Testimonianze Conversione Di Una Suora

Una testimonianza particolare

CHE TIPO DI CORAGGIO HA BISOGNO UNA SUORA PER
ESSERE ACCETTARE IL MESSAGGIO DELL’ APOSTASIA E DELLA
RESTAURAZIONE?

In questa storia avremo
l’evidenza di come Cristo faccia miracoli secondo la fede
degli uomini.

Moroni 7:37 "E’ per fede che i miracoli
avvengono

Ether 12:29 O Signore la tua giustizia sara’
fatta, perche’ io so che tu operi fra i figli degli uomini
secondo la loro fede.

Moroni 7:26

Qualunque cosa chiederete al Padre nel mio
nome, se e’ buona, credendo con fede   che la riceverete,
ecco, vi sara’ accordata

Se voi sapreste che tipo di sacrificio
richiederebbe  a questa suora di accettare il messaggio
evangelico, avreste il coraggio di insistere
nell’insegnarle se voi foste i missionari?

Possiamo avere fede, ma delle volte ci vuole il
coraggio di usarla. Questa amorevole sorella e’ un esempio
classico non solo di una grande fede ma anche di unn
immenso coraggio!

QUESTA E’ LA SUA STORIA

Sono nata in Italia e cresciuta in una
fattoria. Tutti i miei familiari erano dei buoni
cattolici. Quando raggiunsi i 17 anni decisi di prendere i
voti di suora, perche’ desideravo servire Dio e
l’umanita’. Nella chiesa Cattolica si crede che non si
possa servire Iddio, pienamente,  se tu hai una propria
famiglia o qualcuno da accudire. Mio padre mori’ nel 1940
ed i miei fratelli piu’ anziani andarono alla guerra.
Cosi’ rimasi a casa con mia madre per aiutarla nella
fattoria. Quando la guerra termino’ i miei fratelli
tornarono a casa e cosi’ io presi la via del convento.

Fui preparata per essere un insegnante. Quando
presi il mio diploma, mi fu chiesto di andare a lavorare
nell’ufficio del Vaticano. Ho lavorato 12 anni in Vaticano
con 3 Papi: Papa Pio xii, Papa Giovanni xxiii e Papa Paolo
vi. Incontrai tantissime persone da ogni parte del mondo
come arrivavano a Roma per visitare il Vaticano. Fra le
quali molti vescovi cattolici, ed alcuni anche dagli Stati
Uniti. Un vescovo particolare della Nord Carolina mi disse
che gli sarebbe piaciuto avere qualche suora italiana  
per fare il lavoro missionario per la chiesa Cattolica nel
suo paese. Cosi’ ho pensato: Ho bisgno di un cambiamento:
andro’ in missione e ne chiesi il permesso.

Poco dopo, io ed altre mie 2 sorelle dello
stesso convento andanno nel Nord Carolina, dove rimanemmo
per 5 anni. Lavorammo nei ghetti che a quel tempo creavano
problemi per certi diritti civili. Dopo quel periodo il
nostro superiore ci chiese di tornare indietro in Italia,
ma nel frattempo avevo preso ad usare i costumi americani,
imparato un po’ l’inglese, insomma ad amare l’America. Ero
dispiaciuta perche’ mi sarebbe piaciuto restare la’.
Comunque quando presi i voti di suora, tra questi c’erano
i voti di poverta’, obbidienza e castita’, cosi’ dovetti
ubbidire e tornare a Milano come insegnante.

Una sera a Milano stavo andando ad una classe
di inglese con un bus. Per caso sedetti vicino a 2 giovani
uomini. Erano presentabili e sembravano ben educati, per
questo motivo mi misi vicino a loro, mi davano sicurezza.
Cominciai a leggere la mia grammatica inglese. Dopo un po’
uno di loro mi chiese il perche’ stessi studiando
l’ingelse. Lui parlava un buon italiano, ma comunque il
suo italiano era come il mio ingelse (non perfetto). Gli
chiesi di dove fosse> "Sono di Boise, Idaho Stati Uniti.
Avevo un grande amore per l’est americano, ma non sapevo
niente riguardo l’Ovest. Cominciammo a parlare
dell’America. Pensavo che fossero studenti, cosi’ chiesi
che cosa studiassero all’universita’. Loro mi
risposero:"No siamo missionari"> Per quale chiesa
lavorate? Fu la mia seconda domanda. "Siamo mormoni!"
risposero.

Non sapevo niente al riguardo dei Mormoni.
Ricordavo che una volta quando ero nel Nord Carolina, una
delle nostre sorelle che era con noi, si era trasferita da
Phoenix, Arizona. Ora noi eravamo sempre a lavorare nei
pomeriggi, andando porta a porta per avere un censimento
dei catttolici ed anche per sapere quanti non cattolici
sarebbero stati interessati di saperne qualcosa di piu’
riguardo la nostra chiesa. Scoprimmo che quasi tutte le
persone la erano Battisti. Questa sorella venuta
dall’Arizona aveva fatto lo stesso lavoro a Phoenix. Lei
diceva che aveva parlato con un sacco di persone che erano
Testimoni di Geova, ma che non erano troppo bravi. Anche
aveva incontrato molti mormoni e lei esclamo’:"Loro sono
brave persone!". Dato che non sapevo niente di loro,
consultai il dizionario. Il dizionario diceva che i
Mormoni praticavano la Poligamia. Pensai, Miseria, lei ha
detto che sono brave persone e praticano la poligamia?
Lasciamo perdere pensai.

Cosi’ per un po’ tutto fu dimenticato. Ma
quando incontrai questi 2 giovani sul bus e loro
sembravano cosi’ ben educati e bravi, mi meraviglia di
come potesse essre. Nella mia mente stavo pensando:" Brave
persone che praticano la poligamia?" Cosi’ chiesi loro: In
che cosa credete?

"Crediamo nel libro di mormon" fu la risposta.
Non avevo mai sentito parlare di questo libro,. "Lo
vendono in qualche negozio?" Chiesi. " No non lo vendono
nei negozi" risposero " Ma noi lo abbiamo" Ero vicina al
posto dove dovevo scendere per prendere la mia classe,
cosi’ dissi:" Se ne avete uno, portatemelo. Vi do il mio
indirizzo, e se avete tempo portatemi il libro di Mormon,
mi piacerebbe leggerlo."

Circa 2 settimane dopo, dopo le vacanze, gli
anziani portarono il libro di Mormon al convento. Una
delle sorelle con cui vivevo, rispose alla porta, ma lei
non li avrebbe fatti entrare ed anche non poteva
comprenderli. cosi’ venne da me e mi disse:Ci sono alcune
persone che parlano Francese e che hanno un libro per te."
Presi il libro e dissi loro:"Leggero’ questo libro e se vi
trovo qualcosa di sbagliato secondo le mie idee religiose,
vi chiamero’ e vedro’ come me lo spiegherete." Loro furono
d’accordo. Cosi’ quando ebbi finito la mia scuola ed ebbi
del tempo libero, comincia a leggere il libro di Mormon.

La prima cosa a cui guardai era riguardo a cosa
loro pensassero di Cristo, perche’ io presi i voti di
suora per dedicare la mia vita a Cristo. Decisi che se
questo libro avesse qualcosa contro Cristo non avrei piu’
buttato via altro tempo. ma lo avrei sicuramente buttato.
Andai all’indice e trovai tutti i titoli riguardanti
Cristo e divenni cosi’emozionata riguardo questo libro,
perche’ era tutto diretto verso il Messia. Infatti, era
un’altra testimonianza di Cristo. Ne lessi una buona parte
e ne fui letteralmente entusiasta.

Andai a trovare il mio sacerdote, e gli dissi
di aver incontrato questi 2 giovani  e che erano veramnte
bravi e cosi’ via, e che loro mi avevano dato questo libro
e gli dissi:"Non so perche’ non lo usiamo nella chiesa
Cattolica, e’ un tal buon libro!" Lui disse:"Bene, deve
essere un libro protestante" " O no! E’ come la Bibbia"
Replicai."Pensi forse che la Bibbia sia protestante?"
Chiesi."O allora, loro hanno copiato la Bibbia" rispose.
Cosi’ io ripresi:"Tu non sai niente riguardo questo libro,
perche’ non lo hai letto. Cosi’ perche’ dici quello?
Perche’ non lo leggi anche tu?""No" fu la risposta"non
sprechereo’ il mio tempo leggendo quel libro".

""Veramente" dissi" e’ la storia di quei popoli
in America, e credo che sia un libro vero. So che contiene
la verita’" Lui non pensava cosi’ cosi’ io dissi:"Bene
andro’ a casa e lo leggero’ di nuovo per vedere se e’
veramente protestante.", Ma piu’ che leggevo il libro e
piu’ sentivo che era vero.Ero veramente eccitata
nell’approfondire la conoscenza del libro di Mormon. Io
non chiamai i missionari perche’ sapevo gia’ che il libro
era vero, ma volevo vedere se potevo trovare qualcun altro
che credesse nel libro cosi’ avrei potuto usarlo.
Comunque, i missionari trovarono qualche scusa per tornare
a trovarmi. Dissi loro:" Il libro mi piace, ma non mi
battezzero’ nella vostra chiesa, solo perche’ il libro mi
piace. Credo nel libro ma non so niente riguardo la vostra
chiesa, ed io sono soddisfatta di essere cattolica. Credo
che sto facendo bene come suora, cercando di aiutare le
persone. Mi piacerebbe comunque conoscere di piu’ riguardo
la vostra chiesa, perche’ noi nella chiesa cattolica
abbiamo dei  problemi ed ognuno viene con nuove idee.
Cosi, mi piacerebbe avere qualche nuova idea dalla vostra
chiesa, cosi’ portatemi qualche altro materiale della
vostra chiesa.

La volta dopo mi portarono "Un’ opera
meravigliosa ed un prodigio" di Le Grand Richards. Lo
lessi e ne fui entusiasta. Parlando con alcuni sacerdoti
cattolici espressi la mia nuova convinzione:"Questi
mormoni hanno capito la Bibbia molto meglio di noi". A
quel tempo stavo frequentando una scuola serale per lo
studio biblico, che non era insegnata da un sacerdote
bensi’ da un laico. Una sera lui stava parlando riguardo
la traduzione della Bibbia e  menziono’ un Joseph Schmidt.
Io non compresi di chi in realta’ stesse parlando e cosi’
chiesi:"E’ il Joseph Smith dei Mormoni?" Lui rispose che
non conosceva questo tal Smith dei mormoni. In qualche
modo cominciammo a parlare dei mormoni e nessuno sapeva
niente di loro.

Un’altra volta uno dei nostri sacerdoti fece un
discorso nella chiesa, nel quale diceva che dobbiamo
cercare di comprendere le altre confesioni religiose. Lo
aspettai al termine della riunione e gli chiesi:"Che cosa
pensi dei Mormoni? Dobbiamo compremnderli" tu li conosci?"
Lui rispose:"Oh, non so niente riguardo loro, chi sono?"
Io gli risposi:" Sono qui a Milano e stanno facendo opera
missionaria e tu dici che non sai niente al loro riguardo?
Vengono dall’America" lui rispose:"Allora devono essre
un’altra di quelle sette americane, ce ne sono cosi’ tante
in America." Cosi’ sembrava che nessuno sapesse niente di
loro e decisi che avrei investigato da sola.

I missionari volevano tornare per aiutarmi con
i bambini della classe.(non sapevano che scusa trovare per
visitarmi). Pensai"Bene, forse, ma non sono sicura se loro
possono venire. Poi successe che caddi ammalata, ebbi
reumatismi alle mie corde vocali per alcune settimane.
Andai dal dottore e lui mi disse che dovevo stare in
silenzio per guarire, ma solo per pochi giorni. Avrei
doivuto prendere qualche medicina per la gola e secondo
lui sarei migliorata nel giro di pochi giorni."Io devo
insegnare a scuola" "Non puoi farlo" mi rispose. Andai
dalla madre superiora e le dissi che il dottore mi aveva
prescritto il silenzio come cura migliore per la mia
malattia, ma io avevo una soluzione per i bambini."Ci sono
alcuni amici dall’America, e loro amerebbero venire per
aiutarmi." Lei non sapeva chi fossero, ma dette il suo
benestare. Cosi’ dissi ai missionari:"Adesso potete venire
ed insegnare ai bambini" Vennero la mattina di buon’ora e
cominciarono ad insegnare ai ragazzi alcuni inni come
"Sono un figlio di Dio" e poi tutti gli altri inni della
primaria. Chiesi loro di insegnare ai ragazzi qualche
frase di inglese e di tenerli occupati." Dissi loro che
potevano insegnarli cio’ che volevano" Cosi’ loro
continuarono con gli inni e poi condivisero con i bambini
delle storielle divertenti ed un po’ di inglese. Poi
uscirono nel cortile e giocarono con loro, le altre classi
li videro e vollero scendere anche loro a giocare insieme.
Tutti ebbero una buona mattinata, tutti furono felici e
quando suono’ la campanella tutti chiesero loro di
tornare.

Andai a cena con le suore e tutte espressero lo
stesso sentimento:"Sono stati meravigliosi quei tuoi
amici." E nacquero anche tante curiose e bizzarre domande
del tipo:" A quale convento appartengono?" "Sono
studenti?" "Che cosa fanno qui?" Io risposi:"O no sono
missionari, Loro sono Mormoni" Tutte si zittirono e dopo
un po tutte andarono a guardare nel dizionario e
nell’enciclopedia ed anche a chiamare i sacerdoti. Non
passo’ molto che la madre superiora mi venne a cercare e
mi disse:" Non voglio piu’ queste persone qui." " Bene,
forse tu non vuoi loro qui per i ragazzi e questo va bene,
ma io devo finire di prendere le mie lezioni di inglese
quindi ritorneranno per me" Lei non fu felice delle mie
parole ma non disse piu’ niente al riguardo.

Diss i ai missionari: Non tornerete per la
scuola, ma una volta ogni tanto, quando passerete di qua,
mi piacerebbe praticare il mio inglese e vedro’ se ho
delle domande riguardo la vostra chiesa. Comunque, non
pensate che mi battezzero’. Non e’ possibile che succeda
che mi uniro’ ad un’altra chiesa, ma mi piacerebbe saperne
di piu’ ecco, tutto li’"

Cosi, ogni tanto, mi portarono qualche rivista
della chiesa o qualcosa d’altro. Un volta espressi
un’opinione:" Oh, mi piace ogni cosa della vostra chiesa,
ma non so riguardo i membri, se loro sono veramente come
sono nelle riviste." Loro avevano 6 sorelle missionarie a
Milanoa quel tempo. cosi’ loro mandarono le sorelle a 2
alla volta. Delle volte vennero con un membro, cosi’ ebbi
l’opportunita’ di conoscere anche i membri.Pensavo che mi
piaceva ogni cosa riguardo la chiesa e dato che non mi
sarei battezzata con loro, decisi che avrei potuto fare
lavoro missionario per loro, cosi’ dissi ai missionari:"
Se trovo qualche persona alla quale posso parlare, che sta
cercando per una chiesa, li mandero’ nella vostra. E dopo
parlando con un sacerdote gli dissi:" Faro lavoro
missionario per i mormoni perche’ sono veramente brave
persone" Lui mi rispose:" Non puoi fare quello nel
convento! scordatelo!" "O>k. non voglio fare niente di
sbagliato" Risposi" Comunque queste persone non verrebbero
comunque nella nostra chiesa, perche’ non possono andare
dai Mormoni?"

Una sera i missionari vennero di nuovo. Erano
circa 3 mesi da quando li avevo visti. Vennero a trovarmi
con il libro "Non piu’ stranieri". Conteneva una
collezione di storie di persone che da altre confessioni
religiose si erano convertite ai Mormoni. I Missionari mi
dissero che loro pensavano che vi fossero un paio di
capitoli che mi avrebbero interessato. Sicuro, c’era la
storia della sorella Eileen Davies, che era una ex suora
dall’Inghilterra che aveva anche servito nel Vaticano per
6 dei suoi 31 anni come suora. E vi era la storia del
fratello John Staley che era stato un monaco per ben 25
anni. Entrambi si erano convertiti alla fede mormone. Come
avevano fatto? Avrei forse potuto farlo anch’io! Pensai.
Sinceramente non so se lo avrei mai fatto. Stavo solo
pensando cosi’. Se per caso mi fossi unita a questa nuova
chiesa avrei dovuto rinunciare a tutto. Non sapevo se il
Signore realmente avesse voluto questo da me perche’ avevo
"Tutto" nel mio convento. Avevo il mio lavoro, non avevo
danaro, peerche’ avevo il voto di poverta’, ma loro
avrebbero avuto cura di me in ogni cosa, anche quando
fossi stata ammalata. La mia sicurezza era la, e stavo
facendo un buon lavoro. Stavo servendo il Signore. Ma
questo libro era vero e questa era la vera chiesa. Pensai
che dovevo pregare e chiedere al Signore che cosa
realmente volesse da me cosi’ Gli chiesi:" Tu vuoi
veramente che vada attraverso tutto questo e mi unisca
alla chiesa mormone?"

Cosi’ comincia a pregare e digiunare e dopo
aver pregato e digiunato per 3 giorni, sentii fortemente
dentro di me che questa era la vera chiesa e che avessi
voluto essere felice dovevo seguire la Verita’. Prima non
la conoscevo, ma adesso si con tutto il mio cuore. Come?
Come posso farlo? Pensai. So che questa chiesa e’ vera, ma
come posso dirlo alla mia famiglia? Come posso dirlo a
tutti i miei amici? Loro sono cosi’ tutti bravi, come
posso dirglielo? Cosi’ cominciai a pregare e digiunare
ancora e chiesi al Signore di dirmi da che parte rifarmi a
questo riguardo. La mia famiglia non mi avrebbe mai
permesso di farlo se solo glielo avessi detto. Stavo
ancora pregando e digiunando quando un giorno mi sono
trovata a scrivere una lettera alla Madre Generale. Nella
lettera le dissi che avevo incontrato i Mormoni, che avevo
letto il libro di Mormon, studiato la loro chiesa e
pregato e che il Signore mi aveva detto di unirmi a quella
chiesa. Poi aggiunsi" Devo divenire un membro della
chiesa  di Gesu’ Cristo dei santi degli ultimi giorni, Non
faccia nessun piano per me per questa estate perche’ alla
fine della scuola lascero’ il convento."

Quando ricevette la lettera, prese il primo
treno per Milano per vedere che cosa non andasse con me.
Comincio’ col dirmi che ero malata e che avevo bisogno di
uno psichiatra. Ed io le risposi:" Non credo di aver
bisogno di unoi psichiatra. Credo di dovermi unire alla
mia nuova chiesa, me lo lasci fare" Ogni giorno lei aveva
sempre un nuovo approccio. Mi diceva che quella era
l’opera di Satana e che ero posseduta dal Diavolo e cosi’
via. Ogni volta che avevo un colloquio con lei, dovevo
anche lottare con me stessa, avrei dovuto rinunciare a
tutto, ed era veramente difficile pensare di essere capaci
di farlo, ma alla fine le dissi:" NO! Devo farlo!" Allora
mi disse:" Sai, se te ne vai non avrai niente, la tua
famiglia e’ a conoscenza di cio’ che stai facendo?" "No la
mia famiglia non sa niente:" Vedi? Dove andrai? Non hai
denaro, non hai un lavoro. Non hai niente nessun posto
dove andare." "Oh lo so! Lo so che devo passare attraverso
tutto questo se mi unisco a questa chiesa, ma so anche che
e’ Dio che me lo chiede e che Lui e’ Mio Padre e che mi
ama e Lui sa che sto facendo questo perche’ me lo ha
chiseto Lui, quindi sono sicura che avra’ cura di me!" Lei
fu sorpresa e mi disse:" Questa e’ veramente una fede da
bambina" "Non mi interessa cio’ che credi, questo e’ cio’
in cui IO credo!" Le risposi.

Poi scrissi al Papa e gli dissi cio’ che stavo
per fare. Gli chiesi di rilasciarmi dai miei voti perche’
mi sarebbe piaciuto andarmene in pace con tutti. Anche gli
scrissi di mandare la sua risposta alla madre generale, in
maniera che avendo la risposta dal papa in persona avrebbe
capito che non c’era niente da fare. Lui mando’ la sua
risposta come gli avevo chiesto tramite la madre generale,
dicendomi che era dispiaciuto che stessi pensando di fare
quello, ma che in fondo avevo il mio libero arbitrio. Mi
consigliava di pregare e digiunare ancora e poi
eventualmente di decidere di rimanere, in quel caso tutto
sarebbe stato dimenticato. Quando la madre generale
ricevette la lettera capi’ che la cosa era veramente
seria. Mi chiamo’ e mi disse:"Ho ricevuta la lettera del
santo Padre e vedo che ogni decisione e’ presa. Comunque,
ancora tu hai un altro mese da poterci ripensare." Infatti
la scuola sarebbe finita il mese dopo ed avevo promeso di
portare a termine l’anno scolastico. Disse che evrebbero
pregato sperando che avessi cambiato idea. Ma come potevo
cambiare idea se avevo pregato e digiunato e riflettuto
con tutto il mio essere, Dio non poteva avermi mentito,
quindi sapevo che non avrei cambiato idea.

Alla fine della scuola tutto era pronto.
Finalmente dissi tutto ai missionari."Ho tutte le mie
risposte, cosi’ posso uscire ed essere battezzata." Furono
sorpresissimi, non sapevano cosa fare, era come se fosse
scoppiata una bomba. Lei esce dal convento e dove va?
Pensarono. Che cosa fara’? Allora sapendo che sorella
Davies (grazie al libro"non piu’ stranieri) abitava a
Venezia, insegnando inglese all scuola di Oxford le
telefonarono per informarsi su cosa avrebbero potuto fare
per aiutarmi. Lei disse:" Fatemi sapere quando esce e
verro’ a Milano a prenderla, lei potra’ stare con me
alcuni giorni." Cosi’ lasciai il convento. Andai alla
stazione ad aspettare la sorella Davies che stava venendo
da Venezia. Quando scese dal treno venne direttamente da
me, non poteva non riconoscermi:stavo in mezzo ai 2
anziani ancora vestita da suora.

Dapprima mi porto’ ad un negozio in maniera che
potesse comprarmi degli abiti civili, ma ognuno ci stava
fissando era cosi’ strano vedere una suora che stesse
scegliendosi dei vestiti normali. Dissi a sorella Davies:"
non credo che vi siano della mia taglia." ma la realta’
era che potevo vedere solo le persone che mi fissavano.
Lei comprese e mi disse:"Andiamo!"

Mi porto’ in chiesa quella domenica. Le persone
del rione mi guardavano sospettosamente, sicuramente
stavano pensando:" Cosa ci fa questa suora in chiesa?
Sicuramente e’ una spia del papa! ma quando i missionari
ebbero spiegato il vero motivo e che stavo solo aspettando
il momento di essere battezzata, tutti divennero molto
cordiali ed amichevoli.

Dopo sorella Davies mi porto’ a venezia e mi
introdusse da una famiglia molto speciale. Spiego’ loro
che mi sarei battezzata e chiese se per caso avessero dei
vestiti da darmi. Fortunatamente la moglie era della mia
stessa taglia e fu cosi’ gentile da regalarmi ben 3 dei
suoi vestiti, scarpe ed ogni cosa di cui avessi bisogno.
Cosi’ cominciava la mia nuova vita.

"Che cosa ti piacerebbe fare dopo essere stata
battezzata?" Fu la domanda di sorella Davies. La prima
cosa che mi venne in mente fu:"Credo che andro’ in
America. Credo che se rimanessi in Italia, non troverei
lavoro perche’ le persone mi considerebbero una rinnegata,
primo perche’ ho abbandonato il convento e secondo perche’
mi sono unita ai Mormoni. Avrei sacerdoti e suore ogni
dove a rimproverarmi di aver fatto la scelta sbagliata ed
io non glielo permettero’, cosi’ credo che andro’ in
America. Sorella Davies mi disse che lei vi sarebbe andata
nel prossimo Luglio, cosi’ forse sarei potuta andare con
lei. Dissi:" Sarebbe molto bello, se nel frattempo
accadesse qualche miracolo." Lei riprese:" Allora non ti
preoccupare, Dio si prendera’ cura di te."

Ebbi la mia intervista battesimale e fui
battezzata dopo che me ne venni dalla settimana a Venezia.
Sorella davies aveva alcuni esami scolastici cosi’ la
aiutai con quegli durante la mia permanenza la.

Durante il secondo giorno dela mia permanenza a
venezia, un fratello dell’Arizona che stava viaggiando in
Italia per turismo venne a trovarla e lei fu cosi’ gentile
da accomodarlo con tutte le persone che erano con lui. Lui
disse che lei era stata cosi’ gentile, non solo quella
volta ma anche altre volte che si senti’ in dovere di
regalarle un biglietto aereo per l’america. Le chiese
quale giorno le sarebbe piaciuto andare la. Finalmente
dise che le sarebbe piaciuto andare in Luglio perche’
aveva bisogno di visitare sua sorella in Inghilterra che
era malata. Ma poi disse:" Ho un’altra suora con me che
sara’a battezzata la prossima settimana, potresti
procurarle un biglietto>" Questo fratello rispose:" Per
un’amica del tuo calibro lo faro’". Sorella Davies lascio’
il telefono e mi disse:"Dio sta operando miracoli per te:
hai un biglietto per l’America.

Fui Battezzzata a Milano l’8 Giugno 1974. Non
dimentichero’ mai lo spirito che ho sentito e la
gratitudine che provavo per il mio Padre celeste. Mi aveva
mandato i missionari, il libro di Mormon, mi aveva dato il
coraggio di rinunciare a tutto contro tutti per seguire la
verita’ ed unirmi alla chiesa.

Sorella Davies fece quanto necessario perche’
potessi restare presso la famiglia del presidente del ramo
di Milano mentre mi preparavo per la partenza negli Stati
Uniti. Chiamai il Consolato Americano di genova ed ebbi
tutta la lista di tutti i documenti di cui avevo bisogno
di preparare. dato che la mia foto sul passaporto
dimostrava che ero una suora, mi fu anche detto che avevo
bisogno di una lettera dal convento qui ed una dal
convento in America.

Ma io non andavo in nessun convento, ma sorella
davies mi aveva detto prima di partire per l’Inghilterra
che avrebbe scritto al quartier generale della chiesa per
vedere se avessero avuto bisogno di me come traduttrice.
Loro avrebbero potuto mandare una lettera al consolato
richiedendomi come lavoratrice retribuita negli Stati
Uniti. Cosi’ preparai tutti i documenti, ma quando arrivo’
il tempo di andare al consolato questa lettera non era
arrivata.

Dietro mia richiesta i missionari chiamarono
sorella davies in Inghilterra. Lei disse:" Mi dispiace non
c’e’ nessuna lettera per lei. Mi hanno risposto da Salt
lake City che non hanno bisogno di una traduttrice
italiana, Cosi’ lei non potra’ ottenere un visto di lavoro
per gli Stati Uniti, ma forse potra’ venire con me come
turista, io staro 3 mesi la e lei potra’ venire in giro
con me e mi prendero’ cura di lei. Poi la convincero’ a
trovarsi un lavoro in Italia." La notizia era
sconvolgente, ma decisi di andare al consolato comunque e
vedere cosa poteva essere fatto.

Cosi’ andai a Genova e presi tutti i miei tests
fisici e  risposi a tutte le loro domande. Quando ebbi
finito, la segretaria dette un’occhiata a tutte le carte e
disse:" Ogni cosa e ‘ a posto. Tutti i documenti vanno
bene, ma tu non avrai il visto d’immigrazione per
l’America perche’ non hai nessun sponsor  e nessun tipo di
sostegno in America." Bene risposi:"posso parlare con il
Console?" Non e’ di alcuna utilita’ parlare con lui, Lui
non puo’ darti il visto senza uno sponsor o qualcuno che
garantisce per te." Qualcosa dentro di me mi disse che
dovevo insistere per parlare comunque al Console:" Devo
parlargli comunque! Per favore mi faccia parlare!" La
segretaria divenne furiosa perche’ stavo insistendo e
disse:" Bene se insiste la introdurro’ da lui e vedra’ da
lei stessa che quanto le dico e ‘ vero." Cosi’ mi porto’
da lui e gli spiego’ la nostra conversazione, il console
le disse:" Va bene ci parlero’" Il Console mi disse:" Non
posso darle un visto di lavoro per i motivi che gia’
conosce" poi guardando alle mie carte vide che la mia foto
era quella di una suora e che risultava che lo ero stata
per 28 anni e che mi ero unita alla chiesa mormone. Dopo
aver letto tutti i documenti mi chiese:" Che e’ successo?
per 28 anni e’ stata una suora ed adesso si e’ unita alla
chiesa mormone? Come hanno potuto avvicinarla? Tu avresti
dovuto conoscere la verita’ piu’ di altri, come  e’ potuto
succedere? Risposi:" Se ha tempo e pazienza, posso
spiegarlo." "Si rispose, sono interessato, non  sono
cattolico ma mia moglie lo e’, lei non viene alla mia
chiesa ed io non vado alla sua. Non so come hai potuto
fare cio’ che hai fatto. Lei mi ha sempre detto che non
leggerebbe mai un altro libro che appartiene ad un’altra
chiesa, Tu con il tuo abito da suora, come hanno potuto
avvicinarti?"

Cosi’ gli spiegai come avevo conosciuto i
mormoni, letto il libro di Mormon e scoperto che era vero.
Come avevo studiato la chiesa e poi pregato e digiunatoe
poi alla fine battezzata. L’uomo disse:" Le ripeto, non
posso darle un visto di immigrazione, ma ho un’altra
domanda personale se non le dispiace." "Affatta!" Risposi.
Allora mi chiese:" Lei era una suora sino a poche
settimane fa, come suora cattolica, lei crede veramente
che l’uomo a Salt Lake City e’ un profeta come i mormoni
sostengono?" "Si con tutto il mio cuore, mi sono
battezzata perche’ lo credo." Non disse niente, solo mi
firmo’ il passaporto dandomi il visto d’immigrazione che
piu’ volte diceva che non potevo ottenere. Non fu forse un
Miracolo?

Senza il visto di immigrazione non potevo
venire in America e trovare un lavoro, potevo solo venire
in visita e sarei dovuta ornare indietro. Ma con il visto,
potevo venire, lavorare e rimanere. Prendere il visto fu
sicuramente un grande miracolo e solo poche settimane
prima ero senza una prospettiva ed adesso un mondo nuovo
mi si apriva davanti. Pesnai che se non avessi avuto una
testimonianza del profeta prima, sicuramente ne avevo una
fortissima adesso. Quel miracolo rafforzo’ la mia
testimonianza in maniera incredibile, perche’ era la mia
salvezza e tutte le paure e le esitazioni degli ultimi
giorni del convento furono spazzati via dall’amore
celeste.

Nel frattempo ebbi un altro problema. Quando mi
unii alla chiesa la mia famiglia era divenuta molto
nervosa nei miei riguardi a causa della mia decisione. Il
giorno prima di uscire dal convento chiamai mia sorella e
le dissi:" Non venire al convento a cercarmi perche’
andro’ a Venezia con alcuni amici. Non saro’ piu’ al
convento." Cosi’ come ebbe udito questo la prima cosa che
fece fu di andare al convento per informarsi di cio’ che
era accaduto. loro dissero:" Se ne andata con qualche
protestante" (quello e’ cosa i cattolici pensano di tutte
le altre religioni che non sono la cattolica)

Cosi’ mia sorella lo disse a mia madre e tutta
la famiglia era arrabbiata con me. Li telefonai, ma appena
mi parlarono. Solo mi presero in giro e dissero che ero
davvero bizzarra. Prima di partire per l’America andai a
trovare mia madre, perche’ al minimo volevo salutarla
anche perche’ era ammalata.

Poco dopo scrissi alla mia famiglia dagli Stati
Uniti che ero felice e che avevo un lavoro. Uno dei mie
nipoti lesse la lettera a mia madre e pi lui mi rispose
che sarebbe stato bello se fossi potuta tornare e
rivederli tutti di nuovo, perche’ nessuno era piu’
arrabbiato con me e che mi avrebbero ben accolta.
Risparmiai tutti i miei soldi. non comprai niente perche’
tutti i miei risparmi sarebbero stati necessari e non solo
avrei dovuto lasciare il mio lavoro. Cosi’ ancora una
volta mi rivolsi al Signore:" Ho bisogno di un altro
miracolo" Poco dopo ebbi un’offerta di lavoro che ben si
adattava alle mie nuove esigenze.

Quando mi unii alla chiesa, pensavo che avrei
dovuto rinunciare a tutto. Ma il Signore me lo ha
restituito un po’ alla volta, con la differenza che alla
fine e’ molto di piu’ di quanto avessi. Ho molti piu amici
di quanti ne avessi mai avuti, mi sono sposata nel Tempio
con un uomo speciale e la mia famiglia mi ha accettata di
nuovo ,non per la chiesa ma per quello che sono e mi amano
insieme a mio marito.

Mio marito ed io abbiamo lavorato 2 anni come
missionari di tempio al Tempio svizzero di Zollikofen. nel
frattempo mi ha convertita al lavoro genealogico. Quando
lasciammo la Svizzera avevamo trovato 7000 nomi dei miei
antenati, ora il numero e’ salito a 45.000 e va ancora
avanti.

Sono grata di essere un membro di questa chiesa
che so essere la vera ed unica. Sapevo che la chiesa era
vera al tempo del mio battesimo, ma adesso la mia
testimonianza e’ divenuta molto piu’ grande. Qui ho
trovato l’amore puro di Cristo.

Sono grata per il programma missionario e
specialmente per gli anziani Scott Blaser e David Maxwell,
per la loro amorevole pazienza di starmi vicino fino alla
fine. La mia conversione mi costo’ molto, ma sono grata
per questo costo come sono grata di tutte le benedizioni
di cui sto godendo nella chiesa di gesu’ Cristo dei santi
degli ultimi giorni. So che la chiesa e’ vera, so che
Cristo e’ il Figlio del Dio vivente e lo amo con tutto il
mio cuore.

Dopo 25 anni mi guardo indietro e mi meraviglio
del perche’ fui scelta fra la miride delle buone sorelle
che seguono il nostro Signore. Mi meraviglio del perche’
il mio Padre Celeste mi ama cosi’ tanto e mi benedice con
l’opportunita di fare cosi’ tanto per i mie antenati.
Questa e’ la piu’ grande benedizione della mia vita. Amo
il mio popolo e voglio aiutarlo, ma i vivi molte volte non
sono pronti per il Vangelo. Comunque, so che quelli che
sono dall’altra parte stanno aspettando per la redenzione.
Sono grata che il mio compagno per l’eternita che mi ha
reso partecipe di questa grande opera.

Amo il libro di Mormon, so che e’ un’altro
testamento di Cristo. Con mio marito abbiamo mandato 750
copie a tutti nostri amici e parenti e continueremo a
seguire il consiglio del nostro amato profeta di riempire
il mondo con questo libro prezioso.

Io ebbi il privilegio di incontrarla durante la
sua missione con suo marito al tempio svizzero di
Zollikofen.

Qui sotto sorella Piera con uno dei missionari
e la foto accanto e relativa a sorella Davies

 

Piera_2.jpg (51873 bytes)     

 
piera5.jpg (34494 bytes)davis.jpg (61700 bytes)

Piera3.jpg (99253 bytes)     
piera4.jpg (36121 bytes)

Le foto di sopra sono relativa al periodo in cui
sorella Piera lavorava in vaticano e con il marito. Questa
di fianco e’ proprio il periodo in cui ho avuto il
privilegio di incontrarli mentre servivano come missionari
a Zollikofen come riportato nella sua testimonianza.

Comments

One Response to “Testimonianze Conversione Di Una Suora”
  1. Darko Jelavic scrive:

    Sono un ex religioso e mi sto per battezzare in Chiesa Mormone il 25.19 di questo anno. Pensavo che sono unico con questa experiencia , ma ora ho visto che non sono unico. Anche io ho vissuto a Roma e ero a Vaticano come membro di congregazione di Legionari di Cristo e dopo 13 anni di servizio mi sono se convertito in Vera Chiesa .Ringrazio a Dio per queste testimonianze di ex religiosi che sono Molto ma molto dificili per noi, e spero che presto si trova una soluzione per noi visto la guerra che la chiesa Cattolica ci dichiara una volta di abbandonarla. Darko

    [Rispondi]

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