Apostasia

APOSTASIA

Nel mio discorso “Fede ed Opere” abbiamo appreso il significato di questa parola, ed il grande dibattito che ha suscitato. Il problema era se la Chiesa Cattolica avesse perso l’autorità o meno.

Ora mi piacerebbe andare più a fondo.

Non posso negare che a Roma vi fosse una chiesa fondata dagli apostoli Pietro e Paolo, ma il problema è di dimostrare se questa chiesa era un piccolo ramo oppure la sede principale come piace ai cattolici.

Certamente la Bibbia ci aiuta a dirimere la questione, per questo voglio lasciar da parte la storia che è sempre pur scritta da uomini e forse anche di parte. Infatti tanto per fare un esempio quando in America si parla della battaglia finale in cui persero la vita il Generale Custer ed i suoi uomini, la storia degli indiani parla di “Una grande vittoria” mentre invece la storia americana la definisce “un orrendo massacro”. Eppure si sta parlando dello stesso fatto. Dato che la Bibbia è la Parola di Dio è facile considerarla neutrale.

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi dei primi giorni fu fondata all’incirca nel periodo che va dal 30 d.c. al 33d.c. Probabilmente quando il Signore chiamò ed ordinò i 12 Apostoli e sicuramente non si chiamava Cattolica. Questa parola fu trovata dopo il primo secolo in una lettera di un seguace di Cristo che “definì” la chiesa Cattolica perché si stava spargendo in ogni dove, infatti la parola cattolica significa “universale”, e quindi quando la chiesa fu istituita da Cristo non poteva avere tale nome perché fu una istituzione locale, Cristo tra l’altro non ha mai avuto la grandezza. Nel suo intimo Egli era il più umile di cuore tra gli uomini.

Tra l’altro la parola “Cattolica” non si trova nella Bibbia intera e quindi si può affermare che questa parola fosse del tutto sconosciuta ai membri della chiesa cristiana.

Dov’era il corpo dirigente dopo la morte di Cristo e dove si riuniva?

Atti 15:1-7

La conferenza di Gerusalemme

Ga 2:1-9; At 14:27

1 Alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli, dicendo: «Se voi non siete circoncisi secondo il rito di Mosè, non potete essere salvati». 2 E siccome Paolo e Barnaba dissentivano e discutevano vivacemente con loro, fu deciso che Paolo, Barnaba e alcuni altri fratelli salissero a Gerusalemme dagli apostoli e anziani per trattare la questione. 3 Essi dunque, accompagnati per un tratto dalla chiesa, attraversarono la Fenicia e la Samaria, raccontando la conversione degli stranieri e suscitando grande gioia in tutti i fratelli. 4 Poi, giunti a Gerusalemme, furono accolti dalla chiesa, dagli apostoli e dagli anziani e riferirono le grandi cose che Dio aveva fatte per mezzo di loro. 5 Ma alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, si alzarono dicendo: «Bisogna circonciderli, e comandar loro di osservare la legge di Mosè».

6 “Allora gli apostoli e gli anziani si riunirono per esaminare la questione. 7 Ed essendone nata una vivace discussione, Pietro si alzò in piedi e disse:

«Fratelli, voi sapete che dall’inizio Dio scelse tra voi me, affinché dalla mia bocca gli stranieri udissero la Parola del vangelo e credessero”.

Qui apprendiamo che Pietro era stato scelto da Dio e vediamo che non faceva il vescovo a Roma, bensì radunava la chiesa a Gerusalemme dagli apostoli agli anziani, quindi da dove nasce l’idea che Pietro era vescovo a Roma e guidava la chiesa da li’?

E’ vero che Pietro andò a Roma, come anche Paolo ma il suo scopo era quello di “affinché dalla mia bocca gli stranieri udissero la Parola del vangelo e credessero.” Di predicare non di amministrare, infatti gli Apostoli (uno che è mandato) sono coloro che sono mandati a predicare il vangelo, mentre i vescovi hanno il compito di ministrare fra i fedeli del posto e sono sempre scelti nel posto.

Inoltre la presenza di Paolo a questo concilio ci fa capire che si è dopo il 50 d.c., infatti Paolo non essendo fra i primi apostoli si convertì sulla via di Damasco alcuni decenni dopo la morte di Cristo, quindi quando la chiesa Cattolica insignisce del titolo di Vescovo, Pietro lo dovrebbe fare, al minimo, dopo questa data. Comunque da questa scrittura abbiamo dimostrato che la sede centrale della chiesa sicuramente, dopo la morte di Cristo era sempre Gerusalemme e non certo Roma come ci vorrebbero far credere.

Andiamo a dare un occhiata al sito Cattolico dove sono esposti i verbali dei concili ed avremo delle interessanti “sorprese”.

Primo Concilio di Nicea

Dal 19 giugno al 25 luglio (?) 325.

Papa Silvestro I (314-335).

Convocato dall’imperatore Costantino.

VI. Della precedenza di alcune sedi, dell’impossibilità di essere ordinato vescovo senza il consenso del metropolita.

In Egitto, nella Libia e nella Pentapoli siano mantenute le antiche consuetudini per cui il vescovo di Alessandria abbia autorità su tutte queste province; anche al vescovo di Roma infatti è riconosciuta una simile autorità. Ugualmente ad Antiochia e nelle altre province siano conservati alle chiese gli antichi privilegi. Inoltre sia chiaro che, se qualcuno è fatto vescovo senza il consenso del metropolita, questo grande sinodo stabilisce che costui non debba esser vescovo. Qualora poi due o tre, per questioni loro personali, dissentano dal voto ben meditato e conforme alle norme ecclesiastiche degli altri, prevalga l’opinione della maggioranza.

VII. Del vescovo di Gerusalemme.

Poiché è invalsa la consuetudine e l’antica tradizione che il vescovo di Gerusalemme riceva particolare onore, abbia quanto questo onore comporta, salva sempre la dignità propria della metropoli.

Se analizziamo bene questo passo non solo è evidente che a questo punto è il Vescovo di Gerusalemme che riceveva “Particolare onore”. Il vescovo di Alessandria aveva la preminenza, da questo concilio, su diverse nazioni e questa frase “anche al vescovo di Roma infatti è riconosciuta una simile autorità. Ugualmente ad Antiochia e nelle altre province siano conservati alle chiese gli antichi privilegi” dimostra che fu a questo punto che “Anche” la chiesa di Roma assurgeva a questa autorità.

Proprio questa frase e questo contesto ci danno la chiara organizzazione ecclesiastica del tempo: al vescovo di Gerusalemme un “onore Particolare” ai vescovi delle grandi metropoli autorità sulle loro province, ma non in sottomissione a nessuna altra autorità, cioè Alessandra, Antiochia, Roma, Gerusalemme e le altre avevano l’autorità per dirimere le loro questioni nelle lore aree di influenza senza dover chiedere l’assenso delle altre. Questo è provato proprio dal famoso scisma del 1054 in cui due di questi vescovi si scomunicarono l’un l’altro. Il problema era solo politico in quanto uno era sostenuto dall’imperatore d’oriente e l’altro di occidente, infatti veniva chiamato lo scisma d’oriente o d’occidente a seconda dei casi.

Fino al 787 tutti i concili furono convocati da imperatori e l’ultimo di questi da una imperatrice a riprova di chi era a capo veramente della chiesa Cattolica.

Primo Concilio di Costantinopoli

Dal I maggio al luglio 381.

Papa: Damaso I (366-384).

Convocato dall’imperatore Teodosio I.

Simbolo Niceno-Costantinopolitano. Divinità dello Spirito Santo. 4 canoni.

Questo concilio e’ molto interessante perché venne tenuto senza il preteso papa di allora Damaso, infatti gli fu inviata una lettera PER CONOSCENZA.

LETTERA DEI VESCOVI RADUNATI A COSTANTINOPOLI A PAPA DAMASO E AI VESCOVI OCCIDENTALI (382)

e questa è parte della lettera.

Quanto all’amministrazione delle singole chiese ha forza di legge l’antica norma, come sapete, e la disposizione dei santi padri di Nicea: che, cioè, in ciascuna provincia, e, se essi vorranno anche i vescovi confinanti con loro, si facciano le ordinazioni come richiede l’utilità delle chiese. Sappiate che, conforme a queste disposizioni, vengono amministrate le nostre chiese, e sono stati nominati i sacerdoti delle chiese più insigni. Della chiesa novella, per cosi dire, di Costantinopoli, che da poco, per misericordia di Dio, abbiamo strappato alle bestemmie degli eretici, come dalla bocca di un leone (7), abbiamo ordinato vescovo il reverendissimo e amabilissimo in Dio Nettario. Ciò è stato fatto al cospetto del concilio universale, col consenso di tutti, sotto gli occhi dell’imperatore Teodosio, carissimo a Dio, di tutto il clero, e con l’approvazione di tutta la città. Dell’antica e veramente apostolica chiesa di Antiochia di Siria, nella quale per prima fu usato il venerando nome di cristiani, i vescovi della provincia e della diocesi dell’oriente, radunatisi, consacrarono vescovo, canonicamente, il reverendissimo e da Dio amatissimo Flaviano, con l’approvazione di tutta la chiesa, che, unanime onorava quest’uomo. L’ordinazione è stata riconosciuta conforme alla legge ecclesiastica anche dalle autorità del concilio. Vi informiamo, inoltre, che il reverendissimo e carissimo a Dio Cirillo è vescovo della madre di tutte le chiese, la chiesa di Gerusalemme.

Da questo documento sono evidenti molte cose, la prima che era l’imperatore che convocava i concili, che a questo concilio non era nemmeno intervenuto colui che sarebbe dovuto essere il papa del momento che invece viene definito.

Ai signori illustrissimi e reverendissimi fratelli e colleghi Damaso,

Fratello e collega.

Quello che è scritto prima è l’intestazione del sito cattolico di adesso, invece il testo originale ci informa che Damaso non solo non partecipò al concilio e quindi non ebbe voce in capitolo ma viene informato tramite lettera e viene considerato solo un collega.

E che Cirillo è vescovo della madre di tutte le chiese cioè Gerusalemme.

se qualcuno vuol controllare puo’ andare e verificare proprio da un sito cattolico quanto è riferito qui sotto http://www.totustuus.biz/users/concili/

Ma torniamo alla Bibbia.

La Chiesa Cattolica afferma di essere la vera chiesa perché ad un certo punto Pietro e Paolo vennero a Roma con lo scopo di predicare il Vangelo, e purtroppo per loro vi morirono come martiri. La Bibbia prova che in effetti Paolo vi andò e vi predicò e vi morì. Per quanto riguarda Pietro invece è solo un fatto di tradizione storica che io non contraddico, puntualizzo solo che non si trova nelle scritture, ciò che voglio dire è che se Pietro avesse avuto una missione cosi’ importante da spostare la sede della chiesa da Gerusalemme a Roma e tra l’altro avesse anche deciso di divenire Vescovo di Roma, abbandonando l’apostolato, infatti l’apostolo, come dimostrato nelle scritture è uno mandato che va in giro a predicare, vedi i viaggi di Paolo, mentre invece un vescovo è ancorato al territorio della sua diocesi perché deve prendersi cura delle anime del suo territorio, insomma nel Nuovo testamento due fatti così importanti dovrebbero almeno trovare se non una conferma almeno una breve citazione. Bene io non l’ho trovata, ciò che ho trovato è di ben diverso tenore ed adesso passiamo ad analizzarlo.

La chiesa Cattolica afferma che Pietro morì a Roma, bene ed allora se fosse morto a Canicattì dovevano fare la sede in Sicilia? Non mi sembra una cosa logica tra l’altro il vero Capo della Chiesa era morto a Gerusalemme, e se andassimo in base a quel ragionamento la questione sarebbe morta sul nascere.

Comunque la Chiesa Cattolica poggia su questa base, e cioè che Pietro venne a Roma, divenne vescovo, ma non sta scritto da nessuna parte, e divenne il “papa” tra l’altro anche questo importante titolo non solo non si trova nel Nuovo Testamento, ma da una frase del Cristo si può capire che questo titolo, per un vero cristiano, che mediti sulle parole del Cristo possa anche suonare un po’ blasfemo.

Matteo 23:9

“Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli!.

Eppure i cattolici fanno proprio quello il titolo di papa significa “Santo Padre”.

Continuiamo con la Bibbia.

Paolo scrive una lettera ai Romani, chiaramente se vi fosse stato il Capo della chiesa non si sarebbe permesso di soppiantarlo, la scrisse perché  non c’era alcuno in quel momento che avesse l’autorità degli apostoli.

Inoltre il libro Apocalisse di Giovanni scritto circa il 92 0 93 d.c. prova che anche dopo la morte di Pietro, chi guidava era un apostolo, cioè Giovanni che riceveva rivelazione diretta da Dio. Se vi fosse stato UN VICARIO DI CRISTO a Roma questa rivelazione sarebbe dovuta a lui e non a Giovanni. Non c’era alcun papa a Roma ma un semplice vescovo come abbiamo visto dagli estratti dei concili.

Ma andiamo avanti con Apocalisse.

All’inizio a Giovanni è comandato di mandare 7 lettere a 7 chiese ma fra queste Roma non è inclusa, come mai? Non aveva né meriti né demeriti per esservi inclusa? Questa grande rivelazione forse doveva essere condivisa solo da queste 7 chiese?

Ma andiamo avanti e raggiungiamo il capitolo 17 e leggiamo la descrizione e la spiegazione della prostituta che avrebbe fornicato con tutti i Re della terra, chiaramente in maniera politica.

Apocalisse 17:4

“La donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d’oro, di pietre preziose e di perle. In mano aveva un calice d’oro pieno di abominazioni e delle immondezze della sua prostituzione”.

(avete in mente come si vestono i Cardinali? Avete mai visto i pomposi anelli alle loro dita?)

Apocalisse 17:6-9

“6 E vidi che quella donna era ubriaca del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Quando la vidi, mi meravigliai di grande meraviglia”.

(che dire delle crociate e dell’Inquisizione)

7 L’angelo mi disse: «Perché ti meravigli? Io ti dirò il mistero della donna e della bestia con le sette teste e le dieci corna che la porta.

8 La bestia che hai vista era, e non è; essa deve salire dall’abisso e andare in perdizione. Gli abitanti della terra, i cui nomi non sono stati scritti nel libro della vita fin dalla creazione del mondo, si meraviglieranno vedendo la bestia perché era, e non è, e verrà di nuovo. 9 Qui occorre una mente che abbia intelligenza. Le sette teste sono sette monti sui quali la donna siede. Sono anche sette re:

Apocalisse 17:18

La donna che hai vista è la grande città che domina sui re della terra».

Roma non era menzionata nelle lettere perché quel tempo ed anche dopo sarebbe stata il simbolo di Babilonia.

La sposa di Cristo, la chiesa non èuna prostituta, poteva esserci colà ilcapo della chiesa nel 92-93 d.c.? Sembra proprio di no, infatti a quel momento Giovanni era l’ufficiale presiedente e per quel motivo ricevette la visione e l’ordine di scrivere Apocalisse.

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