Membri della Chiesa, in un villaggio, si mettono in affari grazie alla pesca
Era la fine del 2010 e il Presidente del ramo di Kukipi, Rodney Tom, col cappello in mano, era, ancora una volta, in piedi, davanti alla casa del presidente di missione, a Port Moresby, Papua Nuova Guinea. Questa volta, il rifornimento alimentare che il Presidente della Missione, Meliula Fata, gli aveva dato, era durato solo poche settimane.
Il presidente Tom aveva fatto le solite 100 miglia (160 km) di viaggio, molte volte, in precedenza, passando due ore in barca e, poi, almeno altre cinque su un veicolo pubblico a motore (PMV), un camion con tavole, su ogni lato, per far sedere la gente e, di solito, pieno di persone e merci da vendere presso i vari mercati, lungo la strada.
Il motivo era quello di garantire l’approvvigionamento per la sua piccola congregazione, che si trova su un’isola nel delta, nei pressi della foce del fiume Miaru in Kukipi, Moveave, in Papua Nuova Guinea.
In Kukipi le persone vivono al limite della sopravvivenza e le sole colture che possono crescere da quelle parti, sono le banane, l’albero del pane e della manioca. Hanno anche lenze, per i pesci, e raccolgono granchi, dal fango. Durante la stagione secca, possono anche crescere zucche e patate dolci, ma, purtroppo, l’isola è spesso coperta dall’acqua salata, quando ci sono le maree (insolite alte maree, che si verificano nel periodo invernale, intorno alla luna piena) o le inondazioni. Questo ha comportato la non produttività della terra.
I membri avevano bisogno di cibo e il presidente Fata lo aveva spesso erogato, dai depositi della Chiesa, ma questa volta era diverso.
Il Presidente Fata aveva chiamato il presidente del ramo nel suo ufficio, per dirgli: “Non sarò in grado di darvi, di nuovo, qualsiasi cibo vogliate. Non posso continuare a darerifornimenti al tuo popolo, ogni poche settimane. Bisogna che lavoriate, per diventare autosufficienti”.
Il Presidente Fata, poi, venne ispirato a fornire il ramo di tre reti da pesca, così che i membri potessero pescare a sufficienza, per sfamare tutti. Tali reti da pesca sono abbastanza costose e, normalmente, al di là delle possibilità degli abitanti del villaggio.
Il presidente di ramo, Tom, andò via, più ricco di tre reti, e il presidente Fata era sicuro che i problemi del ramo di Kukipi si sarebbero risolti, ma solo sei settimane dopo, il presidente Tom gli riferì che i membri non stavano meglio.
“Perché? Cosa è successo? “chiese il presidente Fata.
Il Presidente Tom rispose che i membri del ramo avevano seguito ciò che era stato fatto, in precedenza, con le altre donazioni, che erano state date a delle persone, e avevano dato le reti a tre individui.
Il Presidente Fata chiamò il presidente di ramo presso l’ufficio della missione, insieme con le reti.
Il presidente Tom disse di sentirsi infelice e si chiedeva come i membri sarebbero mai potuti diventare autosufficienti.
Nell’attività di consulenza con il presidente Fata, tuttavia, decisero di riprovare. Il Presidente Fata istruì il Presidente Tom, dicendogli di riportare le reti, al villaggio, e gli disse che avrebbe comprato altre due reti. Poi, il Presidente Fata scrisse una lettera che il presidente Tom avrebbe letto ai membri, spiegando come sarebbero dovute essere utilizzate le reti.
La lettera istruiva i membri, dicendo che le reti non appartenevano ad alcun individuo. Diede anche i tre punti seguenti, come istruzioni da seguire, per il ramo:
– Usarle per raccogliere cibo per tutti i membri
– Pagare la decima sui proventi
– Aiutare i poveri e i bisognosi
Passarono diversi mesi, ma una mattina il presidente Fata vide di nuovo il presidente Tom, al cancello.
Tom ha detto che il presidente disse: “Oh no! Non dirmi che sei tornato per avere più cibo.”
Il presidente Tom non era tornato per il cibo. Era tornato a comprare altre tre reti, con i soldi che i membri del ramo avevano guadagnato, nel vendere i loro pesci in eccesso.
Il presidente Tom ha, poi, spiegato che il pesce in più aveva permesso gli abitanti del villaggio di comprare le verdure, salvare le scorte e pagare la decima. Il paese aveva così impressionato il dipartimento locale della pesca che, in quel momento, stavano discutendo un progetto per acquistare una barca.
Gli abitanti del villaggio, ora, dicono di credere di poter migliorare la loro qualità della vita e diventare molto più autosufficienti. I membri possono pensare ad altri progetti da realizzare insieme, che miglioreranno la loro autonomia. Tali progetti includono l’affumicare il pesce, in modo che possano venderlo nei mercati lontani e ottenere delle macchine da cucire, che possono essere utilizzata dalle sorelle, per fare vestiti per sé e per la vendita.
Dopo questo successo, il presidente Fata ha raggiunto i rami di altre comunità remote, per insegnare loro il principio dell’autosufficienza. Spera che l’esempio del ramo di Kukipi possa ispirare gli altri a realizzare il principio dell’autonomia, in fretta.
Marion G. Romney (1897-1988), membro della Prima Presidenza, una volta disse: “Molti programmi sono stati creati da individui ben intenzionati ad aiutare chi è nel bisogno. Tuttavia, molti di questi programmi sono progettati con il miope obiettivo di ‘aiutare le persone’ invece che ‘aiutare le persone ad aiutare sè stesse’”(“La natura celeste dell’autosufficienza”, La Stella, Giugno 1984).
Questa storia è un meraviglioso esempio dell’ispirato programma umanitario della Chiesa, di aiutare le persone ad essere autosufficienti. Tuttavia, esso richiede che gli individui coinvolti si impegnino e siano disposti a fare del duro lavoro, se vogliono vederne i frutti.
C’è un detto comune, riguardante un aiuto umanitario efficace: “Se si dà un pesce, ad un uomo, egli vivrà un giorno, ma se gli insegni a pescare, egli vivrà per sempre”.
