun líaltro; e
    ciÚ sar‡ per il potere di risurrezione del Santo
    díIsraeleî (2 Nefi 9:6-12). 


Coloro che rimangono ìancora immondiî (i figli di
perdizione) rimarranno all’inferno, ma questo inferno sar‡
un luogo distinto dall’inferno del mondo degli spiriti: 


  • 43. ìIl quale glorifica il Padre, e salva tutte le
    opere delle sue mani, eccetto quei figli di perdizione che
    rinnegano il Figlio dopo che il Padre lo ha rivelato.


  • 44. Pertanto, egli salva tutti eccetto questi ñ essi se
    ne andranno in punizione perpetua, che Ë punizione
    infinita, che Ë punizione eterna, per regnare col diavolo
    e i suoi angeli in eterno, dove il loro verme non muore e
    il fuoco non si estingue, il che Ë il loro tormento ñ


  • 45. E nessun uomo conosce la loro fine, nÈ il loro
    luogo, nÈ il loro tormento.


  • 46. NÈ fu mai rivelato, nÈ lo Ë, nÈ sar‡ mai rivelato
    allíuomo, eccetto a coloro che ne sono resi partecipi;


  • 47. Nondimeno, io, il Signore, li mostro in visione a
    molti, ma li nascondo di nuovo immediatamente.


  • 48. Pertanto essi non ne comprendono la fine,
    líampiezza, líaltezza, la profondit‡ e líinfelicit‡, nÈ lo
    puÚ alcun uomo, eccetto coloro che sono ordinati a questa
    condanna.


  • 49. E noi udimmo una voce che diceva: Scrivi la
    visione, poichÈ, questa Ë la fine della visione delle
    sofferenze degli empi. (DeA 76:43-49). 


Dopo la resurrezione dei figli di perdizione, il mondo
degli spiriti non avr‡ pi˘ abitanti (Bruce R. McConkie,
Mormon Doctrine, pag. 762). 


Pietro parla del mondo degli spiriti come di un ìcarcereî
e, per alcuni, Ë proprio cosÏ : 

  • 18. ìPoichÈ anche Cristo ha sofferto una volta per i
    peccati, egli giusto per glíingiusti, per condurci a Dio;
    essendo stato messo a morte quanto alla carne , ma
    vivificato quanto allo spirito;


  • 19. e in esso andÚ anche a predicare agli spiriti
    ritenuti in carcere,


  • 20. i quali un tempo furon ribelli, quando la pazienza
    di Dio aspettava, ai giorni di NoË, mentre si preparava
    líarca; nella quale poche anime, cioË otto, furon salvate
    tra mezzo allíacqua. (1 Pietro 3:18-20) 


  • 6. ìPoichÈ per questo Ë stato annunziato líEvangelo
    anche ai morti; onde fossero bensÏ giudicati secondo gli
    uomini quanto alla carne, ma vivessero secondo dio quanto
    allo spiritoî. (1 Pietro 4:6) 


Tuttavia, questi luogo Ë principalmente di apprendimento e
di attesa, non di sofferenza. L‡ coloro che nella
mortalit‡ non hanno avuto l’opportunit‡ di ricevere il
Vangelo e coloro che almeno in parte l’hanno avuta ma
l’hanno rifiutata,  verranno debitamente istruiti. 


Nel 1893 il presidente Lorenzo Snow, allora presidente del
Quorum dei Dodici, dichiarÚ ad una conferenza generale la
sua ferma fede che ìquando il Vangelo sar‡ predicato agli
spiriti in carcere il successo di tale predicazione sar‡
assai maggiore di quello conseguito dalla predicazione dei
nostri anziani in questa vita. Ritengo che vi saranno
assai pochi spiriti che non riceveranno con gioia il
Vangelo, quando sar‡ portato loro. L‡ le circostanze
saranno mille volte pi˘ favorevoliî. 


In breve, il mondo degli spiriti Ë una dimora temporanea
degli spiriti di tutti gli uomini, siano essi buon o
cattivi.


CosÏ, Joseph Smith potÈ dichiarare che ìi giusti ed i
malvagi vanno tutti nello stesso mondo degli spiriti sino
alla risurrezioneî.  


Eppure, alcuni si sono domandati per quale motivo Ges˘
promise al ladrone morente che, dopo la sua morte, egli si
sarebbe trovato in paradiso con Lui.  


Joseph Smith aggiunge:


ìLa Bibbia parla di paradiso. ma cos’Ë il paradiso? Si
tratta di un termine moderno che non corrisponde affatto
alla parola originale usata da Ges˘. Trovare l’originale
della parola paradiso Ë cosa pi˘ difficile che trovare un
ago in un pagliaio. Abbiamo qui un’arena in cui si possono
cimentare i savi del mondo.


Non c’Ë nulla nel termine greco dell’originale che
significhi paradiso; la versione esatta Ë invece: ëOggi tu
sarai meco nel mondo degli spiriti; l‡ ti istruirÚ e
risponderÚ a tutte le tue domandeí.


E Pietro dice che Ges˘ andÚ a predicare nel mondo degli
spiriti (1 Pietro, capitolo 3, versetto 19), affinchÈ
coloro che avessero accettato il Vangelo avrebbero potuto
far celebrare le ordinanze necessarie da coloro che ancora
vivevano sulla terra, ecc.


L’Ade dei Greci o il Sheol degli Ebrei, significano
entrambi mondo degli spiriti. Ade, Sheol, paradiso,
prigione degli spiriti, ecc., hanno tutti lo stesso
significato: il mondo degli spiritiî. 


Questo chiarimento ci aiuta a comprendere le parole del
Salvatore. Anche le rivelazioni degli ultimi giorni ci
aiutano a comprendere la natura dell’esistenza del mondo
degli spiriti. D’altra parte, gli spiriti sono un’entit‡
tangibile.  


Il presidente Brigham Young, disse:


ìGli spiriti sono tanto familiari con gli spiriti quanto i
corpi lo sono con i corpi; sebbene gli spiriti siano
composti di una materia talmente perfezionata da non
essere tangibile nella nostra rozza materiaî. 


In Dottrina e Alleanze leggiamo:


  • 7. ìNon cíË nulla che sia materia immateriale. Ogni
    spirito Ë materia, ma Ë pi˘ fine o pura, e puÚ essere
    percepito soltanto mediante occhi pi˘ puri.


  • 8. Noi non possiamo vederla; ma quando il nostro corpo
    sar‡ purificato vedremo che tutto Ë materiaî (DeA
    131:7-8) 


Per quanto concerne la sua ubicazione, il profeta Joseph
Smith insegnÚ che il mondo degli spiriti Ë assai vicino a
noi. Durante un sermone funebre, egli dichiarÚ che gli
spiriti dei giusti ìsono esaltati al compimento di
un’opera pi˘ grande e pi˘ gloriosa; pertanto, essi sono
benedetti alla loro partenza per il mondo degli spiriti.
Immersi nel fuoco fiammeggiante, essi non sono lungi da
noiî.  


Una sorella che visitÚ il mondo degli spiriti e fu
richiamata in vita dal presidente Lorenzo Snow raccontÚ:


ìAlcuni chiedevano dei loro amici e dei loro parenti
ancora presenti sulla terra. Tra loro c’era mio cugino.
Egli mi chiese come stessero i suoi genitori e disse che
Io addolorava sapere che alcuni parenti facevano uso di
tabacco, di alcool e di altre cose dannose per la loro
saluteî. 


Invero, i nostri cari defunti sono molto preoccupati per
il nostro benessere e per la nostra felicit‡ e, quando ve
n’Ë necessit‡, possono essere incaricati di portare
messaggi di ammonimento, di rimprovero e di istruzione per
tutti noi.  


Il presidente Young confermÚ che il mondo degli spiriti ìË
su questa terraî. 


In una conferenza generale, il presidente Ezra Taft Benson
dichiarÚ che ìil mondo degli spiriti non Ë lontano.
Qualche volta il velo che divide questa vita dall’aldil‡
diventa molto sottile. l nostri cari che sono passati
dall’altra parte non si trovano lontano da noiî.  


Sembra che il mondo degli spiriti sia incorporato nel
mondo fisico. La terra ha uno spirito, cosi come l’hanno i
nostri corpi fisici. Líanziano Parley P. Pratt scrisse che
il mondo degli spiriti ìsi trova quaggi˘, proprio su
questo pianeta in cui siamo nati; in altre parole, la
terra e gli altri pianeti della sua sfera, oltre alla loro
sfera esteriore, o temporale, hanno una sfera interiore o
sfera spirituale. L’una Ë abitata da tabernacoli
temporali, líaltra, dagli spiriti. Tra una sfera e l’altra
viene tirato un velo per cui tutti gli oggetti della sfera
spirituale sono resi invisibili a coloro che si trovano
nella sfera temporaleî. 


Sembra che nel mondo degli spiriti gli uomini retti siano
organizzati come lo sono quaggi˘: ossia, divisi in
famiglie e quorum. Il Sacerdozio opera l‡ come opera qui.
 


Il presidente Brigham Young dichiarÚ:

ìQuando gli
anziani fedeli che detengono questo Sacerdozio vanno nel
mondo degli spiriti, portano con se Io stesso potere e Io
stesso Sacerdozio che possedevano mentre si trovavano nel
loro tabernacolo mortaleî. 


Cosi, le benedizioni del Sacerdozio sono presenti nel
mondo degli spiriti. Un anziano che passÚ dall’altra parte
del velo, per ritornare poi in vita, parlÚ dell’ordine che
vide col‡:


ìMentre mi trovavo nel mondo degli spiriti, osservai che
la gente era molto occupata; notai che era perfettamente
organizzata per il lavoro che stava svolgendo; mi sembrava
che svolgesse Io stesso lavoro che noi stiamo facendo
quaggi˘ – qualcosa di simile all’andare da un palo
all’altro. Non c’era nulla che mi sembrasse
particolarmente strano; tutto era in effetti naturaleî. 


Quando visitÚ il mondo degli spiriti, l’anziano Rudger
Clawson, gi‡ membro del Consiglio dei Dodici, vide che ìl‡
c’era una guida pronta ad accoglierlo per condurlo in un
vasto edificio in cui si trovavano molte persone, le quali
sembravano tutte estremamente indaffarate; da nessuna
parte c’era segno di ozioî. 


Ma forse non tutti gli abitanti del mondo degli spiriti
sono organizzati in questo modo, poichÈ non tutti hanno
ricevuto le ordinanze necessarie per líesaltazione.  


Il presidente George Albert Smith, dopo aver vissuto
uníesperienza nel mondo degli spiriti, descrisse la parte
di quel mondo da lui vista:


ìUn giorno Ö persi la conoscenza del mio ambiente e mi
sembrÚ di trovarmi dall’altra parte del velo. Mi trovai
con le spalle rivolte verso un lago vasto e bellissimo,
davanti a me avevo un fitto bosco. Non c’era nessuno in
vista, ne barca sul lago, ne altro mezzo visibile che
indicasse com’ero arrivato in quel luogo. Mi resi conto, o
mi sembrÚ di rendermi conto, che avevo finito il mio
lavoro nella mortalit‡ e che ero tornato a casa. Cominciai
a guardarmi attorno per vedere se c’era qualcuno. Non
c’erano segni di altre presenze, ma soltanto alberi grandi
e belli davanti a me ed un lago stupendo alle mie spalle.
Cominciai ad esplorare fa zona e presto trovai un sentiero
che attraversava i boschi, un sentiero che appariva assai
poco usato poichÈ era quasi sommerso dall’erbaî. Il
presidente Smith segui quel sentiero e dopo qualche tempo
incontrÚ suo nonno con il quale conversÚ.  


Sembra che nel mondo degli spiriti non vi siano ne
neonati, ne bambini. Tutti coloro che dimorano l‡
possiedono la statura di uomini e di donne adulti, hanno
lo stesso aspetto che possedevano prima della loro nascita
sulla terra. Se i neonati o i bambini muoiono, i loro
spiriti riassumono immediatamente la statura di adulti,
che mantengono mentre si trovano nel mondo degli spiriti.
Tuttavia, quando riacquistano il corpo nella resurrezione,
naturalmente si levano come bambini per essere allevati da
genitori retti e degni sino al raggiungimento della
maturit‡.


Il presidente Joseph F. Smith spiegÚ cosi questo concetto.


ìGli spiriti dei nostri figli sono immortali gi‡ prima di
venire da noi, e questi spiriti, dopo la morte del corpo,
ritornano ad essere ciÚ che erano prima di venire quaggi˘.
Essi hanno l’aspetto che avrebbero se fossero vissuti
nella carne sino a raggiungere la maturit‡, ossia se fosse
avvenuto Io sviluppo del loro corpo fisico sino alla piena
statura del loro spirito. Se vi dovesse apparire uno dei
vostri bambini morti, ciÚ avverr‡ nella forma che aveva al
momento della morte, ossia nella sua statura di fanciullo;
ma, se vi venisse invece in veste di messaggero, per
rivelarvi importanti verit‡, forse Io farebbe nel modo in
cui Io spirito del figlio morto nella fanciullezza apparve
al vescovo Erward Hunter, nella sua statura di uomo
adulto, rivelandosi al padre con queste parole: ëIo sono
tuo figlioí.

Il vescovo Hunter
non riusciva a capire questa situazione, per questo si
recÚ da mio padre e disse: ëHyrum, che cosa vuol dire
tutto questo? Ho sepolto mio figlio quando era ancora un
bambino; eppure egli mi Ë apparso come un essere maturo,
un giovane dall’aspetto nobile e glorioso, che si
dichiarava di essere mio figlio. Che significato ha questa
apparizione?í Mio padre, il Patriarca Hyrum Smith, gli
disse che lo Spirito di Ges˘ Cristo aveva raggiunto la Sua
piena statura prima di nascere sulla terra; per questo
motivo, anche i nostri figli erano completamente maturi e
possedevano la loro piena statura nello spirito prima di
entrare nella mortalit‡; ossia essi avevano la stessa
statura che possedevano dopo che avranno’ lasciato questo
mondo, e tali ci appariranno dopo la resurrezione, quando
avranno svolto la loro missioneî.
 


Alcuni si preoccupano perchÈ i bambini defunti hanno in
apparenza perduto i privilegi del corteggiamento, del
matrimonio e di altre opportunit‡. Ma le rivelazioni in
merito al mondo degli spiriti ci assicurano che i normali
rapporti che portano al suggellamento eterno costituiscono
una parte attiva di quella vita.  


L’anziano Melvin J. Ballard osservÚ:


ìVoi, madri, non dovete preoccuparvi per i vostri
figlioletti che sono morti. Per loro non si celebrano
suggellamenti. Ho perduto un figlio di sei anni; l’ho
visto nel mondo degli spiriti nella sua piena statura, ed
ho visto come egli aveva esercitato la sua libert‡ di
scelta ed aveva di sua volont‡ scelto una compagna. A
tempo debito, su di lui e su tutti coloro che ne saranno
degni, si riverseranno tutte le benedizioni ed i
suggellamenti della casa del Signore. Non preoccupatevi
per queste cose: essi sono al sicuro, essi stanno bene. Ed
ora, che cosa possiamo dire della condizione delle vostre
figlie che sono morte senza essere state suggellate ad un
uomo? Il potere di suggellamento esister‡ nella Chiesa in
eterno; pertanto, si provveder‡ anche ad esse. Non
possiamo correre pi˘ in fretta di quanto Ë stata stabilito
dal Signore. A tempo debito, esse riceveranno le loro
benedizioni ed i loro privilegi. Nel frattempo esse sono
al sicuroî. 


Nella visione del Regno Celeste, Joseph Smith dice che
ìtutti i bambini che muoiono prima di arrivare all’et‡
della responsabilit‡, sono salvati nel regno celeste del
cieloî. (DeA 137:10) 


Inoltre, il presidente Joseph F. Smith, ci ha lasciato la
seguente spiegazione:

ìJoseph Smith
insegnÚ la dottrina che il neonato che veniva posto nella
tomba si sarebbe levato come tale nella resurrezione; poi,
rivolgendosi alla madre di quel corpo ormai senza vita,
disse: ëTu avrai la gioia, il piacere e la soddisfazione
di nutrire questo bambino dopo la sua resurrezione, sino a
vederlo raggiungere la piena statura del suo spiritoí.

Dopo la
resurrezione dalla morte c’Ë una restaurazione, c’Ë uno
sviluppo, c’Ë una crescita. Io accetto con gioia questa
verit‡, poichÈ essa inonda la mia anima di felicit‡, di
gioia e di gratitudine. Ringrazio il Signore che ci ha
rivelato questi principi".
 


E cosÏ, noi dobbiamo renderci conto, grazie alle parole di
Joseph Smith, che l’unica differenza tra chi muore giovane
e chi muore vecchio Ë che l’uno vive pi˘ a lungo in cielo
(nel mondo degli spiriti), nella luce eterna e nella
gloria dell’altro, e viene liberato un pochino prima da
questo miserevole mondo malvagio. A dispetto di tutta
questa gloria per un momento noi perdiamo di vista i suoi
vantaggi e piangiamo la perdita; ma non Io facciamo come
fanno coloro che invece non hanno speranza.  


Questo non significa che la gente deve essere ansiosa di
lasciare la mortalit‡, ma suggerisce che i genitori, che
hanno perduto i figli, possono essere confortati dalle
verit‡ del Vangelo. Invero, dobbiamo dedicarci con
diligenza al completamento della nostra missione in questa
vita.  


Per esempio, dopo la morte della giovane moglie, Phoebe,
Wilford Woodruff fu ispirato a benedirla ed a rimproverare
il potere della morte. Egli descrive cosÏ l’episodio:


ìLo spirito ritornÚ nel suo corpo e da quel momento ella
fu di nuovo in salute; noi tutti ci inginocchiammo per
lodare il nome di Dio, per esprimere la nostra fiducia in
Lui e dimostrarGli la nostra volont‡ di osservare i Suoi
comandamenti. In seguito, mia moglie disse che il suo
spirito aveva lasciato il corpo, che ella poteva vedere
giacere sul letto, circondato dalle sorelle piangenti.
Ella aveva guardato loro, me ed il suo bambino, ed in quel
momento aveva visto entrare nella stanza due personaggi Ö
Uno di questi messaggeri le disse che poteva scegliere se
andare al suo meritato riposo nel mondo degli spiriti o,
con una condizione, ritornare nel suo tabernacolo per
continuare la sua opera sulla terra. La condizione era
questa: Ella doveva essere disposta a rimanere al fianco
del marito e sopportare insieme a lui, sino alla fine,
tutte le cure, le prove, le tribolazioni e le afflizioni
che la vita le avrebbe imposto per la causa del Vangelo.
Quando ebbe visto la situazione in cui si trovavano il
marito ed il figlio, ella rispose: ëSÏ! Voglio ritornare
nel mio corpo!í. Nel momento in cui prendeva questa
decisione, il potere della fede scese in lei e, quando la
benedii, lo spirito rientrÚ nel suo tabernacoloî. 


La visione che i Santi degli Ultimi Giorni hanno del mondo
degli spiriti rivela che l‡ Ë in corso una vasta opera di
proselitismo; ed Ë proprio in questo mondo che si incentra
il pi˘ stupendo ed ampio programma missionario che la
mente umana possa concepire.  


Il presidente Brigham Young dichiarÚ:

ìConfrontate il
numero degli abitanti della terra che hanno udito il
Vangelo ai nostri giorni con i milioni che non l’hanno mai
udito, con i milioni ai quali non sono mai state
presentate le chiavi della salvezza, e concluderete
immediatamente, come ho fatto io, che nel mondo degli
spiriti c’Ë un’opera possente da compiereî. 


Come si puÚ svolgere questo grande lavoro? Nella visione
della redenzione dei morti del presidente Joseph F. Smith
troviamo alcuni concetti interessanti: 


  • 29. ìE mentre meditavo meravigliato, i miei occhi mi
    furono aperti e la mia comprensione fu vivificata, e mi
    resi conto che il signore non era andato di persona tra i
    malvagi e i disobbedienti che avevano rifiutato la verit‡,
    per istruirli;


  • 30. Ma ecco, di fra i giusti egli organizzÚ le sue
    forze e nominÚ dei messaggeri, rivestiti di potere e di
    autorit‡, e li incaricÚ di andare a portare la luce del
    Vangelo a coloro che erano nelle tenebre, sÏ, a tutti gli
    spiriti degli uomini; e cosÏ il Vangelo fu predicato ai
    morti.


  • 31. E i messaggeri scelti uscirono a proclamare il
    giorno accettevole del Signore e ad annunciare la libert‡
    ai prigionieri che erano legati, sÏ, a tutti coloro che si
    fossero pentiti dei loro peccati e avessero accettato il
    Vangelo.


  • 32. CosÏ il vangelo fu predicato a coloro che erano
    morti nei loro peccati, senza una conoscenza della verit‡,
    oppure in trasgressione avendo rigettato i profeti.


  • 33. A questi venne insegnata la fede in Dio, il
    pentimento dal peccato, il battesimo per procura per la
    remissione dei peccati, il dono dello spirito Santo
    mediante líimposizione delle mani.


  • 34. E tutti gli altri principi del Vangelo che era loro
    necessario conoscere allo scopo di qualificarsi per poter
    essere giudicati secondo gli uomini nella carne, ma per
    vivere secondo Dio nello spirito.


  • 35. E cosÏ fu reso noto tra i morti, sia piccoli che
    grandi, tanto fra gli ingiusti che tra i fedeli, che la
    redenzione era stata operata tramite il sacrificio del
    Figlio di Dio sulla croce.


  • 36. Fu cosÏ reso noto che il nostro Redentore trascorse
    il tempo, durante il suo soggiorno nel mondo degli
    spiriti, istruendo e preparando gli spiriti fedeli dei
    profeti che avevano attestato di lui nella carne;


  • 37. AffinchÈ essi potessero portare il messaggio della
    redenzione a tutti i morti, dai quali egli non poteva
    recarsi personalmente a causa della loro ribellione e
    trasgressione, affinchÈ anchíessi, tramite il ministero
    dei suoi servi, potessero udire le sue paroleî. (DeA
    138:29-37) 


Chi accetter‡ il messaggio di questo divino ministero? La
visione del Regno Celeste di Joseph Smith ci fornisce la
risposta.


PoichÈ si meravigliava per il fatto che suo fratello Alvin
avesse ottenuto un’eredit‡ celeste, pur essendo morto
prima della restaurazione del Vangelo, Joseph udi la voce
del Signore che diceva: 

  • 7. ìÖ Tutti coloro che sono morti senza una conoscenza
    di questo Vangelo, e che l’avrebbero accettato se fosse
    stato permesso loro di rimanere, saranno eredi del regno
    celeste di Dio.


  • 8. Anche tutti coloro che d’ora in avanti moriranno
    senza una conoscenza di esso, e che l’avrebbero accettato
    con tutto il loro cuore, saranno eredi di quel regno;


  • 9. PoichÈ, io, il Signore giudicherÚ tutti gli uomini
    secondo le loro opere, secondo i desideri del loro cuoreî.
    (DeA 137:7-9). 

Eppure, questo
ministero nel mondo degli spiriti non basta per garantire
la salvezza di tutte le anime dei giusti nel mondo degli
spiriti. PerchÈ? PerchÈ per salvare un morto Ë necessario
Io stesso lavoro richiesto per salvare un vivo.
 

Joseph Smith
dichiarÚ che ìle ordinanze istituite nei cieli prima della
fondazione della terra, nel Sacerdozio, per la salvezza
degli uomini, non devono essere alterate o cambiate. Tutti
gli uomini devono essere salvati in base agli stessi
principiî . Ancora lui dichiarÚ che, se un uomo ottiene la
pienezza del Sacerdozio di Dio, deve ottenerla nello
stesso modo in cui l’ottenne Ges˘ Cristo, ossia,
osservando tutti i comandamenti ed obbedendo a tutte le
ordinanze della casa del Signore.
 


Non viene fatta alcuna eccezione per i morti, uomini o
donne che siano. Noi possiamo soltanto svolgere per loro
il lavoro di ordinanza. Essi stessi devono credere,
pentirsi ed obbedire al Vangelo.


Concludendo, il mondo degli spiriti Ë il luogo in cui si
recano gli spiriti disincarnati. E’ una sfera tangibile,
incorporata nella nostra terra, il punto focale di un
massiccio sforzo missionario al quale noi contribuiamo. E’
un mondo che ci Ë pi˘ vicino di quanto possiamo immaginare
e legato a noi dai legami affettuosi che ci uniscono a
tanti parenti defunti
 

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